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	<title>Partenopress - Agenzia di Stampa Video e Foto Giornalistica &#187; Vaticano</title>
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	<description>Registrazione al Tribunale di Napoli n.77 del 2/8/2007                                                Direttore responsabile: Luigi Liberti  https://api.whatsapp.com/send?phone=393384545313</description>
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		<title>MAGISTERO E GENDER. UN DOCUMENTO QUANTO MAI ATTUALE.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 13:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[Magistero]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad un anno dal documento pubblicato dalla Congregazione per l’educazione cattolica, l&#8217;attualità impone un approfondimento sul tema del gender e sulla libertà di pensiero, per scongiurare ingiuste discriminazioni e proposte educative a pensiero unico. Compie un anno il documento “Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell&#8217;educazione”, emanato dal Prefetto della Congregazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2020/07/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" rel="lightbox[26961]"><img class="aligncenter size-full wp-image-26962" alt="cq5dam.thumbnail.cropped.750.422" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2020/07/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" width="750" height="422" /></a>Ad un anno dal documento pubblicato dalla Congregazione per l’educazione cattolica, l&#8217;attualità impone un approfondimento sul tema del gender e sulla libertà di pensiero, per scongiurare ingiuste discriminazioni e proposte educative a pensiero unico.</strong></p>
<p>Compie un anno il documento <i>“Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell&#8217;educazione”, </i>emanato dal Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica.</p>
<p>L’obiettivo del documento era ed è tuttora quello di sostenere quanti sono impegnati nell&#8217;<strong>educazione delle nuove generazioni</strong> ad affrontare “con metodo” le questioni oggi più dibattute sulla sessualità umana, davanti alla sfida che emerge da “varie forme della <b>ideologia</b> <b>gender, che nega la reciprocità e le differenze tra uomo e donna</b>, “considerate come semplici effetti di un condizionamento storico-culturale”. L’identità verrebbe, quindi, consegnata ad “un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo”. Si parla di “disorientamento antropologico” che caratterizza il clima culturale del nostro tempo, contribuendo anche a destrutturare la famiglia. Un’ideologia che, tra l’altro, “induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina”.</p>
<p>Ciò è propriamente quanto sta accadendo oggi in Italia, dove suscita un grande dibattito e seria preoccupazione il <strong>Ddl Zan</strong>, prossimo alla calendarizzazione presso la Camera dei Deputati, che intende introdurre nel nostro Paese il cd. <strong>reato di &#8220;omotransfobia&#8221;</strong>, condannando chi volesse affermare che esiste una sola famiglia possibile, fondata sul matrimonio e sulla diversità sessuale dei coniugi, reo di offendere chi, in un determinato momento, ritenesse tale affermazione discriminatoria verso le coppie omosessuali.</p>
<p>Il Ddl Zan, come affermato tra l&#8217;altro dal leader del <strong>Family Day</strong>, <strong>Massimo Gandolfini</strong>, &#8221;lascia alla magistratura amplissimi margini di interpretazione che rischiano di colpire la libera espressione del pensiero, menziona una controversa identità di genere che, basandosi sull’autopercezione può comprendere oltre 50 definizioni; stabilisce <strong>pene da 18 mesi a 6 anni</strong> di galera che potranno essere comminate anche semplicemente <strong>a chi si impegna per promuovere il diritto naturale</strong> di ogni bambino ad avere un padre e una madre o definisce come ‘un abominio’ contro il genere umano la barbara pratica dell’utero in affitto&#8221;.</p>
<p>Come spesso accade, anche in questo caso è la stretta attualità della storia che impone agli educatori cattolici un continuo approfondimento del proprio bagaglio conoscitivo, guidati dal Magistero Ecclesiale, per formare le coscienze alla luce della Sacra Scrittura e della Tradizione.</p>
<p>In questo senso, il Documento pubblicato lo scorso 09 giugno 2019 è un valido ausilio per non cadere nelle trappole che la “colonizzazione ideologica” del gender pone dinanzi al cammino dei credenti, come ribadito da Papa Francesco nel discorso tenuto alle famiglie nelle Filippine il 16 gennaio 2015.</p>
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		<title>Dietro l&#8217;eutanasia non c&#8217;è libertà.</title>
		<link>http://www.partenopress.com/vaticano/dietro-leutanasia-non-ce-liberta-020925979.html</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 13:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[“La pratica dell’eutanasia solo apparentemente si propone di incentivare la libertà personale; in realtà essa si basa su una visione utilitaristica della persona, la quale diventa inutile o può essere equiparata a un costo, se dal punto di vista medico non ha speranze di miglioramento o non può più evitare il dolore”. Ricercare e tradurre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2019/09/5cc1dacc2300003200943503.jpeg" rel="lightbox[25979]"><img class="aligncenter size-full wp-image-25980" alt="5cc1dacc2300003200943503" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2019/09/5cc1dacc2300003200943503.jpeg" width="630" height="315" /></a></p>
<p style="text-align: center">“<strong>La pratica dell’eutanasia solo apparentemente si propone di incentivare la libertà personale; in realtà essa si basa su una visione utilitaristica della persona, la quale diventa inutile o può essere equiparata a un costo, se dal punto di vista medico non ha speranze di miglioramento o non può più evitare il dolore</strong>”.</p>
<p style="text-align: left">Ricercare e tradurre la speranza, anche quando dinanzi a noi si contrappone la via semplificata della morte dove &#8220; la scelta di rinunciare a tutto e spezzare ogni legame&#8221; sembra la via più corta e facile da intraprendere.</p>
<p style="text-align: left">E’ tornato ad affermarlo oggi <strong>Papa Francesco</strong> nell’incontro con i membri dell’<strong>Associazione italiana di oncologia medica</strong> ai quali ha raccomandato di continuare a lavorare per “una cultura e delle prassi” mediche più attente “al valore di ogni persona”.</p>
<p style="text-align: left">All’Associazione che dal 1973 svolge senza scopo di lucro una “preziosa funzione in ambito sanitario”, Francesco ha parlato di “oncologia della misericordia”. Un’oncologia di questo tipo va “oltre” l’applicazione dei protocolli e rivela un “impiego della tecnologia che si pone a servizio delle persone”. <strong>La tecnologia</strong> infatti, ha affermato il Papa, “<strong>non è a servizio dell’uomo quando lo riduce a una cosa, quando distingue tra chi merita ancora di essere curato e chi invece no</strong>, perché è considerato solo un peso e tante volte – anzi – uno scarto.</p>
<p style="text-align: left"><strong>La pratica dell’eutanasia</strong>, divenuta legale già in diversi Stati, solo apparentemente si propone di incentivare la libertà personale; in realtà essa <strong>si basa su una visione utilitaristica della persona</strong>, la quale diventa inutile o può essere equiparata a un costo, se dal punto di vista medico non ha speranze di miglioramento o non può più evitare il dolore”.</p>
<p style="text-align: left"><strong>Il rischio reale è che &#8220;la cultura dello scarto&#8221; favorisce una cultura eutanasica per fini meramente economici</strong>, dove il &#8220;best interest&#8221; dei sofferenti diviene la foglia di fico per ridurre i costi del Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p style="text-align: left"><strong>Le parole espresse da Papa Francesco assumono una particolare importanza a poco meno di  tre settimane dallo stravolgimento istituzionale che incombe il prossimo 24 settembre, in Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Difatti,  la Corte Costituzionale &#8211; in caso di mancata pronuncia del leglislatore entro quella data &#8211; introdurrà in Italia l’eutanasia per sentenza, disciplinando la vita e la morte, per la prima volta esplicitamente sostituendosi al legislatore.</p>
<p style="text-align: left">Come ricordato lo scorso 11 luglio anche dal Sottosegretario della CEI e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, don Ivan Maffeis, &#8220;<strong>Il bene indisponibile della vita rimane tale anche quando irrompono la malattia, la sofferenza e la paura</strong>: tali condizioni chiedono di non abbandonare la persona a una solitudine disperante, assicurandole ogni aiuto necessario per la cura e il sollievo&#8221;.</p>
<p style="text-align: left">Una apertura eutanasica dell&#8217;Italia, alla luce del discorso di Papa Francesco, aprirebbe le porte ad una cultura dello scarto, dove le prime vittime sarebbero i più deboli, la cui vita verrebbe giudicata non degna di essere vissuta prescindendo proprio dalla intrinseca dignità di ogni persona.</p>
<p style="text-align: left">In effetti, in tutti quei Paesi dove l&#8217;eutanasia è legalizzata la cultura dello scarto si traduce in scelte tragiche. In Olanda, ad esempio, nel gennaio 2019 il Governo ha commissionato uno studio sul suicidio assistito per «vita completata », cioè per chi vuole morire e non è malato, ma ritiene che la sua vita sia finita, non abbia più senso, e che continuare a vivere sia una sofferenza.</p>
<p style="text-align: left">Ogni volta che l’eutanasia entra nell’ordinamento giuridico, questa si trasforma in atto medico, una sorta di &#8220;palliazione estrema&#8221;, senza più connotazioni negative, dove anche le eutanasiche &#8220;Disposizioni anticipate di trattamento&#8221; del malato, lasciato solo nella sofferenza, sono l&#8217;alibi ultimo con cui una Società si lava le mani del sangue innocente degli scartati.</p>
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		<title>Analisi della disforia di genere in ambito pediatrico. Revisione scientifica e bioetica della terapia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 15:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucio Pinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Analisi della disforia di genere in ambito pediatrico. Revisione scientifica e bioetica della terapia.   Nel dicembre del 2018, la casa editrice IF Press ha pubblicato a Roma (Italia) il libro “Análisis de la disforia de género en el ámbito pediátrico. Revisión científica y bioética de la terapia” (Analisi della disforia di genere in campo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>Analisi della disforia di genere in ambito pediatrico.</b></p>
<p align="center"><b>Revisione scientifica e bioetica della terapia.</b></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><b><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2019/07/disforia-354x478.jpg" rel="lightbox[25888]"><img class="alignleft size-medium wp-image-25889" alt="disforia-354x478" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2019/07/disforia-354x478-222x300.jpg" width="222" height="300" /></a> </b></p>
<p style="text-align: justify">Nel dicembre del 2018, la casa editrice IF Press ha pubblicato a Roma (Italia) il libro “<i>Análisis de la disforia de género en el ámbito pediátrico. Revisión científica y bioética de la terapia”</i> (Analisi della disforia di genere in campo pediatrico. Revisione scientifica e bioetica della terapia). Il libro che consta di 512 pagine, scritto in spagnolo, contiene la tesi integrale che ha ottenuto la qualifica di <i>Summa Cum Laude</i> per il conseguimento del titolo di Dottore in Bioetica presso l&#8217;Università Regina Apostolorum.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Recensione dell’opera: </b>con il massimo rispetto per i bambini e gli adolescenti con disforia di genere e, alla ricerca della verità, si è condotta una ricerca approfondita che mette in discussione l&#8217;attuale trattamento ormonale e chirurgico della disforia di genere in campo pediatrico. Questo trattamento consiste in una triade terapeutica ormonale e chirurgica negli adolescenti. Il protocollo inizia rallentando la pubertà dai 10 ai 12 anni. Successivamente, all&#8217;età di 16 anni, si continua con la terapia ormonale fino ad ottenere il genere desiderato; e infine, ai 18 anni, viene eseguito l&#8217;intervento chirurgico per cambiare il sesso. Questa terapia è difesa e promossa dalle principali organizzazioni mediche internazionali; ed è impiantata nella pratica pediatrica come una soluzione efficace al problema della incongruenza del genere nei bambini e negli adolescenti.</p>
<p style="text-align: justify">Evitando argomenti di natura filosofica e teologica, il lavoro espone solo solidi argomenti scientifici, medici e psicosociali per smentire l&#8217;efficacia acclamata e la scientificità del protocollo terapeutico nel settore pediatrico. Questi argomenti mostrano meticolosamente che questo trattamento è privo di prove scientifiche, presenta rischi medici per bambini ed adolescenti; e non risolve il problema della disforia.</p>
<p style="text-align: justify">In seguito, riassumiamo il contenuto di ogni capitolo. Nel primo capitolo, si illustra l&#8217;evoluzione terminologica della disforia di genere, così come le principali controversie vigenti sull’argomento, per esempio, se è o non è una malattia, lo studio dell&#8217;eziologia, la prevalenza e l&#8217;evoluzione del processo. Nel secondo capitolo, viene spiegato il protocollo ormonale e chirurgico, descrivendo in dettaglio gli studi scientifici che hanno avallato la sua efficacia terapeutica. Al termine di questo secondo capitolo, il lettore ha la forte sensazione che ci siano delle prove scientifiche sull&#8217;efficacia del trattamento e, quindi il suo utilizzo medico dovrebbe essere sostenuto.</p>
<p style="text-align: justify">Tuttavia, il terzo capitolo riesce, in modo meticoloso e rigoroso, a smantellare l&#8217;apparente scientificità della suddetta terapia. Nel corso di questo capitolo, si smentisce tutto il contenuto del capitolo precedente, con argomenti basati su prove scientifiche. Attraverso un meticoloso esame scientifico dei risultati pubblicati, che hanno sostenuto il protocollo terapeutico, si metteranno in evidenza i suoi problemi metodologici e scientifici. Segue una linea di argomentazioni mediche con le conseguenze del trattamento ormonale e chirurgico. E si conclude con argomenti psicosociali, mettendo in dubbio scientificamente la transizione sociale verso il genere desiderato nei bambini e la psicoterapia di riaffermazione negli adolescenti.</p>
