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	<title>Partenopress - Agenzia di Stampa Video e Foto Giornalistica &#187; Francesco Mazzarella</title>
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	<description>Registrazione al Tribunale di Napoli n.77 del 2/8/2007                                                Direttore responsabile: Luigi Liberti  https://api.whatsapp.com/send?phone=393384545313</description>
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		<title>MAGISTERO E GENDER. UN DOCUMENTO QUANTO MAI ATTUALE.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 13:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di pensiero]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad un anno dal documento pubblicato dalla Congregazione per l’educazione cattolica, l&#8217;attualità impone un approfondimento sul tema del gender e sulla libertà di pensiero, per scongiurare ingiuste discriminazioni e proposte educative a pensiero unico. Compie un anno il documento “Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell&#8217;educazione”, emanato dal Prefetto della Congregazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2020/07/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" rel="lightbox[26961]"><img class="aligncenter size-full wp-image-26962" alt="cq5dam.thumbnail.cropped.750.422" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2020/07/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" width="750" height="422" /></a>Ad un anno dal documento pubblicato dalla Congregazione per l’educazione cattolica, l&#8217;attualità impone un approfondimento sul tema del gender e sulla libertà di pensiero, per scongiurare ingiuste discriminazioni e proposte educative a pensiero unico.</strong></p>
<p>Compie un anno il documento <i>“Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell&#8217;educazione”, </i>emanato dal Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica.</p>
<p>L’obiettivo del documento era ed è tuttora quello di sostenere quanti sono impegnati nell&#8217;<strong>educazione delle nuove generazioni</strong> ad affrontare “con metodo” le questioni oggi più dibattute sulla sessualità umana, davanti alla sfida che emerge da “varie forme della <b>ideologia</b> <b>gender, che nega la reciprocità e le differenze tra uomo e donna</b>, “considerate come semplici effetti di un condizionamento storico-culturale”. L’identità verrebbe, quindi, consegnata ad “un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo”. Si parla di “disorientamento antropologico” che caratterizza il clima culturale del nostro tempo, contribuendo anche a destrutturare la famiglia. Un’ideologia che, tra l’altro, “induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina”.</p>
<p>Ciò è propriamente quanto sta accadendo oggi in Italia, dove suscita un grande dibattito e seria preoccupazione il <strong>Ddl Zan</strong>, prossimo alla calendarizzazione presso la Camera dei Deputati, che intende introdurre nel nostro Paese il cd. <strong>reato di &#8220;omotransfobia&#8221;</strong>, condannando chi volesse affermare che esiste una sola famiglia possibile, fondata sul matrimonio e sulla diversità sessuale dei coniugi, reo di offendere chi, in un determinato momento, ritenesse tale affermazione discriminatoria verso le coppie omosessuali.</p>
<p>Il Ddl Zan, come affermato tra l&#8217;altro dal leader del <strong>Family Day</strong>, <strong>Massimo Gandolfini</strong>, &#8221;lascia alla magistratura amplissimi margini di interpretazione che rischiano di colpire la libera espressione del pensiero, menziona una controversa identità di genere che, basandosi sull’autopercezione può comprendere oltre 50 definizioni; stabilisce <strong>pene da 18 mesi a 6 anni</strong> di galera che potranno essere comminate anche semplicemente <strong>a chi si impegna per promuovere il diritto naturale</strong> di ogni bambino ad avere un padre e una madre o definisce come ‘un abominio’ contro il genere umano la barbara pratica dell’utero in affitto&#8221;.</p>
<p>Come spesso accade, anche in questo caso è la stretta attualità della storia che impone agli educatori cattolici un continuo approfondimento del proprio bagaglio conoscitivo, guidati dal Magistero Ecclesiale, per formare le coscienze alla luce della Sacra Scrittura e della Tradizione.</p>
<p>In questo senso, il Documento pubblicato lo scorso 09 giugno 2019 è un valido ausilio per non cadere nelle trappole che la “colonizzazione ideologica” del gender pone dinanzi al cammino dei credenti, come ribadito da Papa Francesco nel discorso tenuto alle famiglie nelle Filippine il 16 gennaio 2015.</p>
