| Finisce l'europeo dell'Italia. La Spagna vince 4-2 ai rigori |
| Scritto da Andrea Gallucci | |
| lunedì 23 giugno 2008 | |
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Donadoni, primo degli squalificati Pirlo e Gattuso, schiera lo stesso modulo che a Zurigo aveva battuto la Francia. Al posto dei due centrocampisti del Milan, il ct Donadoni inserisce Aquilani a destra e Ambrosini a sinistra. In attacco sempre Luca Toni affiancato un altra volta da Antonio Cassano, a loro supporto il romanista Simone Perrotta. Conferma tutto anche Aragones: 4-4-2, con il solito centrocampo a quattro con Iniesta a destra e Senna appena dietro la linea. L'Italia parte alta e accenna il pressing che però la Spagna limita subito. Gli iberici, a ritmo lento, fanno un perfetto gioco orizontale e danno un'impronta più evidente alla partita. Le furie rosse vanno vicine al gol già al 9', Silva si accentra e libera un sinistro deviato e poi bloccato da Buffon. Nulla di trascendentale, ma prova evidente che è la Spagna a tenere in mano le redini del gioco. Il più ispirato dell'Italia è Cassano, ha poco appoggio e non ha rivali, ma finisce spesso vittima del raddoppio spagnolo. Al 18' si rivede ancora la Spagna, questa volta con Torres; imbeccato da Iniesta penetra in area dalla sinistra, ma alza la mira. Sulla sinistra l'Italia deve correre ai ripari, Aquilanti è troppo leggero e sente il preso della responsabilità. Al 19' si fa vedere per la prima volta l'Italia. Il cross di Ambrosini dalla sinistra viene girato debolmente di testa da Perrotta; nessun problema per Casillas. Al 23' è ancora Ambrosini a spingere sull'acceleratore, ma sbaglia a scodellare subito per Toni, evidentemente attardato. Al gol si avvicina però la Spagna. Con Villa al 25': punizione tesa in mezzo a una selva di gambe, parata a terra da Buffon.
Ad inizio ripresa Chiellini dice no a Silva con un chiusura da marpione. Il ragazzo della Juve fa gli straordinari e deve alzare la voce perché non filtriamo. Al 10' ci prova Torrer che supera Panucci e mette dentro: ci pensa ancora Chiellini a metterci una pezza. Al 13' Camoranesi entra per Perrotta. L'Italia ne aveva bisogno come il pane, ed è proprio lui al 16' a far gridare al gol, evitato da uno strepitoso Casillas con il piede sinistro sulla linea di porta. La Spagna, con Fabregas e Cazorla, entrati al posto di Xavi e Iniesta fa più possesso palla, ma ora ci siamo anche noi. L'ingresso di Camoranesi ha dato ordine ed equilibrio alla nazionale di Donadoni. Al 29' Cassano lascia il posto a Di Natale, ma la Spagna torna a fare da padrona. Al 35' Buffon respinge con una violenta punizione di Senna. Al 36' è invece il palo a salvarci, perché a Buffon sfugge la palla sul nuovo bolide del brasiliano. L'Italia ancora con Toni, ma a Luca mancano centimetri. E al 38' l'impeto dell'inguardabile bomber toglie a Grosso la palla-gol per eccellenza sul cross di Di Natale. Esce Torres ed entra Guiza e gli ultimi minuti sono di furore. Ed è Zambrotta a salvare la patria al 93' anticipando Villa. Non c'è più tempo, si va ai supplementari. All'inizio dei supplementari è subito thrilling. Al 3' Villa conclude a lato d'un soffio. Ma al 5' per due volte ci avviciniamo al gol: prima Marchena anticipa Toni, poi Di Natale sfiora di testa. Gli azzurri si mangiano le mani, perchè a conti fatti le occasioni più nitide sono le loro. Lunghe e disfatte, le squadre si affidano a istinto e passione.
L’Italia è eliminata. A distanza di due anni, i calci di rigore, per i campioni del Mondo si sono rivelati fatali. Dopo 44 anni, la Spagna torna tra la prime quattro d’Europa e dopo 80 anni batte l'italia in una gara ufficiale. Andrea Gallucci |
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