<p style="text-align: justify">Il lavoro si conclude sottolineando le basi su cui si sta costruendo la graduale diffusione e introduzione generalizzata di detta terapia. Nello specifico, vengono identificate le basi socioculturali, legali e bioetiche. In relazione ai suoi fondamenti socioculturali, si sottolinea il contributo dell&#8217;ideologia di genere; che, a sua volta, viene messa in discussione scientificamente. Sulle basi giuridiche, il lavoro rivede l&#8217;attuale legalità e mostra, come principale risultato, il circolo vizioso degli errori scientifici che si sono verificati nelle perizie scientifiche delle leggi nazionali e internazionali approvate. In terzo luogo, le basi bioetiche principialiste, su cui poggia la giustificazione morale della terapia, sono debitamente smentite.</p>
<p style="text-align: justify">Questa ricerca può diventare uno strumento per gli operatori sanitari, che sono costretti a seguire il trattamento ormonale e chirurgico, la cui prova scientifica non è stata correttamente dimostrata. Aiuterebbe anche nell&#8217;ambiente scolastico affinché gli psicologi e gli insegnanti sappiano rispondere a questo serio problema attuale.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><b>Breve biografia dell&#8217;autore: J</b>avier A. Perez Ruiz ha un multidisciplinare formazione accademica in medicina, bioetica, filosofia, linguistica e ricerca, come dimostra il fatto di essere Dottore in Medicina e premio straordinario di discussione di tesi dottorale consegnato dall&#8217;Università di Cadice (Spagna), dottore in Bioetica presso l&#8217;Università Pontificia Regina Apostolorum (Roma, Italia) e Dottore in Linguistica Applicata, anche con un premio straordinario di discussione di tesi dottorale ottenuto dall&#8217;Università di Nebrija (Madrid, Spagna). Inoltre il Dr. Perez è uno specialista in pediatria, laurea di Medicina e Chirurgia presso l&#8217;Università di Granada (Spagna) e laurea di Filosofia e Scienze della Formazione (sezione Filosofia) presso l&#8217;Università di Valencia (Spagna). Nel suo percorso professionale ha esercitato la sua attività medica presso l&#8217;ospedale <i>Puerta del Mar</i> a Cadice (Spagna), come professore di filosofia nel Seminario Redemptoris Mater di Taiwan e come professore di prima fascia di spagnolo nel dipartimento di spagnolo presso l&#8217;Università Wenzao Ursuline University of Languages (Kaohsiung, Taiwan). Per 18 anni, insieme a sua moglie e ai suoi undici figli, hanno vissuto come una famiglia cattolica missionaria nell&#8217;isola di Taiwan.</p>
<p style="text-align: justify">Lucio Pinelli</p>
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		<title>Il Padre Nostro cambia testo, ecco le nuove parole. Lo ha voluto Papa Francesco:&#8221;chi induce in tentazione è Satana e non il Padre&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 08:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Vaticano. Novità in arrivo a messa: cambierà il Padre Nostro. Il testo della preghiera principale delle nostre domeniche in chiesa, e anche quello del Gloria, potrebbero cambiare: il testo della nuova edizione del Messale Romano, comunica la Cei, sarà infatti sottoposto alla Santa Sede «per i provvedimenti di competenza, ottenuti i quali andrà in vigore anche la nuova versione del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/11/4106747_1936_papa_francesco_verita.jpg" rel="lightbox[22538]"><img class="alignleft size-medium wp-image-22539" alt="Papa Francesco" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/11/4106747_1936_papa_francesco_verita-300x164.jpg" width="300" height="164" /></a>Vaticano. </strong>Novità in arrivo a messa: cambierà il <em>Padre Nostro</em>. Il testo della preghiera principale delle nostre domeniche in chiesa, e anche quello del <em>Gloria</em>, potrebbero cambiare: il testo della nuova edizione del Messale Romano, comunica la Cei, sarà infatti sottoposto alla Santa Sede «per i provvedimenti di competenza, ottenuti i quali andrà in vigore anche la nuova versione del &#8216;Padre Nostro (&#8216;non abbandonarci alla tentazione&#8217;) e dell&#8217;inizio del &#8216;Gloria&#8217; (&#8216;pace in terra agli uomini amati dal Signore&#8217;)». Il nuovo Padre Nostro è stato sottoposto alla attenzione della Santa Sede. Il versetto, quasi alla fine <em>«non ci indurre in tentazione»</em> diventa: <em>«non abbandonarci alla tentazione».  </em>I tempi perché entri in vigore non dovrebbero essere lunghi, considerato che la modifica di quel versetto era stata incoraggiata dallo stesso Papa Francesco (<em>«non è una buona traduzione»</em>, aveva detto, perché Dio <em>«non induce in tentazione»</em>) e modifiche in questo senso sono state fatte da altre conferenze episcopali, come quella francese. Ma chi vorrà, potrà anche cominciare a recitare il nuovo Padre Nostro &#8216;italiano&#8217; da subito, dalla messa di domenica, è stato fatto intendere.<br />
IL NUOVO TESTO Ecco il nuovo testo della preghiera del &#8216;Padre Nostro&#8217;, la più famosa e per i cristiani, e anche la più importante perché trasmessa direttamente da Cristo, come riportano i Vangeli. &#8212; <em>«Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il Tuo nome venga il Tuo Regno sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e NON ABBANDONARCI ALLA tentazione ma liberaci dal male Amen»</em>.</p>
<p>UNA RICHIESTA DEL PAPA Il cambio di formula del Padre nostro era stato sollecitato lo scorso anno da papa Francesco che aveva auspicato una nuova traduzione, più aderente alla lettera e allo spirito dell&#8217;insegnamento di Gesù. Recitando il &#8216;Padre nostro&#8217;, i fedeli hanno sempre detto: &#8216;Non ci indurre in tentazione&#8217;. Questa formula, però, aveva obiettato Francesco nel corso del programma &#8216;Padre nostro&#8217; condotto con don Marco Pozza su Tv2000 <em>«non è una buona traduzione. Anche i francesi hanno cambiato il testo con una traduzione che dice &#8216;non lasciarmi cadere nella tentazione&#8217;, sono io a cadere, non è lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto, un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito»</em> - aveva precisato il Pontefice - <em>«Quello che ti induce in tentazione è Satana, quello è l&#8217;ufficio di Satana».</em></p>
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		<title>Papa Francesco: «Mai deve cessare il ricordo dell’atroce violenza, dell’indicibile dolore e dello sterminio di un popolo»</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 17:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partenopress.com/?p=22259</guid>
		<description><![CDATA[In occasione del concerto &#8220;La sofferenza degli innocenti&#8221; &#8211; opera composta da Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale -  presso la Filarmonica di Berlino per il 40° anniversario della presenza del Cammino nella città tedesca, il Santo Padre non ha voluto far mancare la sua vicinanza all&#8217;evento ed ha inviato, nella giornata di domenica 10 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22265" alt="download (1)" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/06/download-1.jpg" width="264" height="191" /></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione del concerto &#8220;La sofferenza degli innocenti&#8221; &#8211; opera composta da Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale -  presso la Filarmonica di Berlino per il 40° anniversario della presenza del Cammino nella città tedesca, il Santo Padre non ha voluto far mancare la sua vicinanza all&#8217;evento ed ha inviato, nella giornata di domenica 10 giugno, un messaggio a firma del cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stata l&#8217;occasione per Papa Francesco per felicitarsi per l&#8217;esecuzione dell’opera che, «radicata nella tradizione e ispirata alle lamentazioni bibliche», «commemora le tante vittime della Shoah». Essa, afferma il Pontefice, è «un monito costante per tutti noi ad un impegno di riconciliazione, di reciproca comprensione e di amore nei confronti dei “fratelli maggiori”, gli ebrei, e al contempo ad una vita dedita a favore dei sofferenti, degli indigenti e di tutti coloro che dal profondo anelano alla salvezza». Il Papa, si legge nel testo, «si unisce a questo intento e invoca di cuore su tutti i presenti la benedizione di Dio misericordioso».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera, ispirata al grido di dolore di milioni di madri che hanno visto morire i loro bambini, anche piccolissimi, nell’abisso dei campi di concentramento nazisti, è un grido accomunato idealmente a quello della Vergine Maria che assiste alla morte del proprio Figlio appeso ad una croce, “La Sofferenza degli Innocenti” ha rappresentato finora un ponte di dialogo tra ebrei e cristiani. Una «rivoluzione nella relazione fra i cristiani e il popolo di Israele» l’ha definita il rabbino David Rosen, direttore degli Affari Interreligiosi dell’American Jewish Committee, che ha potuto assistervi in diverse occasioni</p>
<p style="text-align: justify;">Durante gli ultimi anni, il legame che intercorre tra il Cammino Neocatecumenale, percorso di riscoperta della fede cristiano-cattolica, ed il mondo ebraico va sempre più rinsaldandosi. Partendo dalla comune radice biblica, in un Occidente che sembra aver perso di vista le origini giudaico-cristiane della propria civiltà bimillenaria, la comunione spirituale diventa un punto di ripartenza per stringere un&#8217;autentica alleanza valoriale che rinvigorisca il comune cammino verso una più autentica difesa della persona umana secondo il disegno originario di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio una rinnovata alleanza valoriale tra il cristianesimo e l&#8217;ebraismo -partendo dalle comuni radici bibliche e dalla medesima radice  spirituale e culturale su cui è stata costruita l&#8217;Europa &#8211; può divenire un argine culturale contro il relativismo etico dell&#8217;ultimo decennio e, per un altro verso, una risposta ad un processo di islamizzazione che avanza soprattutto in quelle Nazioni che, di fatto, si sono allontanate dalle  comuni radici giudaico-cristiane lasciando il passo ad una &#8220;nuova cultura dominante&#8221;. Anche di fronte alle contaminazioni inevitabili, una rinnovata identità europea dettata dall&#8217;incontro tra il Cristianesimo e l&#8217;Ebraismo può fungere da chiave ermeneutica per difendere la sacralità della vita di fronte a rischiose semplificazioni lesive della dignità di ogni persona.<a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/06/download-1-e1528823906581.jpg" rel="lightbox[22259]"><img class="alignnone size-full wp-image-22265" alt="download (1)" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/06/download-1.jpg" width="264" height="191" /></a></p>
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		<title>Paolo VI: Santo Patrono della Vita</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 16:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[La scorsa settimana Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce il miracolo ottenuto grazie all&#8217;intercessione del beato Papa Paolo VI. Tale atto ufficiale, è in pratica l&#8217;ultimo e definitivo passo verso la canonizzazione di Giovanni Battista Montini. Sicuramente è un Segno che proprio Papa Paolo VI sia stato l&#8217;autore dell&#8217;Enciclica Humanae Vitae [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/03/Humanae-vitae.jpg" rel="lightbox[22104]"><img class="alignleft size-full wp-image-22109" alt="Humanae-vitae" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2018/03/Humanae-vitae.jpg" width="626" height="195" /></a>La scorsa settimana Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce il miracolo ottenuto grazie all&#8217;intercessione del beato Papa Paolo VI. Tale atto ufficiale, è in pratica l&#8217;ultimo e definitivo passo verso la canonizzazione di Giovanni Battista Montini.<br />
Sicuramente è un Segno che proprio Papa Paolo VI sia stato l&#8217;autore dell&#8217;Enciclica Humanae Vitae con la quale la Chiesa ha ribadito l&#8217;assoluta intangibilità della vita umana e l&#8217;intrinseca ed inscindibile unione che sussiste tra l&#8217;atto unitivo tra i coniugi e la possibilità procreativa dello stesso.<br />
Come affermato nell&#8217;Enciclica promulgata dal futuro santo, &#8220;Richiamando gli uomini all&#8217;osservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante dottrina, la Chiesa insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita. [...] In conformità con questi principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio, dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l’aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche&#8221;.<br />
Insomma, con il riconoscimento del miracolo attribuito a Papa Paolo VI vi è una ulteriore conferma del Magistero ecclesiale, proprio in un&#8217;epoca dove, se da un lato la banalizzazione della vita umana è foriera di drammatiche scelte legislative, dall&#8217;altro si corre il rischio di &#8220;piegare&#8221; la dottrina Cristiana al servizio di una pastorale dell&#8217;accoglienza a tutti i costi.<br />
In un&#8217;epoca in cui si sorvola sulla gravità della barbara pratica dell&#8217;utero in affitto, dove si consente allo Stato di decidere quando una vita sia o meno degna di essere vissuta, nel tempo in cui su diversi paesi europei si estende l&#8217;ombra nefasta dell&#8217;eutanasia infantile, la canonizzazione di Papa Paolo VI si pone come una luce di speranza a difesa della dignità della vita, soprattutto quella nascente. Infatti, il miracolo che ne ha visto la canonizzazione riguarda la guarigione inspiegabile, dal punto di vista scientifico, di una bambina la cui madre era al quinto mese di gravidanza e che, secondo i medici, non aveva nessuna possibilità di portare a compimento la gravidanza, a causa della rottura prematura della placenta e della relativa mancanza del liquido amniotico, nascita avvenuta solamente grazie alle preghiere di intercessione rivolte dalla madre a Montini.<br />