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		<title>Dietro l&#8217;eutanasia non c&#8217;è libertà.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 13:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[“La pratica dell’eutanasia solo apparentemente si propone di incentivare la libertà personale; in realtà essa si basa su una visione utilitaristica della persona, la quale diventa inutile o può essere equiparata a un costo, se dal punto di vista medico non ha speranze di miglioramento o non può più evitare il dolore”. Ricercare e tradurre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2019/09/5cc1dacc2300003200943503.jpeg" rel="lightbox[25979]"><img class="aligncenter size-full wp-image-25980" alt="5cc1dacc2300003200943503" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2019/09/5cc1dacc2300003200943503.jpeg" width="630" height="315" /></a></p>
<p style="text-align: center">“<strong>La pratica dell’eutanasia solo apparentemente si propone di incentivare la libertà personale; in realtà essa si basa su una visione utilitaristica della persona, la quale diventa inutile o può essere equiparata a un costo, se dal punto di vista medico non ha speranze di miglioramento o non può più evitare il dolore</strong>”.</p>
<p style="text-align: left">Ricercare e tradurre la speranza, anche quando dinanzi a noi si contrappone la via semplificata della morte dove &#8220; la scelta di rinunciare a tutto e spezzare ogni legame&#8221; sembra la via più corta e facile da intraprendere.</p>
<p style="text-align: left">E’ tornato ad affermarlo oggi <strong>Papa Francesco</strong> nell’incontro con i membri dell’<strong>Associazione italiana di oncologia medica</strong> ai quali ha raccomandato di continuare a lavorare per “una cultura e delle prassi” mediche più attente “al valore di ogni persona”.</p>
<p style="text-align: left">All’Associazione che dal 1973 svolge senza scopo di lucro una “preziosa funzione in ambito sanitario”, Francesco ha parlato di “oncologia della misericordia”. Un’oncologia di questo tipo va “oltre” l’applicazione dei protocolli e rivela un “impiego della tecnologia che si pone a servizio delle persone”. <strong>La tecnologia</strong> infatti, ha affermato il Papa, “<strong>non è a servizio dell’uomo quando lo riduce a una cosa, quando distingue tra chi merita ancora di essere curato e chi invece no</strong>, perché è considerato solo un peso e tante volte – anzi – uno scarto.</p>
<p style="text-align: left"><strong>La pratica dell’eutanasia</strong>, divenuta legale già in diversi Stati, solo apparentemente si propone di incentivare la libertà personale; in realtà essa <strong>si basa su una visione utilitaristica della persona</strong>, la quale diventa inutile o può essere equiparata a un costo, se dal punto di vista medico non ha speranze di miglioramento o non può più evitare il dolore”.</p>
<p style="text-align: left"><strong>Il rischio reale è che &#8220;la cultura dello scarto&#8221; favorisce una cultura eutanasica per fini meramente economici</strong>, dove il &#8220;best interest&#8221; dei sofferenti diviene la foglia di fico per ridurre i costi del Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p style="text-align: left"><strong>Le parole espresse da Papa Francesco assumono una particolare importanza a poco meno di  tre settimane dallo stravolgimento istituzionale che incombe il prossimo 24 settembre, in Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Difatti,  la Corte Costituzionale &#8211; in caso di mancata pronuncia del leglislatore entro quella data &#8211; introdurrà in Italia l’eutanasia per sentenza, disciplinando la vita e la morte, per la prima volta esplicitamente sostituendosi al legislatore.</p>
<p style="text-align: left">Come ricordato lo scorso 11 luglio anche dal Sottosegretario della CEI e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, don Ivan Maffeis, &#8220;<strong>Il bene indisponibile della vita rimane tale anche quando irrompono la malattia, la sofferenza e la paura</strong>: tali condizioni chiedono di non abbandonare la persona a una solitudine disperante, assicurandole ogni aiuto necessario per la cura e il sollievo&#8221;.</p>
<p style="text-align: left">Una apertura eutanasica dell&#8217;Italia, alla luce del discorso di Papa Francesco, aprirebbe le porte ad una cultura dello scarto, dove le prime vittime sarebbero i più deboli, la cui vita verrebbe giudicata non degna di essere vissuta prescindendo proprio dalla intrinseca dignità di ogni persona.</p>
<p style="text-align: left">In effetti, in tutti quei Paesi dove l&#8217;eutanasia è legalizzata la cultura dello scarto si traduce in scelte tragiche. In Olanda, ad esempio, nel gennaio 2019 il Governo ha commissionato uno studio sul suicidio assistito per «vita completata », cioè per chi vuole morire e non è malato, ma ritiene che la sua vita sia finita, non abbia più senso, e che continuare a vivere sia una sofferenza.</p>
