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Ucciso un tifoso della Lazio, scoppia la guerriglia
Scritto da Umberto Gallucci   
domenica 11 novembre 2007

La stagione calcistica 2007/08 sarebbe dovuta essere quella della svolta. Si sarebbero giocate nuovamente tutte le gare senza restrizioni, ma già dalle prima giornati ci sono stati divieti e non pochi problemi. Così oggi in un'area di sevrizio lungo l'A1 si è consumata l'ultima tragedia del mondo del calcio, un mondo che non sembra più quello di una volta. Nel territorio di Arezzo, un 28enne ha perso la vita presso un'area di sosta dove c'è stata una rissa tra i tifosi della Lazio diretti a San Siro e quelli della Juventus in trasferta verso Parma. La giovane vittima, Gabriele Sandri, tifoso laziale, è stato colpito da uno dei due colpi di pistola esplosi in aria da un poliziotto. Il proiettile avrebbe infranto il lunotto posteriore dell'auto su cui viaggiava il giovane DJ romano. Questa volta come 9 mesi fa dopo una rissa arriva una vittima del calcio. A febbraio toccò all'ispettore Raciti, oggi invece ad un giovane tifoso che stava andando in auto a Milano per la partita contro l'Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. Il questore di Arezzo ha subito fatto chiarezza sull'accaduto 09.10 tre pattuglie della stradale della sottosezione Battifoglie si trovavano dentro l'area servizio di Badia Al Pino e stavano procedendo ad alcuni accertamenti su 2 auto quando hanno sentito dall'altra parte della carreggiata urla e rumori di rissa - ha spiegato. - Si sono portati verso il limite di quella zona cercando di capire cosa stesse accadendo, ad una distanza di 50-60 metri. A quel punto le macchine si sono messe in moto lasciando l'area di servizio. La Renault Megane, Scenic, con a bordo cinque giovani che si recava a Milano per Inter-Lazio ha ricevuto un colpo di arma di fuoco, che ha colpito uno di loro, quello che poi è morto. Non è certo che il colpo sia partito dal poliziotto, non finché non c'è una conferma balistica". Il giovane è morto sul colpo, e così al 118 i medici hanno solo constatato il decesso. Subito dopo l'accaduto la Lega e la FIGC hanno deciso di rimandare a data da destinarsi la gara tra l' Inter e la Lazio e rinviato l'inizio delle altre gare di 10'. Tutte le gare si sono giocate con il lutto al braccio. Iniziano le gare ma non sembra essere finito tutto, a Bergamo prima del fischio d'inizio, alcuni tifosi assaltano una camionetta delle forze dell'ordine e a gara iniziata chiedono la sopsensione prima con i cori e poi con le maniere forti. Alcuni Ultrà orobici, con un tombino, hanno cercato di rompere il vetro che delimita il campo dalla gradinate. Così dopo alcuni tentativi di tregua, l'arbitro Saccanoi ha deciso di sospendere la gara. Durante la protesta, i giocatori atalantini, hanno cercato di dialogare con i propri tifosi, ma questi hanno solo detto "Giocate e saranno guai". Tutti negli spogliatoi e situazione surreale per i tifosi del Milan, bloccati all'interno dello stadio per l'inopportunità di un'eventuale scorta che li accompagnasse alla stazione. Mentre a Bergamo "il tifo violento" fermava la gara tra Atalanta e Milan, si decide anche di rinviare il posticipo tra e Roma e Cagliari. Dopo l'ennesimo rinvio, scoppia il putiferio. A Roma vengono assalatte caserme e le strutture del Coni. I tifosi, si trasformano in guerrieri che combattono, il nemico sono le forze dell'ordine. La furia degli ultras si scatena, con le vie adiacenti lo stadio capitolino teatro di vari episodi di vandalismo e violenza: riti preparatori di una dichiarazione di guerra ben più grave. La prima caserma ad essere presa di mira è quella di Via G. Reni, la più vicina. Durante la guerriglia restano feriti 6 vigili urbani e vengono arrestati 2 ultras. I tifosi non si fermano e passano alla caserma di via Fuga. La terza tappa è il Coni, connivente con il banditismo, a detta dei teppisti, di cui è accusato lo Stato. I tifosi assediano le strutture, le guardie rigorosamente disarmate sono barricate all'interno e così gli ultrà possono distruggere tutto ciò che trovano davanti. Roma si riempie di bombe carta, vandalismo, e rabbia omicida. I tifosi vogliono vendicare la morte di un loro "collega". Gabriele Sandri è morto senza alcun motivo, ma la folli ancora una volta ha trovato un motivo in più per poter essere al di sopra della ragione umana delle persone per bene che vanno allo stadio per divertirsi. La guerriglia ha usato anche il web per comunicare i loro messaggi, "Onore a Gabriele. Guardie assassine. 10-100-1000 Raciti", altri siti chiudono per lutto. Sul web possiamo trovare anche messaggi come "Onore a Gabriele il dj. Guardie assassine. 10-100-1000 Raciti" o "Sito chiuso per lutto. Assassini". Anche sui siti di fuoco il clima è infuocato, ora il Viminale dovrà gestire una situazione molto più difficile della sera del 2 febbraio quando venen ucciso l'ispettore Raciti. Oggi i pseudo-tifosi del calcio italiano hanno nuovamente dimostrato che per loro andare allo stadio la domenica non serve per divertirsi, ma per far male, rovinare la giornata a chi va al "campo sportivo" per passare una giornata diversa con la famiglia e soprattutto con i bambini. I nostri figli però così capiranno che Calcio è sinonimo di Violenza e non di spettacolo, gioia e divertimento.

Umberto Gallucci

 
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