Come auspicato dal postulatore della causa di canonizzazione, il redentorista napoletano Antonio Marrazzo, il futuro San Paolo VI potrebbe ricevere da papa Francesco il titolo di &#8220;patrono della vita nascente&#8221;, a conferma degli inequivocabili segnali divini attestanti la sua Santità di vita ed opere tutte rivolte a difesa della dignità della vita umana, senza pericolosi riduzionismi.</p>
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		<title>La dignità della vita fino all&#8217;ultimo istante.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 14:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolto nella giornata del 28 febbraio scorso a Roma, un convegno internazionale sulle cure palliative organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita. Per questa circostanza, Papa Francesco, mediante una lettera inviata dal Cardinale di Stato Pietro Parolin al Presidente della Pontificia Accademia l&#8217;Arcivescovo Vincenzo Paglia, non ha voluto far mancare la sua voce [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto nella giornata del 28 febbraio scorso a Roma, un convegno internazionale sulle cure palliative organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita.<br />
Per questa circostanza, Papa Francesco, mediante una lettera inviata dal Cardinale di Stato Pietro Parolin al Presidente della Pontificia Accademia l&#8217;Arcivescovo Vincenzo Paglia, non ha voluto far mancare la sua voce autorevole. Nello specifico, il Papa si è soffermato, tra l&#8217;altro, sull&#8217;importanza di salvaguardare la dignità della persona umana fino all&#8217;ultimo istante della vita, non perdendo mai di vista la dimensione relazionale e comunicativa propria di ogni essere umano.<br />
Il Papa, richiamando quanto già affermato da Papa Pio XII, ha ribadito che l&#8217;impiego di farmaci nuovi, che agiscono sullo stato di coscienza e rendono possibili diverse forme di sedazione, richiedono sempre un attento discernimento e molta prudenza. Infatti, con la sedazione, sopratutto quella protratta e profonda, viene annullata, appunto, quella &#8220;dimensione relazionale che è cruciale nell&#8217;accompagnamento delle cure palliative&#8221;. La logica della cura, ha  osservato il Cardinale Parolin, emerge con particolare evidenza nei momenti di sofferenza della malattia, ma è necessaria dall&#8217;inizio alla fine dell&#8217;esistenza umana: &#8220;la condivisione della vita umana si lega con l&#8217;annuncio evangelico che ci vede tutti figli dello stesso Padre, proprio ciò sta a presidio di una dignità umana e teologale che non cessa di vivere nel neppure con la perdita della salute&#8221;.<br />
Con questa affermazione, si è inteso sottolineare come sia indispensabile, prima di ogni possibile cura terapeutica, la difesa della dignità propria della persona umana, in modo tale da far sì che la sedazione profonda vada considerata sempre come estremo rimedio.<br />
Già in precedenza, nel messaggio di apertura al meeting dell&#8217;associazione medica mondiale tenutasi nel novembre 2017, Papa Francesco aveva affrontato il tema ribadendo che &#8220;per stabilire se un intervento medico clinicamente appropriato sia effettivamente proporzionato, non è sufficiente applicare in modo meccanico una regola generale, ma occorre un attento discernimento che consideri l&#8217;oggetto morale, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti&#8221;.<br />
Il dibattito assume un particolare interesse soprattutto nella odierna società italiana, dove lo scorso mese di dicembre è stata approvata dal Parlamento uscente una legge che disciplina le disposizioni anticipate di trattamento, attraverso le quali, seppur in forma velata, viene introdotta una via eutanasica all&#8217;interno della nostra società.<br />
Ancora una volta, il richiamo ai principi non negoziabili, diventa il faro guida e luce ispiratrice di ogni agire umano e sociale che tenga conto della dignità della persona umana, a prescindere dal credo religioso di ciascuno. In questa prospettiva, i principi non negoziabili &#8211; quali la dignità della vita, anche e soprattutto nella sua fase terminale &#8211; assurgono a criterio realmente  umano per una scelta politica e sociale che guardi e promuova l&#8217;effettivo bene comune per ogni cittadino.</p>
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		<title>Papa Francesco atterra in Myanmar: al via il 21esimo viaggio apostolico allʼestero.</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 07:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Yangon. Dopo circa 10 ore di volo, è atterrato in orario all&#8217;aeroporto internazionale di Yangon, in Myanmar, l&#8217;aereo con a bordo Papa Francesco, decollato domenica sera dall&#8217;aeroporto di Roma Fiumicino. Si tratta del 21esimo viaggio internazionale del Pontefice che giovedì si recherà in Bangladesh. Al suo arrivo, il Santo Padre è stato accolto da un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-21850" alt="C_2_fotogallery_3084270_21_image" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2017/11/C_2_fotogallery_3084270_21_image-300x202.jpg" width="300" height="202" />Yangon.</strong> Dopo circa 10 ore di volo, è atterrato in orario all&#8217;aeroporto internazionale di Yangon, in Myanmar, l&#8217;aereo con a bordo Papa Francesco, decollato domenica sera dall&#8217;aeroporto di Roma Fiumicino. Si tratta del 21esimo viaggio internazionale del Pontefice che giovedì si recherà in Bangladesh. Al suo arrivo, il Santo Padre è stato accolto da un ministro delegato del presidente della Repubblica del Myanmar. Erano inoltre presenti i vescovi locali e un centinaio di bambini in abito tradizionale.</p>
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		<title>Tutti al mare, papa Francesco paga lʼaffitto della spiaggia per disabili</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Apr 2017 08:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. Al via la stagione balneare a Fiumicino, Roma, e la spiaggia speciale per disabili è salva grazie a papa Francesco. Il contributo elargito dal pontefice, accompagnato dalla benedizione a operatori, ospiti e loro famiglie, coprirà le spese di affitto annuale dello stabilimento La Madonnina di Focene, gestito dai volontari dell&#8217;associazione San Luigi Gonzaga &#8220;Opera d&#8217;Amore&#8221; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2017/04/C_2_fotogallery_3011225_9_image.jpg" rel="lightbox[20638]"><img class="alignleft size-medium wp-image-20639" alt="C_2_fotogallery_3011225_9_image" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2017/04/C_2_fotogallery_3011225_9_image-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Roma.</strong> Al via la stagione balneare a Fiumicino, Roma, e la spiaggia speciale per disabili è salva grazie a papa Francesco. Il contributo elargito dal pontefice, accompagnato dalla benedizione a operatori, ospiti e loro famiglie, coprirà le spese di affitto annuale dello stabilimento La Madonnina di Focene, gestito dai volontari dell&#8217;associazione San Luigi Gonzaga &#8220;Opera d&#8217;Amore&#8221; e attrezzato per accogliere anche diversamente abili. Il dono del Papa è stato accolto dai beneficiari con &#8220;entusiasmo e stupore&#8221;. Una spiaggia specialeLo stabilimento &#8220;La Madonnina&#8221; sorge a Focene, frazione di Fiumicino, a due passi da Roma, nella diocesi suburbicaria di Porto Santa Rufina; è gestito totalmente da volontari e garantisce anche un presidio medico e personale specializzato proveniente dalla Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, che assicura il bagno assistito ai disabili. Tutta la spiaggia è munita di passerelle che permettono di raggiungere autonomamente ognuno dei servizi in essa offerti (snack bar, spogliatoio, bagni, docce, zone d&#8217;ombra), fornita di pedane che consentono l&#8217;accesso autonomo agli ombrelloni e ai lettini (adeguatamente rialzati), con la possibilità di giungere fino al bagnasciuga e al mare. Lo stabilimento &#8211; che non ha scopi di lucro, perché tutti gli incassi sono reinvestiti nel progetto &#8211; è aperto durante tutta la stagione balneare dalle 9 alle 19, tutti i giorni della settimana. Alla base della colonia marina, spiegano gli organizzatori, c&#8217;è &#8220;l&#8217;idea di creare non uno stabilimento-ghetto, ma una spiaggia senza barriere sia architettoniche che mentali, dove tutti possano godere insieme del mare e dei suoi tantissimi benefici&#8221;, e &#8220;si riscopre l&#8217;importanza della cura dell&#8217;altro, la riscoperta dell&#8217;unicità dell&#8217;essere umano a prescindere che sia disabile o normodotato. Si riscopre quanto ogni individuo è fonte di benessere per l&#8217;altro, se solo si pone in ascolto delle esigenze altrui&#8221;.</p>
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		<title>Papa Francesco condanna la violenza cieca degli attentati di Bruxelles</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 16:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Bruxelles, sede delle istituzioni europee e simbolo della sua Unione, è stata colpita questa mattina da alcuni attentati terrotistici.  Papa Francesco ha espresso dolore e vicinanza alle famiglie delle vittime, in un telegramma firmato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato,   e inviato all&#8217;arcivescovo di Malines-Bruxelles Josef De Kesel.  Nel testo il Papa «condanna nuovamente la cieca [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/03/images-d77c2fb8361ced100faf9cd3884fb676_30.jpg" rel="lightbox[20125]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-20126" alt="Belgium Attacks" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/03/images-d77c2fb8361ced100faf9cd3884fb676_30-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Bruxelles, sede delle istituzioni europee e simbolo della sua Unione, è stata colpita questa mattina da alcuni attentati terrotistici.  Papa Francesco ha espresso dolore e vicinanza alle famiglie delle vittime, in un telegramma firmato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato,   e inviato all&#8217;arcivescovo di Malines-Bruxelles Josef De Kesel.  Nel testo il Papa «condanna nuovamente la cieca violenza che provoca tanta sofferenza, e chiedendo a Dio il dono della pace, invoca sulle famiglie messe alla prova e sui belgi la bontà delle Benedizioni divine»</p>
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		<title>P. Ronchi: &#8220;Gesù pone donna e uomo al centro del Vangelo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 19:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Gesù non è moralista”. “Siamo noi che abbiamo moralizzato il Vangelo”. Così padre Ermes Ronchi, nella quinta meditazione degli Esercizi spirituali per il Papa e la Curia romana,  in corso nella Casa del Divin Maestro di Ariccia. Nella giornata della donna, il religioso ha ricordato che nel Vangelo molte donne seguivano e servivano Gesù, rammaricando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/03/AP3343705_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[20086]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-20087" alt="AP3343705_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/03/AP3343705_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>“Gesù non è moralista”. “Siamo noi che abbiamo moralizzato il Vangelo”. Così padre Ermes Ronchi, nella quinta meditazione degli Esercizi spirituali per il Papa e la Curia romana,  in corso nella Casa del Divin Maestro di Ariccia. Nella giornata della donna, il religioso ha ricordato che nel Vangelo molte donne seguivano e servivano Gesù, rammaricando la sola presenza di uomini nell’incontro. Infine un richiamo per i confessori. “È  così facile per noi quando siamo confessori non vedere le persone, con i loro bisogni, e le loro lacrime ma vedere la norma applicata o infranta&#8230;diventiamo burocrati delle regole e analfabeti del cuore; non incontriamo la vita, ma solo il nostro pregiudizio”.</p>
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		<title>Papa Francesco: il perdono di Dio “dimentica” i peccati</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 14:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tempo di Quaresima “ci prepari il cuore” al perdono di Dio e a perdonare a nostra volta come Lui, cioè “dimenticando” le colpe altrui. Con questa preghiera, Papa Francesco ha concluso l’omelia della Messa del mattino celebrata a Casa S. Marta. La perfezione di Dio ha un punto debole esattamente dove l’imperfezione umana tende invece [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/03/OSSROM99264_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[20058]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-20059" alt="OSSROM99264_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/03/OSSROM99264_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Il tempo di Quaresima “ci prepari il cuore” al perdono di Dio e a perdonare a nostra volta come Lui, cioè “dimenticando” le colpe altrui. Con questa preghiera, Papa Francesco ha concluso l’omelia della Messa del mattino celebrata a Casa S. Marta. La perfezione di Dio ha un punto debole esattamente dove l’imperfezione umana tende invece a non fare sconti: la capacità di perdonare. Misericordia, compassione, perdono, ripete il Papa, ricordando che “il perdono del cuore che ci dà Dio sempre è misericordia.”</p>
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		<title>Papa Francesco: no alla &#8220;religione del dire&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 08:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per Papa Francesco quella cristiana è una religione concreta, che agisce facendo il bene, non una “religione del dire”, fatta di ipocrisia e vanità.  Lo ha ripetuto commentando la liturgia del giorno all&#8217;omelia della Messa in Casa S. Marta. Dio “ci insegni la strada del fare durante la Quaresima&#8221; ha poi concluso. Quello del “dire e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/02/OSSROM97057_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[20036]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-20037" alt="OSSROM97057_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/02/OSSROM97057_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Per Papa Francesco quella cristiana è una religione concreta, che agisce facendo il bene, non una “religione del dire”, fatta di ipocrisia e vanità.  Lo ha ripetuto commentando la liturgia del giorno all&#8217;omelia della Messa in Casa S. Marta. Dio “ci insegni la strada del fare durante la Quaresima&#8221; ha poi concluso. Quello del “dire e non fare”, afferma il Papa, “è un inganno”. Le parole di Isaia indicano cosa Dio preferisca: “Cessate di fare il male, imparate a fare il bene”. “Soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova”. E dimostrano anche altro, l’infinita misericordia di Dio, che dice all’umanità: “Su, venite e discutiamo. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve”.</p>