<p style="text-align: left">Ogni volta che l’eutanasia entra nell’ordinamento giuridico, questa si trasforma in atto medico, una sorta di &#8220;palliazione estrema&#8221;, senza più connotazioni negative, dove anche le eutanasiche &#8220;Disposizioni anticipate di trattamento&#8221; del malato, lasciato solo nella sofferenza, sono l&#8217;alibi ultimo con cui una Società si lava le mani del sangue innocente degli scartati.</p>
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		<title>Papa Francesco: &#8220;La pena di morte è inammissibile perché attenta all&#8217;inviolabilità e dignità della persona&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2018 17:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Papa Francesco ha approvato con un Rescritto la nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica relativo alla pena di morte. Il nuovo testo è il seguente: “Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Papa Francesco ha approvato con un Rescritto la nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica relativo alla pena di morte.</p>
<p>Il nuovo testo è il seguente: “Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune. Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che «la pena di morte è inammissibile perché attenta all&#8217;inviolabilità e dignità della persona», e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo&#8221;.</p>
<p>La citazione è tratta dal discorso di Papa Francesco ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, l’11 ottobre 2017, mentre l’approvazione è avvenuta nel corso dell’udienza al prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Luis F. Ladaria, l’11 maggio scorso, e la firma è datata 1° agosto 2018, memoria di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.</p>
<p>Il Catechismo, nella versione precedente, avvertiva che la pena capitale non era esclusa solamente in un caso: l’impossibilità di rendere inoffensivo il reo. Ma, citando San Giovanni Paolo II, si conveniva che, grazie ai moderni sistemi carcerari, tale eccezione è <i>«praticamente inesistente»</i>. Dichiarando inesistente l’unica eccezione, l’inammissibilità della pena di morte era già respinta integralmente.</p>
<p>Papa Francesco ha reso categorico ciò che era logicamente sottinteso nel Catechismo, volendo rendere più solida la posizione del “favor vitae”.</p>
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		<title>Papa Francesco: «Mai deve cessare il ricordo dell’atroce violenza, dell’indicibile dolore e dello sterminio di un popolo»</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 17:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del concerto &#8220;La sofferenza degli innocenti&#8221; &#8211; opera composta da Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale -  presso la Filarmonica di Berlino per il 40° anniversario della presenza del Cammino nella città tedesca, il Santo Padre non ha voluto far mancare la sua vicinanza all&#8217;evento ed ha inviato, nella giornata di domenica 10 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22265" alt="download (1)" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/06/download-1.jpg" width="264" height="191" /></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione del concerto &#8220;La sofferenza degli innocenti&#8221; &#8211; opera composta da Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale -  presso la Filarmonica di Berlino per il 40° anniversario della presenza del Cammino nella città tedesca, il Santo Padre non ha voluto far mancare la sua vicinanza all&#8217;evento ed ha inviato, nella giornata di domenica 10 giugno, un messaggio a firma del cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stata l&#8217;occasione per Papa Francesco per felicitarsi per l&#8217;esecuzione dell’opera che, «radicata nella tradizione e ispirata alle lamentazioni bibliche», «commemora le tante vittime della Shoah». Essa, afferma il Pontefice, è «un monito costante per tutti noi ad un impegno di riconciliazione, di reciproca comprensione e di amore nei confronti dei “fratelli maggiori”, gli ebrei, e al contempo ad una vita dedita a favore dei sofferenti, degli indigenti e di tutti coloro che dal profondo anelano alla salvezza». Il Papa, si legge nel testo, «si unisce a questo intento e invoca di cuore su tutti i presenti la benedizione di Dio misericordioso».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera, ispirata al grido di dolore di milioni di madri che hanno visto morire i loro bambini, anche piccolissimi, nell’abisso dei campi di concentramento nazisti, è un grido accomunato idealmente a quello della Vergine Maria che assiste alla morte del proprio Figlio appeso ad una croce, “La Sofferenza degli Innocenti” ha rappresentato finora un ponte di dialogo tra ebrei e cristiani. Una «rivoluzione nella relazione fra i cristiani e il popolo di Israele» l’ha definita il rabbino David Rosen, direttore degli Affari Interreligiosi dell’American Jewish Committee, che ha potuto assistervi in diverse occasioni</p>