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		<title>Il Papa a Morelia: no ai funzionari del divino e alla rassegnazione</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 23:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vincere la rassegnazione che ci rinchiude nelle sacrestie e la rassegnazione che ci impedisce di cambiare un sistema dominato da narcotraffico, corruzione e violenza. Il Papa celebra la Messa con i sacerdoti e i religiosi a Morelia, nello Stato di Michoacán, centro geografico del Messico, contornato dall&#8217;affetto gioioso di tanti fedeli messicani. Commenta il Vangelo in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/02/AP3311432_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[20021]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-20022" alt="AP3311432_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/02/AP3311432_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Vincere la rassegnazione che ci rinchiude nelle sacrestie e la rassegnazione che ci impedisce di cambiare un sistema dominato da narcotraffico, corruzione e violenza. Il Papa celebra la Messa con i sacerdoti e i religiosi a Morelia, nello Stato di Michoacán, centro geografico del Messico, contornato dall&#8217;affetto gioioso di tanti fedeli messicani. Commenta il Vangelo in cui Gesù insegna il Padre nostro ai discepoli, ricordando l’esempio di “Tata Vasco”, primo vescovo di questa terra e difensore delle popolazioni indigene, lo spagnolo che nel XVI secolo si fece indio e non si rassegnò all’ esclusione sociale della sua gente.</p>
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		<title>Papa Francesco missionario di pace in Messico: &#8220;Voglio abbracciare chi soffre&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 16:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A quattro giorni dal viaggio apostolico in Messico, Papa Francesco invia un video messaggio al popolo sottolineando il suo grande desiderio di abbracciare coloro che soffrono. Bergoglio  ribadisce la sua devozione filiale per la Vergine Maria e confida la sua grande gioia nel poter recarsi al Santuario della Madonna di Guadalupe.  “Cosa vuole il Papa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/02/REUTERS1251723_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[19996]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19997" alt="REUTERS1251723_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/02/REUTERS1251723_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>A quattro giorni dal viaggio apostolico in Messico, Papa Francesco invia un video messaggio al popolo sottolineando il suo grande desiderio di abbracciare coloro che soffrono. Bergoglio  ribadisce la sua devozione filiale per la Vergine Maria e confida la sua grande gioia nel poter recarsi al Santuario della Madonna di Guadalupe.  “Cosa vuole il Papa con questo viaggio?” Francesco esordisce con una domanda  nel video-messaggio rivolto al popolo messicano:  “Cosa vuole il Papa con questo viaggio? La risposta  è immediata e semplice: desidero venire come missionario della misericordia e della pace; incontrarmi con voi per confessare insieme la nostra fede in Dio e condividere una verità fondamentale nella nostra vita: che Dio ci ama molto, che ci ama con un amore infinito, aldilà dei nostri meriti”. Il Papa sottolinea di voler “stare il più vicino possibile” alla gente, “in modo speciale a coloro che soffrono, per abbracciarli e dire loro che Gesù li ama molto, che Lui sempre sta al loro fianco”.</p>
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		<title>Papa Francesco a consacrati: &#8220;evitate chiacchiere ma pregate per nuove vocazioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 06:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; necessario evitare il “terrorismo delle chiacchiere” ha esortato ieri Papa Francesco, ricevendo in Aula Paolo VI i partecipanti al Giubileo della Vita Consacrata, che si celebra proprio oggi. Esse, le chiacchiere, possono diventare infatti “una bomba”, secondo il pontefice.  Non bisogna pensare ai soldi, ha poi continuato, che non danno la speranza vera, riposta “solo” nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/02/ANSA944940_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[19974]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19975" alt="ANSA944940_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/02/ANSA944940_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>E&#8217; necessario evitare il <strong>“terrorismo delle chiacchiere”</strong> ha esortato ieri <strong>Papa Francesco</strong>, ricevendo in Aula Paolo VI i partecipanti al Giubileo della Vita Consacrata, che si celebra proprio oggi. Esse, le chiacchiere, possono diventare infatti “una bomba”, secondo il pontefice.  Non bisogna pensare ai soldi, ha poi continuato, che non danno la speranza vera, riposta “solo” nel Signore, ma piuttosto pregare per il dono di nuove<strong> vocazioni</strong>. Perché le comunità invecchiano e i monasteri sempre più spesso sono “portati avanti da 4-5 suore vecchiette”.</p>
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		<title>Bergoglio incontra il presidente iraniano Rohani: &#8220;Spero nella pace&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 07:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante la seconda giornata della sua visita a Roma, il presidente iraniano Hassan Rohani ha incontrato in vaticano papa Francesco. L&#8217;udienza è durato circa 40 minuti.&#8216;Preghi per me&#8217;, ha chiesto Rohani al Pontefice, che lo ha salutato con un augurio: &#8216;Spero nella pace&#8217;. Rohani ha già partecipato al Business Forum Italia-Iran, organizzato in collaborazione con Ice e Confindustria. &#8216;La [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/01/bergoglio-rohani.jpg" rel="lightbox[19943]"><img class="alignleft size-medium wp-image-19955" alt="bergoglio rohani" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/01/bergoglio-rohani-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>Durante la seconda giornata della sua visita a Roma, il presidente iraniano Hassan Rohani ha incontrato in vaticano<strong> papa Francesco</strong>. L&#8217;udienza è durato circa 40 minuti.<strong>&#8216;Preghi per me&#8217;</strong>, ha chiesto Rohani al Pontefice, che lo ha salutato con un augurio: &#8216;<strong>Spero nella pace&#8217;. </strong>Rohani ha già partecipato al <strong>Business Forum Italia-Iran</strong>, organizzato in collaborazione con Ice e Confindustria. &#8216;<strong>La collaborazione sarà vincente</strong>&#8216;, ha commentato per l&#8217;occasione il presidente iraniano rivolgendosi alle aziende italiane.</p>
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		<title>Gli impegni di Papa Francesco nei mesi di gennaio e febbraio</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 09:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[bergoglio]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>

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		<description><![CDATA[La liturgia conclusiva della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – con i Vespri presieduti in San Paolo fuori le Mura lunedì 25 gennaio alle 17.30 – e il viaggio apostolico in Messico dal 12 al 18 febbraio. Sono due dei principali impegni di Papa Francesco nei prossimi due mesi. Nell’ agenda delle celebrazioni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/01/ANSA929552_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[19888]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19889" alt="ANSA929552_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/01/ANSA929552_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>La liturgia conclusiva della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – con i Vespri presieduti in San Paolo fuori le Mura lunedì 25 gennaio alle 17.30 – e il viaggio apostolico in Messico dal 12 al 18 febbraio. Sono due dei principali impegni di Papa Francesco nei prossimi due mesi.</p>
<p>Nell’ agenda delle celebrazioni rese note dal maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, mons. Guido Marini, figurano anche la chiusura del Giubileo della Vita consacrata, in programma alle 17.30 del 2 febbraio, Festa della Presentazione del Signore, i riti del Mercoledì delle Ceneri del 10 febbraio e la Messa di lunedì 22 febbraio, in San Pietro alle 10.30, per il Giubileo della Curia Romana.</p>
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		<title>Papa ringrazia vescovi Usa per colletta a Chiese latinoamericane</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 09:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[In una lettera Papa Francesco ha espresso tutta la propria gratitudine ai vescovi statunitensi, per la loro colletta destinata alle Chiese caraibiche e latinoamericane. L’iniziativa, nata nel 1966 e giunta quindi alla sua cinquantesima edizione, è stata definita dal Pontefice “segno di comunità e solidarietà”, “strumento prezioso per il sostentamento spirituale e materiale” della regione, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/01/AFP2471916_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[19846]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19847" alt="AFP2471916_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2016/01/AFP2471916_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>In una lettera Papa Francesco ha espresso tutta la propria gratitudine ai vescovi statunitensi, per la loro colletta destinata alle Chiese caraibiche e latinoamericane. L’iniziativa, nata nel 1966 e giunta quindi alla sua cinquantesima edizione, è stata definita dal Pontefice “segno di comunità e solidarietà”, “strumento prezioso per il sostentamento spirituale e materiale” della regione, un modo per “diffondere il Regno di Dio, Regno di giustizia, santità e pace”. “Sono fiducioso – scrive il Papa – che con il supporto della Conferenza episcopale degli Stati Uniti e dei singoli individui, la colletta continuerà a portare abbondanti frutti alla vita spirituale ed alla testimonianza evangelica della Chiesa latinoamericana”. “Condividere la fede” motto dell’iniziativa. La colletta si tiene ogni anno nel mese di gennaio, con il motto “Condividere la fede”: Per il 2016, l’appuntamento è il 23 e 24 gennaio. “La Chiesa latinoamericana – scrive in una nota mons. Eusebio Elizondo, presidente della Sottocommissione episcopale che si occupa dell’iniziativa – si trova di fronte a molte sfide, come la mancanza di risorse per aiutare la vita spirituale dei fedeli, la carenza di sacerdoti, l’isolamento di tante comunità”. C’è un bisogno “vitale” di supportare l’opera di evangelizzazione in questa regione del mondo. Infine, il presule ha ricordato i tanti frutti della colletta, ottenuti nel corso di mezzo secolo di attività: decine le Chiese che sono state aiutate negli anni, attraverso “lo sviluppo di programmi di catechesi, la promozione dell’incontro con Cristo ed il rafforzamento dei legami tra le comunità ecclesiale”.</p>
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		<title>Il Papa all’Angelus: con il perdono vinciamo il male e ci avviciniamo a Dio</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2015 19:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[“Attraverso il perdono vinciamo il male con il bene, trasformiamo l’odio in amore e rendiamo così più pulito il mondo”. E’ quanto ha detto, stamani, Papa Francesco all’Angelus nel giorno in cui la Chiesa festeggia Santo Stefano, il primo martire. E’ tanto brutto vivere nel rancore, il perdono – ha affermato il Santo Padre – [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2015/12/AP3232949_LancioGrande.jpg" rel="lightbox[19832]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19833" alt="AP3232949_LancioGrande" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2015/12/AP3232949_LancioGrande-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>“Attraverso il perdono vinciamo il male con il bene, trasformiamo l’odio in amore e rendiamo così più pulito il mondo”. E’ quanto ha detto, stamani, Papa Francesco all’Angelus nel giorno in cui la Chiesa festeggia Santo Stefano, il primo martire. E’ tanto brutto vivere nel rancore, il perdono – ha affermato il Santo Padre – avvicina l’uomo a Dio. Il servizio di Amedeo Lomonaco:</p>
<p>Il perdono guarisce e rigenera i cuori. Ogni giorno – ha ricordato Papa Francesco &#8211; abbiamo “l’occasione per allenarci a perdonare, per vivere questo gesto tanto alto che avvicina l’uomo a Dio”. “Nasciamo dal perdono di Dio” ed ogni volta che siamo perdonati – ha aggiunto il Papa – “il nostro cuore rinasce, viene rigenerato”.</p>
<p>“Se vogliamo avanzare nella fede, prima di tutto occorre ricevere il perdono di Dio; incontrare il Padre, che è pronto a perdonare tutto e sempre, e che proprio perdonando guarisce il cuore e ravviva l’amore. Non dobbiamo mai stancarci di chiedere il perdono divino, perché solo quando siamo perdonati, quando ci sentiamo perdonati, impariamo a perdonare”.</p>
<p>Il perdono nasce dalla preghiera<br />
Perdonare però è sempre molto difficile. Come possiamo – ha chiesto il Papa &#8211; imitare Gesù? Da dove incominciare “per scusare i piccoli o i grandi torti che subiamo ogni giorno?</p>
<p>“Si comincia dal proprio cuore: possiamo affrontare con la preghiera il risentimento che proviamo, affidando chi ci ha fatto del male alla misericordia di Dio. ‘Signore, ti chiedo per lui, ti chiedo per lei’. Poi si scopre che questa lotta interiore per perdonare purifica dal male e che la preghiera e l’amore ci liberano dalle catene interiori del rancore”.</p>
<p>Il vero testimone di Gesù prega, ama, dona e perdona<br />
Inchiodato sulla Croce – ha ricordato il Santo Padre – Gesù ha perdonato. E anche Santo Stefano ha fatto come Gesù. Tra quelli per i quali Stefano implorò il perdono – ha affermato &#8211; c’era anche “un giovane di nome Saulo” che perseguitava la Chiesa. Saulo, poco dopo, divenne Paolo, l’apostolo delle genti. “Paolo – ha detto il Papa &#8211; nasce dalla grazia di Dio e dal perdono di Stefano”. Dal perdono di un testimone e di un martire:</p>