<p style="text-align: justify;">Durante gli ultimi anni, il legame che intercorre tra il Cammino Neocatecumenale, percorso di riscoperta della fede cristiano-cattolica, ed il mondo ebraico va sempre più rinsaldandosi. Partendo dalla comune radice biblica, in un Occidente che sembra aver perso di vista le origini giudaico-cristiane della propria civiltà bimillenaria, la comunione spirituale diventa un punto di ripartenza per stringere un&#8217;autentica alleanza valoriale che rinvigorisca il comune cammino verso una più autentica difesa della persona umana secondo il disegno originario di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio una rinnovata alleanza valoriale tra il cristianesimo e l&#8217;ebraismo -partendo dalle comuni radici bibliche e dalla medesima radice  spirituale e culturale su cui è stata costruita l&#8217;Europa &#8211; può divenire un argine culturale contro il relativismo etico dell&#8217;ultimo decennio e, per un altro verso, una risposta ad un processo di islamizzazione che avanza soprattutto in quelle Nazioni che, di fatto, si sono allontanate dalle  comuni radici giudaico-cristiane lasciando il passo ad una &#8220;nuova cultura dominante&#8221;. Anche di fronte alle contaminazioni inevitabili, una rinnovata identità europea dettata dall&#8217;incontro tra il Cristianesimo e l&#8217;Ebraismo può fungere da chiave ermeneutica per difendere la sacralità della vita di fronte a rischiose semplificazioni lesive della dignità di ogni persona.<a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/06/download-1-e1528823906581.jpg" rel="lightbox[22259]"><img class="alignnone size-full wp-image-22265" alt="download (1)" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/06/download-1.jpg" width="264" height="191" /></a></p>
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		<title>Paolo VI: Santo Patrono della Vita</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 16:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce il miracolo ottenuto grazie all&#8217;intercessione del beato Papa Paolo VI. Tale atto ufficiale, è in pratica l&#8217;ultimo e definitivo passo verso la canonizzazione di Giovanni Battista Montini. Sicuramente è un Segno che proprio Papa Paolo VI sia stato l&#8217;autore dell&#8217;Enciclica Humanae Vitae [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/03/Humanae-vitae.jpg" rel="lightbox[22104]"><img class="alignleft size-full wp-image-22109" alt="Humanae-vitae" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/03/Humanae-vitae.jpg" width="626" height="195" /></a>La scorsa settimana Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce il miracolo ottenuto grazie all&#8217;intercessione del beato Papa Paolo VI. Tale atto ufficiale, è in pratica l&#8217;ultimo e definitivo passo verso la canonizzazione di Giovanni Battista Montini.<br />
Sicuramente è un Segno che proprio Papa Paolo VI sia stato l&#8217;autore dell&#8217;Enciclica Humanae Vitae con la quale la Chiesa ha ribadito l&#8217;assoluta intangibilità della vita umana e l&#8217;intrinseca ed inscindibile unione che sussiste tra l&#8217;atto unitivo tra i coniugi e la possibilità procreativa dello stesso.<br />
Come affermato nell&#8217;Enciclica promulgata dal futuro santo, &#8220;Richiamando gli uomini all&#8217;osservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante dottrina, la Chiesa insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita. [...] In conformità con questi principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio, dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l’aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche&#8221;.<br />
Insomma, con il riconoscimento del miracolo attribuito a Papa Paolo VI vi è una ulteriore conferma del Magistero ecclesiale, proprio in un&#8217;epoca dove, se da un lato la banalizzazione della vita umana è foriera di drammatiche scelte legislative, dall&#8217;altro si corre il rischio di &#8220;piegare&#8221; la dottrina Cristiana al servizio di una pastorale dell&#8217;accoglienza a tutti i costi.<br />
In un&#8217;epoca in cui si sorvola sulla gravità della barbara pratica dell&#8217;utero in affitto, dove si consente allo Stato di decidere quando una vita sia o meno degna di essere vissuta, nel tempo in cui su diversi paesi europei si estende l&#8217;ombra nefasta dell&#8217;eutanasia infantile, la canonizzazione di Papa Paolo VI si pone come una luce di speranza a difesa della dignità della vita, soprattutto quella nascente. Infatti, il miracolo che ne ha visto la canonizzazione riguarda la guarigione inspiegabile, dal punto di vista scientifico, di una bambina la cui madre era al quinto mese di gravidanza e che, secondo i medici, non aveva nessuna possibilità di portare a compimento la gravidanza, a causa della rottura prematura della placenta e della relativa mancanza del liquido amniotico, nascita avvenuta solamente grazie alle preghiere di intercessione rivolte dalla madre a Montini.<br />