<p>“E’ infatti vero testimone chi si comporta come Lui: chi prega, chi ama, chi dona, ma soprattutto chi perdona, perché il perdono, come dice la parola stessa, è l’espressione più alta del dono”.</p>
<p>Oggi brilla la luce dell&#8217;amore<br />
Con il Natale abbiamo contemplato l’amore misericordioso di Dio. Nel giorno in cui la Chiesa ricorda il martirio di Santo Stefano – ha spiegato il Papa – “vediamo la risposta coerente del discepolo di Gesù, che dà la vita”. “Ieri – ha detto il Pontefice &#8211; è nato in Terra il Salvatore; oggi nasce al cielo il suo testimone fedele”:</p>
<p>“Ieri come oggi, compaiono le tenebre del rifiuto della vita, ma brilla ancora più forte la luce dell’amore, che vince l’odio e inaugura un mondo nuovo”.</p>
<p>Maria orienti la preghiera<br />
Per ricevere e donare il perdono, il Papa ha infine esortato a pregare Maria:</p>
<p>“La Vergine Maria, cui affidiamo coloro – e sono purtroppo tantissimi – che come santo Stefano subiscono persecuzioni in nome della fede, i nostri tanti martiri di oggi, orienti la nostra preghiera a ricevere e donare il perdono”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Porta Santa: dal Centrafrica al Vaticano, il simbolo dell&#8217;indulgenza per il Giubileo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 17:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO - Sono gli emblemi del Giubileo, attraversarle significa entrare simbolicamente nel perdono di Dio ed è con questo gesto che si conclude il percorso per ottenere l&#8217;indulgenza. Ma Bergoglio ha rivoluzionato tutto. Le Porte Sante, che fino all&#8217;avvento di papa Francesco erano 4 e tutte a Roma, si sono infatti moltiplicate nel mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2015/11/VI-IT-ART-44964-afp_porta_francesco.jpg" rel="lightbox[19711]"><img class="alignleft size-medium wp-image-19712" alt="VI-IT-ART-44964-afp_porta_francesco" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2015/11/VI-IT-ART-44964-afp_porta_francesco-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>CITTA&#8217; DEL VATICANO -</strong> Sono gli emblemi del Giubileo, attraversarle significa entrare simbolicamente nel perdono di Dio ed è con questo gesto che si conclude il percorso per ottenere l&#8217;indulgenza. Ma Bergoglio ha rivoluzionato tutto. Le Porte Sante, che fino all&#8217;avvento di papa Francesco erano 4 e tutte a Roma, si sono infatti moltiplicate nel mondo per l&#8217;Anno Santo straordinario dedicato alla misericordia. Tanto che oggi, per la prima volta nella storia, un Giubileo si è aperto lontano dal Vaticano con la cerimonia presieduta dal pontefice nella capitale della Repubblica Centrafricana: non era successo nemmeno negli anni in cui la corte papale era ad Avignone.</p>
<p>&#8220;Oggi questa è la capitale spirituale del mondo&#8221;, ha detto invece Francesco subito prima di spingere con le sue mani le due ante del portone traforato nella cattedrale dedicata a Notre Dame a Bangui. All&#8217;interno della chiesa, i fedeli hanno gridato e cantato per la gioia. &#8220;L&#8217;Anno Santo della misericordia viene in anticipo a questa terra, una terra che soffre l&#8217;odio, l&#8217;incomprensione, la mancanza di pace. In questa terra sofferente ci sono anche tutti i paesi del mondo che passano attraverso la croce della guerra&#8221;, sono state le parole del Papa.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa, quella di Francesco, che arriva a sconvolgere un calendario giubilare che prevedeva l&#8217;inaugurazione l&#8217;8 dicembre, data nella quale ricorre anche il cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II, con l&#8217;apertura da parte del pontefice della Porta Santa più famosa, quella che si trova sulla destra della basilica di San Pietro. La domenica successiva, 13 dicembre, sarà sempre papa Francesco a Roma ad aprire alle 9,30 la Porta Santa di San Giovanni in Laterano, mentre nel pomeriggio, alle 10,30, il legato pontificio presiederà la cerimonia per quella di San Paolo fuori le Mura. L&#8217;ultima delle quattro Porte Sante storiche, quella di Santa Maria Maggiore, sarà aperta ancora dal Papa il giorno di capodanno, che corrisponde per la Chiesa alla festività liturgica di Maria Madre di Dio.</p>
<p>Nel frattempo, però, in oltre 400 tra cattedrali e santuari e italiani &#8211; e in migliaia di chiese di tutto il mondo &#8211; i fedeli avranno già avuto la possibilità di attraversare il varco giubilare locale. Papa Francesco ha dato infatti mandato ai vescovi di scegliere luoghi sacri delle loro diocesi per dare l&#8217;opportunità di compiere il precetto anche a chi non può raggiungere Roma. &#8220;Ogni Chiesa particolare &#8211; scrive il pontefice nella bolla solenne &#8211; sarà direttamente coinvolta a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale. Il Giubileo, pertanto, sarà celebrato a Roma così come nelle Chiese particolari quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa&#8221;. L&#8217;apertura delle porte sante diocesane è stata prevista per il 13 dicembre, in contemporanea con quella di San Giovanni in Laterano che è la sede della cattedra episcopale di Roma.</p>
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		<title>​Voce contro l’intolleranza politica e religiosa &#8211; Parte dal Kenya un viaggio segno di speranza per tutto il continente</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 16:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[La visita di un Pontefice rimane viva per generazioni nel cuore di quanti hanno la benedizione di poterla vivere. Il primo Papa a visitare il Kenya è stato Giovanni Paolo ii, ora santo. Durante il suo pontificato è venuto per ben tre volte nel nostro amato Paese: nel 1980, nel 1985 e nel 1995. Molte [&#8230;]]]></description>
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<p><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2015/11/papa.jpg" rel="lightbox[19690]"><img class="alignleft size-full wp-image-19691" alt="papa" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2015/11/papa.jpg" width="255" height="170" /></a>La visita di un Pontefice rimane viva per generazioni nel cuore di quanti hanno la benedizione di poterla vivere. Il primo Papa a visitare il Kenya è stato Giovanni Paolo ii, ora santo. Durante il suo pontificato è venuto per ben tre volte nel nostro amato Paese: nel 1980, nel 1985 e nel 1995. Molte cose sono cambiate dall’ultima visita, vent’anni fa, e nel Paese sta montando l’attesa per l’arrivo di Papa Francesco. La gioia per la sua visita è palpabile, unisce l’intero Paese abitato da 44 milioni di persone appartenenti a 42 tribù.</p>
<p>Da quando i primi missionari dello Spirito Santo hanno messo piede a Mombasa, nel 1890, la comunità cattolica è cresciuta rapidamente. Oggi oltre quattordici milioni di keniani sono cattolici, sono distribuiti nelle quattro province metropolitane di Nairobi, Kisumo, Mombasa e Nyeri, che comprendono 24 diocesi, un vicariato apostolico e un ordinariato militare. Il numero delle nuove diocesi è cresciuto costantemente: dalle otto esistenti al momento dell’indipendenza alle ventisei attuali.</p>
<p>Dall’ultima visita pontificia sono state create cinque nuove diocesi. Si tratta di Kericho e il vicariato apostolico di Isiolo (1995), Malindi (2000), Maralal (2001), Nyahururu (2002).</p>
<p>Più di un secolo fa, nella sua enciclica Fidei donum. Papa Pio ix esortò la Chiesa a mandare più missionari in Africa. Il suo invito fu ascoltato e continua a essere ascoltato da migliaia di missionari, che hanno contribuito a realizzare stazioni pastorali in alcune delle regioni più povere e isolate del Kenya.</p>
<p>Lo spirito di Fidei donum è testimoniato al meglio da suor Irene Stephane, beatificata in una cerimonia ricca di colori nell’arcidiocesi di Nyeri il 23 maggio 2015. Come è stato per la beatificazione di Nyaatha — il nome Nyaatha, che significa “la misericordiosa”, è stato attribuito a suor Irene per la sua generosità e il suo amore verso i poveri — la visita di Papa Francesco è vista dai keniani come un segno di speranza in una fede rinnovata e in un risveglio della missione della Chiesa chiamata a testimoniare Cristo in questa terra.</p>
<p>Siamo ulteriormente rafforzati nella speranza e nella fede dall’istruzione della causa di beatificazione del cardinale Michael Maurice Otunga, ora venerabile e, di fatto, vero figlio del suolo keniano, che accolse Giovanni Paolo ii nelle sue visite al Paese e che resta un modello da imitare per le sue virtù di semplicità, passione per il lavoro pastorale e sollecitudine per i poveri, e soprattutto per il suo grande amore verso Dio e gli uomini. Ciò è una chiara espressione dei frutti del lavoro missionario, e la visita di Papa Francesco ravviverà quello spirito e lascerà un segno indelebile nella storia della nostra terra e nella sua gente per generazioni a venire.</p>
<p>L’ultima visita papale si svolse nella scia dei forti venti di cambiamento socio-politico che stavano attraversando l’Africa in generale e il Kenya in particolare. Nel suo discorso durante la cerimonia di benvenuto, Giovanni Paolo ii disse: «Vengo come chi è profondamente preoccupato per il destino dei popoli dell’Africa. L’Africa si trova a un crocevia. I suoi popoli e i loro governanti sono chiamati a far ricorso a tutta la loro saggezza nel difficile e urgente compito di promuovere uno sviluppo che non sia solamente economico e materiale, ma che comporti l’edificazione di una civiltà basata sul rispetto per tutti i membri della società, per i loro diritti e le loro libertà, così come per la natura spirituale di ciascuna persona». Le sue sagge parole giungevano molto opportune.</p>
<p>All’epoca, nel Paese era in atto una transizione socio-politica. Di fatto, la visita del Papa annunciò un tempo di grandi cambiamenti per il nostro Paese; cambiamenti che la Chiesa in Kenya, all’epoca, ha aiutato a modellare e a guidare.</p>
<p>La prima visita di Papa Francesco in Kenya non sarà molto diversa. Anche se nel Paese tante cose sono cambiate, le sfide sono molto simili. Milioni di keniani vivono ancora in povertà. Le famiglie si spezzano sotto la forte pressione del materialismo e del crollo dei valori africani. Le politiche divisive, la corruzione e le differenze di etnia vissute in maniera negativa continuano a erodere la nostra società. La Chiesa è stata ed è in prima linea nell’indicare queste sfide e sollecitare attivamente il Governo a risolverle.</p>
<p>Per quanto riguarda il lavoro pastorale, la Chiesa ha compiuto progressi immensi nel corso degli anni. Le vocazioni sono prosperate; abbiamo ora centinaia di seminaristi. Oggi possiamo dire con orgoglio che la Chiesa in Kenya sta inviando missionari nel mondo. Centinaia di nostri sacerdoti, religiosi e religiose servono in Europa, Asia e America.</p>
<p>Riteniamo necessario non solo andare incontro ai bisogni spirituali dei milioni di persone che hanno bisogno di Cristo nella loro vita, ma anche dare testimonianza attraverso il servizio alla comunità. Qui la Chiesa cattolica gestisce oltre ottomila scuole, 470 strutture sanitarie e 18 scuole di medicina.</p>
<p>Il futuro della Chiesa in Kenya è luminoso. Lo rispecchiano la Pontificia infanzia missionaria, sempre più viva nelle ventisei diocesi, e la partecipazione attiva dei giovani. Sono loro il nostro futuro, i pilastri.</p>
<p>Quando il Papa toccherà per la prima volta il suolo africano, ricorderemo il suo consolante messaggio di condoglianze nel nostro momento più buio quando, il 4 aprile 2015, alcuni terroristi uccisero 147 studenti all’università di Garissa. Allora, in un messaggio a tutti i keniani, Papa Francesco inviò «l’assicurazione delle sue preghiere e della sua vicinanza spirituale alle famiglie delle vittime e a tutti i keniani in questo momento di dolore», affidando «l’anima dei defunti all’infinita misericordia di Dio Onnipotente» e pregando «perché tutti coloro che li piangono trovino consolazione nella loro perdita. Insieme a tutte le persone di buona volontà nel mondo intero». Il messaggio continuava così: «Sua Santità condanna questo atto di insensata brutalità e prega per un cambiamento del cuore di quanti l’hanno perpetrata», e «invita tutti coloro che hanno autorità a raddoppiare i propri sforzi per lavorare con tutti gli uomini e le donne in Kenya per porre fine a questa violenza e accelerare l’alba di una nuova era di fratellanza, giustizia e pace».</p>
<p>La visita di Francesco rafforzerà la nostra determinazione a combattere il terrorismo e a incoraggiare lo spirito di tolleranza religiosa e coesione in tutto il mondo. La sua presenza renderà concrete le sue parole: lui viene per esprimere la sua empatia con tutti coloro che hanno perso persone care a causa dell’intolleranza politica o religiosa. La sua presenza fisica parlerà con voce più alta rispetto alle parole e dirà: «Fratelli, vengo per “sentire” con voi e accompagnarvi verso la fine del cammino; non abbiate paura!».</p>
<p>La visita del Papa è un dono di Dio; egli viene per risollevare l’Africa nella speranza e nella fede, per incoraggiare e motivare il mondo perché non tutto è perduto e per rafforzare la nostra determinazione a cercare di fare del Kenya la perla d’Africa. Karibu (“benvenuto”) in Kenya, Papa Francesco!</p>
<p>di John Njue,<br />
Cardinale arcivescovo di Nairobi</p>
<p>Via <a href="http://www.news.va/">news.va</a></p>
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		<title>​Messa a Santa Marta &#8211; Senza compromessi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 12:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Nigro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non lasciarsi indebolire dallo spirito del mondo e vivere coerentemente, senza cedimenti e compromessi, il proprio essere cristiani. È l’invito che Papa Francesco, meditando sulle letture del giorno, ha rivolto durante la messa celebrata martedì 17 novembre a Santa Marta. Seguendo la via attraverso la quale in questi giorni «la Chiesa ci prepara alla fine [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" alt="" src="http://vaticanresources.s3.amazonaws.com/images%2F100fd603b5491cec92031b02dc0ecea0_41.jpg" width="227" height="283" />Non lasciarsi indebolire dallo spirito del mondo e vivere coerentemente, senza cedimenti e compromessi, il proprio essere cristiani. È l’invito che Papa Francesco, meditando sulle letture del giorno, ha rivolto durante la messa celebrata martedì 17 novembre a Santa Marta. Seguendo la via attraverso la quale in questi giorni «la Chiesa ci prepara alla fine dell’anno liturgico», il Pontefice ha parlato di «come comportarsi nella persecuzione». E per farlo ha sviluppato il filo logico avviato il giorno prima, quando la sua riflessione si era soffermata sui tre concetti della «mondanità» dell’«apostasia» e della «persecuzione».</p>
<p>Lo spunto gli stato offerto dal brano del secondo libro dei Maccabei (6, 18-31) nel quale il novantenne Eleàzaro — una sorta di “Policarpo”, di pater familias dell’Antico testamento — «non si lascia indebolire dallo spirito della mondanità» e «davanti alla prova non si arrende».</p>
<p>Cosa era accaduto? «Il pensiero unico dell’apostasia — ha spiegato il Papa — voleva che mangiasse la carne suina»; lui invece si rifiutò e la sputò. Allora «i suoi amici mondani, quelli che avevano ceduto allo spirito della mondanità, lo chiamarono e lo tirarono in disparte e cercarono di convincerlo», proponendogli una soluzione di comodo: «Facciamo una cosa, tu fatti una bella zuppa di carne che tu puoi mangiare e fai finta di mangiare la carne suina e così salvi la tua vita e non pecchi». Ma l’anziano scriba «si indignò». E «con quella dignità, con quella nobiltà che lui aveva da una vita coerente» andò al «martirio», dando testimonianza: «No, io alla mia età non darò questo esempio ai giovani».</p>
<p>È un chiaro esempio di «coerenza di vita» dalla quale ci allontana «la mondanità spirituale». Proprio su questo si è soffermato Francesco analizzando il comportamento di molti: «Tu fai finta di essere così, ma vivi in un’altra maniera». È la mondanità che si insinua nell’animo umano e mano a mano se ne impossessai: «è difficile conoscerla dall’inizio — ha fatto notare Francesco — perché è come il tarlo che lentamente distrugge, degrada la stoffa e poi quella stoffa diventa inutilizzabile». Così «l’uomo che si lascia portare avanti dalla mondanità perde l’identità cristiana», la rovina diventando «incapace di coerenza». Infatti, ha continuato il Papa, c’è chi dice: «Oh, io sono tanto cattolico, padre, io vado a messa tutte le domeniche, ma tanto cattolico»; poi, però, nella vita quotidiana o nel lavoro è incapace di coerenza. Così, ad esempio, cede alle lusinghe di chi gli propone: «Se tu mi compri questo, facciamo questa tangente e tu prendi la tangente».</p>
<p>«Questa — ha ribadito il Pontefice — non è coerenza di vita, questa è mondanità». Ed è proprio la mondanità che «porta alla doppia vita, quella che appare e quella che è vera, e ti allontana da Dio e distrugge la tua identità cristiana». Per questo «Gesù è tanto forte quando chiede al Padre: “Padre, io non ti chiedo che li tolga dal mondo ma che li salvi, che non abbiano lo spirito mondano”», cioè «quello spirito che distrugge l’identità cristiana».</p>
<p>Dalla Sacra scrittura, in particolare dalla vicenda dell’anziano Eleàzaro, viene un «esempio contro questo spirito di mondanità». Non a caso il Ponteficeha invitato i fedeli a riascoltare le sue parole coerenti: «Se molti giovani pensano che io a novant’anni sono passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, si perderanno per causa mia».</p>
<p>Eleàzaro, dunque, si preoccupa dell’esempio che potrebbe dare ai giovani se cedesse. È una scelta che il Papa ha così interpretato: «Lo spirito cristiano, l’identità cristiana, mai è egoista, sempre cerca di curare con la propria coerenza, curare, evitare lo scandalo, curare gli altri, dare un buon esempio».</p>
<p>Certo, ha aggiunto Francesco, qualcuno potrebbe obiettare: «Ma non è facile, padre, vivere in questo mondo, dove le tentazioni sono tante, e il trucco della doppia vita ci tenta tutti giorni, non è facile!». In realtà, ha spiegato il Pontefice, «per noi non solo non è facile, è impossibile. Soltanto Lui è capace di farlo». Perciò la liturgia del giorno invita a pregare con il salmo: «Il Signore mi sostiene».</p>
<p>È Dio, ha ribadito il Papa, «il sostegno nostro contro la mondanità che distrugge la nostra identità cristiana, che ci porta alla doppia vita». Solo lui può salvarci. E dunque «la nostra preghiera umile sarà: “Signore, sono peccatore, davvero, tutti lo siamo, ma ti chiedo il tuo sostegno, dammi il tuo sostegno, perché da una parte non faccia finta di essere cristiano e dall’altra parte viva come un pagano, come un mondano”».</p>
<p>Il Pontefice ha concluso l’omelia con un consiglio: «Se voi avete oggi un po’ di tempo, prendete la Bibbia, il secondo libro dei Maccabei, capitolo sesto, e leggete questa storia di Eleàzaro. Vi farà bene, vi darà coraggio per essere esempio a tutti e anche vi darà forza e sostegno per portare avanti l’identità cristiana, senza compromessi, senza doppia vita».</p>
<p>Via <a href="http://www.news.va/">news.va</a></p>
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		<title>Papa: &#8220;Essere buoni cattolici non significa fare figli come i conigli&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 08:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelita De Santis]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Manila (Filippine). Di ritorno dalle Filippine, Papa Francesco auspica che &#8220;la paternità sia responsabile. Per essere buoni cattolici non è vero che dobbiamo essere come i conigli. La famiglia ideale ha 3 figli&#8221;. Il Santo Padre ridimensiona poi le sue parole di qualche giorno fa (&#8220;Se qualcuno insulta mia madre, si aspetti un pugno&#8221;), ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2015/01/461749602.jpg" rel="lightbox[18809]"><img class="alignleft size-medium wp-image-18810" alt="Pope Francis in his pope mobile waves to the crowd after the" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2015/01/461749602-300x186.jpg" width="300" height="186" /></a>Manila (Filippine).</strong> Di ritorno dalle Filippine, Papa Francesco auspica che &#8220;la paternità sia responsabile. Per essere buoni cattolici non è vero che dobbiamo essere come i conigli. La famiglia ideale ha 3 figli&#8221;. Il Santo Padre ridimensiona poi le sue parole di qualche giorno fa (&#8220;Se qualcuno insulta mia madre, si aspetti un pugno&#8221;), ma auspica che ai &#8220;corrotti si dia un calcio dove non batte il sole&#8221;. E chiarisce: &#8220;Nessun pugno, ma neppure provocazioni. Serve prudenza&#8221;. &#8220;In teoria &#8211; ha detto Papa Francesco &#8211; possiamo dire che una reazione violenta davanti una offesa, a una provocazione, in teoria se è una cosa buona, non si deve fare, in teoria. Possiamo dire quello che il vangelo dice, dobbiamo dare l&#8217;altra guancia, in teoria possiamo dire che noi capiamo la libertà d&#8217;esprimere. E questo è importante, nella teoria siamo tutti d&#8217;accordo. Ma siamo umani e c&#8217;è la prudenza che è una virtù della convivenza umana&#8221;.<br />
&#8220;Io &#8211; ha insistito &#8211; non posso provocare, insultare una persona continuamente perché rischio di farla arrabbiare, rischio di ricevere una reazione non giusta,ma questo è umano. Dico che la libertà di espressione deve tenere conto della realtà umana e perciò dico deve essere prudente. Una maniera di dire che deve essere educata&#8221;.<br />
&#8220;La prudenza &#8211; ha aggiunto &#8211; è la virtù umana che regola i nostri rapporti, io posso andare fino a voi, posso andare di là, di qua. Io questo volevo dire che in teoria siamo tutti d&#8217;accordo, c&#8217;è libertà di espressione..una reazione violenta non è buona, è cattiva sempre, ma nella pratica fermiamoci un po&#8217;, perché siamo umani, rischiamo di provocare gli altri. Per questo la libertà deve essere accompagnata dalla prudenza&#8221;.</p>
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		<title>Papa a Strasburgo: &#8220;Ue malata di solitudine&#8221; &#8220;Ideali oscurati dai tecnicismi burocratici&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 08:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelita De Santis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Strasburgo. &#8221;I grandi ideali che hanno ispirato l&#8217;Europa sembrano aver perso forza attrattiva, in favore dei tecnicismi burocratici delle sue istituzioni&#8221;. Lo ha affermato papa Francesco da Strasburgo nel suo discorso al Parlamento europeo. &#8220;Una delle malattie che vedo più diffuse oggi in Europa &#8211; ha sottolineato &#8211; è la solitudine, propria di chi è privo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/11/C_4_articolo_2081196__ImageGallery__imageGalleryItem_27_image.jpg" rel="lightbox[18648]"><img class="alignleft size-medium wp-image-18649" alt="Papa a strasburgo" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/11/C_4_articolo_2081196__ImageGallery__imageGalleryItem_27_image-219x300.jpg" width="219" height="300" /></a>Strasburgo.</strong> &#8221;I grandi ideali che hanno ispirato l&#8217;Europa sembrano aver perso forza attrattiva, in favore dei tecnicismi burocratici delle sue istituzioni&#8221;. Lo ha affermato papa Francesco da Strasburgo nel suo discorso al Parlamento europeo. &#8220;Una delle malattie che vedo più diffuse oggi in Europa &#8211; ha sottolineato &#8211; è la solitudine, propria di chi è privo di legami&#8221;. &#8221;Nel corso degli ultimi anni &#8211; ha aggiunto -, accanto al processo di allargamento dell&#8217;Unione Europea, è andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilità dei singoli popoli, se non addirittura dannose. Da più parti si ricava un&#8217;impressione generale di stanchezza e d&#8217;invecchiamento, di un&#8217;Europa nonna e non più fertile e vivace&#8221;.<br />
<strong>&#8220;Le radici cristiane dell&#8217;Europa antidoto agli estremismi&#8221; </strong>- &#8220;Un&#8217;Europa che non è più capace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita &#8211; ha proseguito &#8211; è un&#8217;Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima e anche quello &#8216;spirito umanistico&#8217; che pure ama e difende&#8221;. Al contrario, ha messo in luce il Papa, un&#8217;Europa &#8220;che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialità&#8221;, può essere &#8220;più facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente&#8221;.<br />
<strong>&#8220;No alle barbare violenze contro le comunità cristiane nel mondo&#8221; </strong>- Un sentito applauso ha accolto il passaggio del discorso del Papa in cui ha condannato il &#8220;vergognoso silenzio&#8221; sulle &#8220;discriminazioni&#8221; e sulle &#8220;barbare violenze&#8221; contro le comunità cristiane nel mondo, in cui le persone vengono &#8220;uccise, decapitate, bruciate vive&#8221;.<br />
<strong>&#8220;Accogliere migranti, Mediterraneo non sia un grande cimitero&#8221;</strong> - &#8220;E&#8217; necessario affrontare insieme la questione migratoria. Non si può tollerare che il Mar Mediterraneo diventi un grande cimitero!&#8221;, ha quindi affermato il Pontefice. &#8220;Sui barconi che giungono quotidianamente sulle coste europee ci sono uomini e donne che necessitano di accoglienza e di aiuto&#8221;, ha sottolineato Bergoglio.<br />
<strong>&#8220;L&#8217;Europa riscopra la sua anima buona&#8221;</strong> - Terminando il suo discorso al Parlamento europeo, papa Francesco ha detto: &#8220;Vi esorto a lavorare perché l&#8217;Europa riscopra la sua anima buona&#8221;. &#8220;Una storia bimillenaria &#8211; ha sottolineato &#8211; lega l&#8217;Europa e il cristianesimo&#8221;.<br />
<strong>Standing ovation per il discorso del Papa </strong>- Una standing ovation dell&#8217;Europarlamento ha salutato la conclusione del discorso del Papa. Il presidente della Commissione ed il premier Matteo Renzi, come tutti gli europarlamentari presenti nell&#8217;emiciclo, hanno applaudito in piedi per circa tre minuti. Il presidente Martin Schulz nel ringraziamento per l&#8217;intervento ha detto che Francesco &#8220;ha toccato il cuore di tutti noi&#8221; e ha definito il discorso papale &#8220;un fruttuoso incoraggiamento&#8221; per l&#8217;Europa e &#8220;la strada strada per un buon futuro&#8221;.</p>
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		<title>Il Papa in Albania: &#8220;La pace tra le religioni è un bel segno per il mondo&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2014 09:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Tirana. Papa Francesco è arrivato a Tirana per il suo quarto viaggio internazionale. La visita in Albania è la prima in un Paese europeo al di fuori dall&#8217;Italia. Dopo l&#8217;accoglienza in aeroporto da parte del primo ministro albanese Edi Rama, prima tappa sarà l&#8217;incontro con le autorità del Paese al Palazzo presidenziale. La pacifica convivenza tra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/09/455840482.jpg" rel="lightbox[18347]"><img class="alignleft size-medium wp-image-18349" alt="Papa Francesco " src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/09/455840482-219x300.jpg" width="219" height="300" /></a>Tirana.</strong> Papa Francesco è arrivato a Tirana per il suo quarto viaggio internazionale. La visita in Albania è la prima in un Paese europeo al di fuori dall&#8217;Italia. Dopo l&#8217;accoglienza in aeroporto da parte del primo ministro albanese Edi Rama, prima tappa sarà l&#8217;incontro con le autorità del Paese al Palazzo presidenziale. La pacifica convivenza tra le religioni in Albania è &#8220;un bel segno per il mondo&#8221;, ha detto Papa Francesco mentre era in volo. &#8221;L&#8217;Albania è un Paese che ha sofferto tanto&#8221;, ha sottolineato Francesco, ma che poi &#8220;riuscita a trovare una pace con le differenze religiose. E questo è un bel segno per il mondo, il dialogo, la pace e l&#8217;equilibrio a favore della governance&#8221;.</p>