Come auspicato dal postulatore della causa di canonizzazione, il redentorista napoletano Antonio Marrazzo, il futuro San Paolo VI potrebbe ricevere da papa Francesco il titolo di &#8220;patrono della vita nascente&#8221;, a conferma degli inequivocabili segnali divini attestanti la sua Santità di vita ed opere tutte rivolte a difesa della dignità della vita umana, senza pericolosi riduzionismi.</p>
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		<title>La dignità della vita fino all&#8217;ultimo istante.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 14:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolto nella giornata del 28 febbraio scorso a Roma, un convegno internazionale sulle cure palliative organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita. Per questa circostanza, Papa Francesco, mediante una lettera inviata dal Cardinale di Stato Pietro Parolin al Presidente della Pontificia Accademia l&#8217;Arcivescovo Vincenzo Paglia, non ha voluto far mancare la sua voce [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto nella giornata del 28 febbraio scorso a Roma, un convegno internazionale sulle cure palliative organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita.<br />
Per questa circostanza, Papa Francesco, mediante una lettera inviata dal Cardinale di Stato Pietro Parolin al Presidente della Pontificia Accademia l&#8217;Arcivescovo Vincenzo Paglia, non ha voluto far mancare la sua voce autorevole. Nello specifico, il Papa si è soffermato, tra l&#8217;altro, sull&#8217;importanza di salvaguardare la dignità della persona umana fino all&#8217;ultimo istante della vita, non perdendo mai di vista la dimensione relazionale e comunicativa propria di ogni essere umano.<br />
Il Papa, richiamando quanto già affermato da Papa Pio XII, ha ribadito che l&#8217;impiego di farmaci nuovi, che agiscono sullo stato di coscienza e rendono possibili diverse forme di sedazione, richiedono sempre un attento discernimento e molta prudenza. Infatti, con la sedazione, sopratutto quella protratta e profonda, viene annullata, appunto, quella &#8220;dimensione relazionale che è cruciale nell&#8217;accompagnamento delle cure palliative&#8221;. La logica della cura, ha  osservato il Cardinale Parolin, emerge con particolare evidenza nei momenti di sofferenza della malattia, ma è necessaria dall&#8217;inizio alla fine dell&#8217;esistenza umana: &#8220;la condivisione della vita umana si lega con l&#8217;annuncio evangelico che ci vede tutti figli dello stesso Padre, proprio ciò sta a presidio di una dignità umana e teologale che non cessa di vivere nel neppure con la perdita della salute&#8221;.<br />
Con questa affermazione, si è inteso sottolineare come sia indispensabile, prima di ogni possibile cura terapeutica, la difesa della dignità propria della persona umana, in modo tale da far sì che la sedazione profonda vada considerata sempre come estremo rimedio.<br />
Già in precedenza, nel messaggio di apertura al meeting dell&#8217;associazione medica mondiale tenutasi nel novembre 2017, Papa Francesco aveva affrontato il tema ribadendo che &#8220;per stabilire se un intervento medico clinicamente appropriato sia effettivamente proporzionato, non è sufficiente applicare in modo meccanico una regola generale, ma occorre un attento discernimento che consideri l&#8217;oggetto morale, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti&#8221;.<br />
Il dibattito assume un particolare interesse soprattutto nella odierna società italiana, dove lo scorso mese di dicembre è stata approvata dal Parlamento uscente una legge che disciplina le disposizioni anticipate di trattamento, attraverso le quali, seppur in forma velata, viene introdotta una via eutanasica all&#8217;interno della nostra società.<br />
Ancora una volta, il richiamo ai principi non negoziabili, diventa il faro guida e luce ispiratrice di ogni agire umano e sociale che tenga conto della dignità della persona umana, a prescindere dal credo religioso di ciascuno. In questa prospettiva, i principi non negoziabili &#8211; quali la dignità della vita, anche e soprattutto nella sua fase terminale &#8211; assurgono a criterio realmente  umano per una scelta politica e sociale che guardi e promuova l&#8217;effettivo bene comune per ogni cittadino.</p>
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