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		<title>Papa a sportivi: «Dite no a ogni discriminazione»</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2014 18:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelita De Santis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. &#8220;Possa l&#8217;incontro di questa sera ravvivare la consapevolezza dell&#8217;impegno perché lo sport sia un apporto alla pacifica convivenza, evitando ogni discriminazione sulla basse della razza, della cultura e della religione&#8221;. Lo ha detto Papa Francesco agli sportivi che parteciperanno questa sera alla partita interreligiosa per la Pace. &#8220;Discriminare può essere sinonimo di disprezzare &#8211; ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/09/papa_francesco_maradona_wanda_nara_icardi-23-1024x680.jpg" rel="lightbox[18112]"><img class="alignleft size-medium wp-image-18113" alt="papa_francesco_maradona_wanda_nara_icardi-23-1024x680" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/09/papa_francesco_maradona_wanda_nara_icardi-23-1024x680-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Roma. </strong>&#8220;Possa l&#8217;incontro di questa sera ravvivare la consapevolezza dell&#8217;impegno perché lo sport sia un apporto alla pacifica convivenza, evitando ogni discriminazione sulla basse della razza, della cultura e della religione&#8221;. Lo ha detto Papa Francesco agli sportivi che parteciperanno questa sera alla partita interreligiosa per la Pace. &#8220;Discriminare può essere sinonimo di disprezzare &#8211; ha aggiunto &#8211; con questa partita oggi direte no a ogni discriminazione. Le religioni sono chiamate ad essere vincolo di pace, mai di odio&#8221;. Lo ha detto il Papa nell&#8217;udienza agli sportivi partecipanti alla partita religiosa per la pace. L&#8217;incontro, ha affermato Francesco, possa essere gesto di &#8220;una nuova era in cui i popoli non alzeranno più la spada l&#8217;uno contro l&#8217;altro&#8221;.<br />
IL RINGRAZIAMENTO &#8211; &#8220;Vi ringrazio &#8211; ha detto Papa Francesco nel corso dell&#8217;udienza nell&#8217;aula Paolo VI &#8211; perché avete prontamente aderito al mio desiderio di vedere campioni e allenatori di varie religioni confrontarsi in un evento basato sui valori dell&#8217;amicizia e della pace&#8221;. &#8220;La partita &#8211; ha ricordato il Pontefice &#8211; sarà occasione per raccogliere fondi per progetti di solidarietà, ma soprattutto per riflettere sui valori della pacifica convivenza: la lealtà, l&#8217;accoglienza, il dialogo e la fiducia per l&#8217;altro. Si tratta di valori che esistono a prescindere dalla razza, dalla cultura e dal credo religioso&#8221;. Bergoglio ha definito la partita che si disputerà questa sera allo stadio Olimpico &#8220;un gesto simbolico per costruire la cultura dell&#8217;incontro, perché credenti di fedi diverse, conservando la loro propria identità, possano convivere in armonia e nel reciproco rispetto&#8221;. Secondo Papa Francesco, &#8220;lo sport, e in particolare il calcio, è un fenomeno di grande incidenza nella società. La gente, i giovani hanno grande ammirazione per gli atleti: è importante dare l&#8217;esempio dentro e fuori dal campo. Lo sport è gioco, festa &#8211; ha aggiunto &#8211; deve essere valorizzato con il recupero del senso della gratuità&#8221;. &#8220;Potete rendere testimonianza in favore della pacifica convivenza civile e sociale &#8211; ha detto ancora agli atleti partecipanti -: questa è la cultura dell&#8217;incontro&#8221;.</p>
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		<title>Il derby &#8220;papale&#8221; e una finale universale che piace alla Chiesa.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 09:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Città del Vaticano. Anche nella Santa Sede si seguono con attenzione i Mondiali di Calcio in Brasile. Il Papa stesso, non nasconde la propria passione per il Calcio ma non è l&#8217;unico. Il Cardinale José Saraiva Martins, 82 anni, portoghese, prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei santi, è fra i massimi esperti di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/07/ratzinger-bergoglio-papafrancesco-papabenedetto9.jpg" rel="lightbox[17721]"><img class="alignleft size-medium wp-image-17722" alt="ratzinger-bergoglio-papafrancesco-papabenedetto9" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/07/ratzinger-bergoglio-papafrancesco-papabenedetto9-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a>Città del Vaticano.</strong> Anche nella Santa Sede si seguono con attenzione i Mondiali di Calcio in Brasile. Il Papa stesso, non nasconde la propria passione per il Calcio ma non è l&#8217;unico. Il Cardinale José Saraiva Martins, 82 anni, portoghese, prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei santi, è fra i massimi esperti di calcio in Vaticano. Dopo la sfida Argentina-Svizzera, che ha dato spazio ad umoristiche vignette tirando in ballo il Santo Padre e le guardie Svizzere, adesso tocca ad una finale Argentina-Germania che tira in ballo Bergoglio e Razinger.<br />
<strong>Come si vive Oltretevere l&#8217;attesa della finale Germania- Argentina?<br />
</strong><em><span style="line-height: 1.5em;">&#8220;Se ne parla ma senza eccessi. Io comunque temevo la vittoria dell&#8217;Olanda perché avremmo avuto una finale europea. Invece, in questo modo, è rappresentata l&#8217;universalità. Il calcio è come la Chiesa. O è universale o non è&#8221;.<br />
</span></em><strong>Ma c&#8217;è un po&#8217; di tensione nelle sacre mura per il primo derby papale?<br />
</strong><em><span style="line-height: 1.5em;">&#8220;Non credo. I due Papi poi non si sa nemmeno se la guarderanno. Forse Francesco si informerà sul risultato, ma non ne sono sicuro. Con loro non ho mai parlato di calcio. Ma so che in modo diverso entrambi conoscono la materia. E non è poco. Io, comunque, la finale la guarderò di certo&#8221;.<br />
</span></em><strong></strong><strong>A quali campioni del passato è più affezionato?<br />
</strong><em style="line-height: 1.5em;">&#8220;Tre nomi: Pelé, Eusebio e Maradona &#8220;.<br />
</em><strong>Le sue squadre preferite?<br />
</strong><em style="line-height: 1.5em;">&#8220;Da piccolo ero tifoso dello Sporting Lisbona, la squadra che vinceva più di tutte in Portogallo. Quando nel &#8217;53 arrivai a Roma presi subito in simpatia la Lazio perché all&#8217;epoca sembrava essere la più debole fra le due squadre della città&#8221;.<br />
</em><strong>Ha mai frequentato i campi di gioco?<br />
</strong><em style="line-height: 1.5em;">&#8220;Da giovane alunno del seminario minore in Portogallo e poi da seminarista maggiore e da giovane sacerdote a Roma, giocavo da centravanti. Ricordo anche le partite nei campi dei Claretiani, vicino a piazza Euclide e sulla via Aurelia&#8221;.<br />
</em><strong>Francesco ha incontrato alcune squadre di calcio recentemente. Il Papa ritiene che il calcio possa dare messaggi positivi.<br />
</strong><em style="line-height: 1.5em;">&#8220;Più che il calcio, i calciatori. Devono ricordare sempre che sono testimoni. Il loro esempio è importante per tutti&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;Voglio viaggiare con il passaporto argentino&#8221;. Papa Francesco rinuncia ai documenti diplomatici della Santa Sede.</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2014 08:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Vaticano. Colui che diventa Papa è anche Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, quindi ha diritto al passaporto diplomatico, tradizionalmente numerato 001, ma Papa Francesco vi ha rinunciato preferendo rinnovare quello precedente alla nomina a Papa. «Voglio viaggiare con il passaporto argentino». Sono le parole di Papa Francesco all’ambasciatore del proprio paese presso la Santa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/10007436_10203604515220213_619856643_n.jpg" rel="lightbox[16822]"><img class="alignleft size-medium wp-image-16823" alt="documenti Papa" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/10007436_10203604515220213_619856643_n-300x223.jpg" width="300" height="223" /></a>Vaticano.</strong> Colui che diventa Papa è anche Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, quindi ha diritto al passaporto diplomatico, tradizionalmente numerato 001, ma Papa Francesco vi ha rinunciato preferendo rinnovare quello precedente alla nomina a Papa. <span style="line-height: 1.5em;">«Voglio viaggiare con il passaporto argentino». Sono le parole di Papa Francesco all’ambasciatore del proprio paese presso la Santa Sede, Juan Carlos Cafiero. I suoi vecchi documenti stavano per scadere e per questo motivo ha chiesto aiuto per il rinnovo. Alla fine Papa Francesco ha pagato personalmente tutte le pratiche amministrative. I documenti rinnovati gli saranno recapitati a breve in Vaticano.</span></p>
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		<title>Il pranzo della riconciliazione tra Papa Francesco e la Presidente Cristina Fernandez.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2014 12:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotogallery]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Vaticano. Nei 10 minuti in cui è rimasto sulla porta della sala residenza Santa Marta in attesa dell&#8217;arrivo di Cristina Fernández de Kirchner, Papa Francesco avrà ripensato al rapporto molto teso che aveva con la presidente argentina. Antichi dissapori che risalgono ai tempi in cui Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires e l&#8217;atteggiamento della Kirchner aveva spinto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/479263613.jpg" rel="lightbox[16773]"><img class="alignleft size-medium wp-image-16781" alt="Pope Francis Meets President Of Argentina  Cristina Fernandez De Kirchner" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/479263613-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Vaticano.</strong> Nei 10 minuti in cui è rimasto sulla porta della sala residenza Santa Marta in attesa dell&#8217;arrivo di Cristina Fernández de Kirchner, Papa Francesco avrà ripensato al rapporto molto teso che aveva con la presidente argentina. Antichi dissapori che risalgono ai tempi in cui Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires e l&#8217;atteggiamento della Kirchner aveva spinto Bergoglio a dichiarare che non vi era relazione tra la Chiesa e il governo. Antichi dissapori, dicevamo, che sembrano affogati nel pranzo tenutosi in Vaticano. In un clima cordiale e collaborativo, dopo aver ricevuto i doni provenienti dall&#8217;Argentina (<span style="line-height: 1.5em;">un termos per il mate, un quadro di Santa Marta di Lima dipinto con vino Malbec argentino e libri sulla vita e opera del marito scomparso Néstor Kirchner) Papa Francesco ha </span>discusso con la Presidente di narcotraffico, dello scenario politico argentino, della crisi tra Russia e Ucraina e delle proteste in Venezuela. Cristina ha informato Papa Francesco di alcune nuove misure per combattere la violenza e la corruzione in Argentina, chiedendogli di spendere alcune parole a favore dell’economia argentina durante l’incontro con Barack Obama il 27 marzo. Prima di salutarsi, Cristina ha promesso a Papa Francesco di assistere questo anno alla messa del 25 maggio di Tedeum nella cattedrale di Buenos Aires, &#8220;riparando&#8221; in qualche modo alla mancanza che in passato aveva inasprito i rapporti tra i due.</p>
<p><strong>fotoemozioni:<br />

<a href='http://www.partenopress.com/vaticano/il-pranzo-della-riconciliazione-tra-papa-francesco-e-la-presidente-cristina-fernandez-170316773.html/attachment/pope-francis-meets-president-of-argentina-cristina-fernandez-de-kirchner-9'><img width="150" height="150" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/479263597-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pope Francis Meets President Of Argentina  Cristina Fernandez De Kirchner" /></a>
<a href='http://www.partenopress.com/vaticano/il-pranzo-della-riconciliazione-tra-papa-francesco-e-la-presidente-cristina-fernandez-170316773.html/attachment/pope-francis-meets-president-of-argentina-cristina-fernandez-de-kirchner-4'><img width="150" height="150" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/479263589-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pope Francis Meets President Of Argentina  Cristina Fernandez De Kirchner" /></a>
<a href='http://www.partenopress.com/vaticano/il-pranzo-della-riconciliazione-tra-papa-francesco-e-la-presidente-cristina-fernandez-170316773.html/attachment/pope-francis-meets-president-of-argentina-cristina-fernandez-de-kirchner-3'><img width="150" height="150" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/479263613-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pope Francis Meets President Of Argentina  Cristina Fernandez De Kirchner" /></a>
<a href='http://www.partenopress.com/vaticano/il-pranzo-della-riconciliazione-tra-papa-francesco-e-la-presidente-cristina-fernandez-170316773.html/attachment/pope-francis-meets-president-of-argentina-cristina-fernandez-de-kirchner-5'><img width="150" height="150" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/479263595-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pope Francis Meets President Of Argentina  Cristina Fernandez De Kirchner" /></a>
<a href='http://www.partenopress.com/vaticano/il-pranzo-della-riconciliazione-tra-papa-francesco-e-la-presidente-cristina-fernandez-170316773.html/attachment/pope-francis-meets-president-of-argentina-cristina-fernandez-de-kirchner'><img width="150" height="150" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/479263603-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pope Francis Meets President Of Argentina  Cristina Fernandez De Kirchner" /></a>
<a href='http://www.partenopress.com/vaticano/il-pranzo-della-riconciliazione-tra-papa-francesco-e-la-presidente-cristina-fernandez-170316773.html/attachment/pope-francis-meets-president-of-argentina-cristina-fernandez-de-kirchner-6'><img width="150" height="150" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/479263601-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pope Francis Meets President Of Argentina  Cristina Fernandez De Kirchner" /></a>
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</strong></p>
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		<title>Si chiude il primo anno di pontificato per Papa Francesco, e si apre la rivoluzione cristiana e culturale.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 08:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vaticano. Dagli affari sporchi dello Ior al ruolo delle donne, dal rispetto per gli omosessuali all&#8217;invito per tutti i sacerdoti a impegnarsi con testardaggine nel proprio lavoro: Bergoglio ha da subito annunciato e realizzato un cammino alternativo per la Chiesa riscontrando il gradimento e l&#8217;approvazione dei fedeli. Di Bergoglio piace soprattutto la vicinanza con i fedeli. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="title-bar">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/C_4_articolo_2030552__ImageGallery__imageGalleryItem_53_image.jpg" rel="lightbox[16791]"><img class="alignleft size-medium wp-image-16806" alt="C_4_articolo_2030552__ImageGallery__imageGalleryItem_53_image" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2014/03/C_4_articolo_2030552__ImageGallery__imageGalleryItem_53_image-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a>Vaticano. </strong>Dagli affari sporchi dello Ior al ruolo delle donne, dal rispetto per gli omosessuali all&#8217;invito per tutti i sacerdoti a impegnarsi con testardaggine nel proprio lavoro: Bergoglio ha da subito annunciato e realizzato un cammino alternativo per la Chiesa riscontrando il gradimento e l&#8217;approvazione dei fedeli. Di Bergoglio piace soprattutto la vicinanza con i fedeli.<br />
<em style="line-height: 1.5em;"><strong>Non temete la tenerezza - </strong></em>La <strong>tenerezza</strong> non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della <strong>bontà</strong>, della tenerezza! Quando i <strong>cristiani</strong> si dimenticano della speranza e della tenerezza, diventano una Chiesa fredda, che non sa dove andare e si imbriglia nelle ideologie, negli atteggiamenti mondani. Ho paura quando i cristiani perdono la speranza e la capacità di abbracciare e accarezzare. Fermiamoci davanti al Bambino di <strong>Betlemme</strong>. Non abbiamo paura che il nostro cuore si commuova! Lasciamolo riscaldare dalla tenerezza di Dio, abbiamo bisogno delle sue carezze. Le<strong>carezze di Dio</strong> non fanno ferite: le carezze di Dio ci danno pace e forza. Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua <strong>misericordia</strong>.<br />
<em><strong>Toccare la carne dei poveri - </strong></em>Avvicinarsi alla <strong>carne</strong> della sofferenza significa aprire il cuore, non temere di avvicinarsi alla carne che ha fame e sete, alla carne malata e ferita, alla carne che “sta scontando la propria <strong>colpa</strong>”, alla carne che non ha di che vestirsi, alla carne che conosce l’amarezza corrosiva della solitudine nata dal <strong>disprezzo</strong>. Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non possiamo dormire tranquilli mentre <strong>bambini</strong> muoiono di fame e anziani non hanno assistenza medica. Se una notte di inverno, qui vicino in <strong>via Ottaviano</strong>, muore una persona, quella non è notizia. Al contrario, un abbassamento di dieci punti nelle borse, costituisce una<strong>tragedia</strong>. Così le persone vengono scartate. Fino a quando non si eliminano l’esclusione e l’inequità nella società e tra i diversi popoli sarà impossibile sradicare la violenza. Si accusano della <strong>violenza</strong> i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di opportunità, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno fertile che prima o poi provocherà l’esplosione.<br />
<em><strong>Peccatori sì corrotti no - </strong></em>Dove c’è l’inganno, non c’è lo <strong>Spirito di Dio</strong>. Questa è la differenza tra peccatore e corrotto. Quello che fa la <strong>doppia vita</strong> è un corrotto. La doppia vita di un cristiano fa tanto male. (E se dice) “Ma io sono un <strong>benefattore</strong> della Chiesa! Metto la mano in tasca e do alla <strong>Chiesa</strong>”. Ma con l’altra mano ruba: allo Stato, ai poveri. É un ingiusto. E questo merita, lo dice <strong>Gesù</strong>, non lo dico io, che gli mettano al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Un cristiano che si vanta di essere cristiano, ma non fa vita da cristiano, è un corrotto. Quello che pecca e invece vorrebbe non peccare, ma è debole e va dal <strong>Signore</strong> e chiede perdono, a questo il Signore vuole bene, lo accompagna, è con lui. Sappiamo quanto male fanno alla Chiesa i cristiani corrotti, i preti corrotti. E noi dobbiamo dire: peccatori sì, corrotti no.<br />
<em style="line-height: 1.5em;"><strong>L’ora dell’incontro con i non credenti - </strong></em>E’ venuto il tempo di un dialogo aperto e senza preconcetti (tra la Chiesa e la cultura d’<strong>ispirazione cristiana</strong>, da una parte, e la cultura moderna d’impronta illuminista, dall’altra), che riapra le porte per un serio e fecondo incontro. Questo <strong>dialogo</strong> non è un accessorio secondario dell’esistenza del credente: ne è invece un’espressione intima e indispensabile. La <strong>fede</strong> non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la <strong>testimonianza</strong> e il dialogo con tutti. La questione per chi non crede in Dio sta nell’o bbedire alla propria coscienza. Il <strong>peccato</strong>, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire.<br />
<em><strong>Le donne nella Chiesa lì dove si decide - </strong></em>La Chiesa è <strong>femminile</strong>. Il ruolo della donna nella Chiesa non deve finire solo come mamma, come<strong>lavoratrice</strong>, limitata … No! Non si può capire una Chiesa senza donne, ma donne attive nella Chiesa, con il loro profilo che portano avanti. Questo si deve esplicitare meglio. Bisogna fare una profonda <strong>teologia</strong> della donna. E’ necessario ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa. Temo la soluzione del “<strong>machismo</strong> in gonnella”, perché in realtà la donna ha una struttura differente dall’<strong>uomo</strong>. Le donne stanno ponendo domande profonde che vanno affrontate. La Chiesa non può essere se stessa senza la donna e il suo ruolo. La donna per la Chiesa è imprescindibile. Il <strong>genio femminile</strong> è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti. La sfida oggi è proprio questa: riflettere sul posto specifico della donna anche proprio lì dove si esercita l’autorità nei vari ambiti della Chiesa.<br />
<em style="line-height: 1.5em;"><strong>Il Vaticano non deve essere una corte - </strong></em><span style="line-height: 1.5em;">Il </span><strong style="line-height: 1.5em;">cardinale</strong><span style="line-height: 1.5em;"> (che) entra nella Chiesa di Roma, non entra in una corte. Evitiamo tutti abitudini e comportamenti di corte: </span><strong style="line-height: 1.5em;">intrighi</strong><span style="line-height: 1.5em;">, chiacchiere, cordate, </span><strong style="line-height: 1.5em;">favoritismi</strong><span style="line-height: 1.5em;">, preferenze. Il nostro linguaggio sia quello del </span><strong style="line-height: 1.5em;">Vangelo</strong><span style="line-height: 1.5em;">: “Sì, sì. No, no”. Il vescovo (sia) un </span><strong style="line-height: 1.5em;">pastore</strong><span style="line-height: 1.5em;"> che conosce per nome le sue pecore, le guida con vicinanza, con tenerezza, con pazienza, manifestando effettivamente la maternità della Chiesa e la </span><strong style="line-height: 1.5em;">misericordia</strong><span style="line-height: 1.5em;"> di Dio. L’atteggiamento del vero pastore non è quello del principe o del mero funzionario attento principalmente alla </span><strong style="line-height: 1.5em;">disciplina</strong><span style="line-height: 1.5em;">, alle regole, ai meccanismi organizzativi. I </span><strong style="line-height: 1.5em;">dicasteri romani</strong><span style="line-height: 1.5em;"> sono al servizio del Papa e dei vescovi. In alcuni casi, quando non sono bene intesi, corrono il rischio di diventare organismi di </span><strong style="line-height: 1.5em;">censura</strong><span style="line-height: 1.5em;">. I dicasteri romani sono mediatori, non intermediari o gestori.<br />
</span><em><strong>Un ospedale sul campo di battaglia - </strong></em>Io vedo la Chiesa come un <strong>ospedale</strong> da campo dopo una battaglia. E’ inutile chiedere a un ferito grave se ha il <strong>colesterolo</strong> e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite… e bisogna cominciare dal basso. La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece il primo annuncio: “<strong>Gesù Cristo</strong> ti ha salvato!”. Sogno una<strong> Chiesa Madre</strong> e Pastora. I ministri della Chiesa devono essere misericordiosi, farsi carico delle persone, accompagnandole come il buon <strong>samaritano</strong> che lava, pulisce, solleva il suo prossimo. Questo è Vangelo puro. Lo Spirito Santo ci muove, ci fa camminare, spinge la Chiesa ad andare avanti. Ma (vogliamo) che non ci dia <strong>fastidio</strong>. Vogliamo che lo Spirito Santo si assopisca. Vogliamo addomesticare lo Spirito Santo. E questo non va.</p>
</div>
<div id="post-content-911775">
<p><em><strong>Chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?</strong></em><br />
Se una persona è <strong>gay</strong> e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il<strong>catechismo</strong> della Chiesa cattolica dice che non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società. Ricordo il caso di una bambina molto triste, che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d’animo: “La <strong>fidanzata</strong> di mia madre non mi vuol bene”. La percentuale di ragazzi, che hanno i genitori separati, è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi pongono sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Una donna ha avuto alle spalle un <strong>matrimonio</strong> fallito nel quale ha pure abortito. Poi questa donna si è risposata e adesso è serena con cinque figli. L’aborto le pesa enormemente ed è sinceramente pentita. Vorrebbe andare avanti nella <strong>vita cristiana</strong>. Che cosa fa il confessore? La tentazione di risolvere ogni problema con la casistica è un errore.</p>
<p><em><strong>Cari giovani, fate casino</strong></em><br />
<strong>Giovani</strong>, fate chiasso, fate casino, smuovete la Chiesa! Questa<strong> civiltà mondiale</strong> è andata oltre i limiti perché ha creato un tale culto del dio denaro, che siamo in presenza di una filosofia e di una prassi di esclusione dei due poli della vita che sono le promesse dei popoli. Esclusione degli anziani ed esclusione dei giovani. La percentuale che abbiamo di<strong> giovani senza lavoro</strong>, senza impiego, è molto alta e abbiamo una generazione che non ha esperienza della dignità guadagnata con il lavoro. Allora i giovani devono emergere, devono farsi valere, devono uscire per lottare per i valori. Per favore non lasciatevi rubare la speranza. Una cosa da non fare è di lasciarsi vincere dal <strong>pessimismo</strong>e dalla sfiducia. Un giovane senza speranza non è giovane, è invecchiato troppo presto. Se voi non avete <strong>speranza</strong>, pensate seriamente.</p>
<p><em><strong>Preti pastori non preti farfalla</strong></em><br />
Ai sacerdoti chiedo di essere pastori con l’<strong>odore delle pecore</strong>, pastori in mezzo al proprio gregge. C’è tanta gente ferita, dai problemi materiali, dagli scandali, anche nella Chiesa. Gente ferita dalle<strong>illusioni</strong> del mondo. Noi preti dobbiamo essere lì, vicino a questa gente. I preti “asettici” non aiutano la Chiesa, i preti da laboratorio, tutto pulito e tutto bello. Noi siamo <strong>unti dallo Spirito</strong> e quando un sacerdote si allontana da Gesù Cristo, invece di essere unto finisce per essere untuoso. Quanto male fanno alla Chiesa i preti untuosi! Quelli che mettono la loro forza nelle cose artificiali, nelle vanità, in un atteggiamento e in un<strong> linguaggio lezioso</strong>. Quante volte si sente dire con dolore: “Ma, questo è un prete-farfalla!”. E’ bello trovare preti, di cui la gente dice: “Ha un caratteraccio, ma è un prete”.</p>
<p><strong>fotoemozioni:</strong></p>

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		<title>Il Papa lancia la fratellanza scolastica. Testimonial d&#8217;eccezione Leo Messi, Gigi Buffon ed i Ct di Italia e Argentina.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Aug 2013 14:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. Gli amici di Papa Francesco, in accordo con Lui, hanno desiderato che l&#8217;omaggio della partita amichevole Italia-Argentina fosse anche un&#8217;occasione privilegiata per lanciare un iniziativa gratuita di solidarietà intergenerazionale a favore di una nuova fratellanza scolastica. Si tratta di nuova rete educativa internazionale tra scuole di ogni ordine e grado, in favore di una società inclusiva, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/08/175794624.jpg" rel="lightbox[13452]"><img class="alignleft  wp-image-13453" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/08/175794624.jpg" alt="" width="356" height="235" /></a>Roma.</strong> Gli amici di Papa Francesco, in accordo con Lui, hanno desiderato che l&#8217;omaggio della partita amichevole Italia-Argentina fosse anche un&#8217;occasione privilegiata per lanciare un iniziativa gratuita di solidarietà intergenerazionale a favore di una nuova fratellanza scolastica. Si tratta di nuova rete educativa internazionale tra scuole di ogni ordine e grado, in favore di una società inclusiva, che assicuri il necessario ad ognuno per sviluppare il proprio progetto vitale in accordo alla propria cultura, le proprie convinzioni, i valori universali transculturali e il rispetto dell&#8217;ambiente. A presentare l&#8217;iniziativa saranno il Prof. José María del Corral ed il Prof. Enrique Palmeyro entrambi di Buenos Aires, S.E. Mons. Marcelo Sánchez Sorondo (Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, e Lionel Messi, il Ct della Seleccion Sabella, il Ct dell&#8217;Italia Cesare Prandelli e Gigi Buffon.</p>
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		<title>Il Papa rientra in Italia, e su l&#8217;aereo si concede ad oltre un&#8217;ora di domande: Ior, lobby gay, il ruolo della donna, ed anche cosa contiene il suo bagaglio a mano&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jul 2013 22:18:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. Decolla il volo da Rio de Janeiro, direzione Roma, ed in barba ai vuoti d&#8217;aria Papa Francesco resta un ora e venti in piedi dinanzi ai giornalisti. Loro domandano, il Papa risponde: &#8220;Io sono contento. Il mio primo viaggio all&#8217;estero, in Brasile, è stato bello. Sì, sono stanco. Ma voi, piuttosto, non volete cenare?&#8221;. Dopo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/174888511.jpg" rel="lightbox[13377]"><img class="alignleft  wp-image-13379" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/174888511.jpg" alt="" width="356" height="256" /></a></strong><strong>Roma. </strong>Decolla il volo da Rio de Janeiro, direzione Roma, ed in barba ai vuoti d&#8217;aria Papa Francesco resta un ora e venti in piedi dinanzi ai giornalisti. Loro domandano, il Papa risponde: <em>&#8220;Io sono contento. Il mio primo viaggio all&#8217;estero, in Brasile, è stato bello. Sì, sono stanco. Ma voi, piuttosto, non volete cenare?&#8221;</em>. Dopo 8 giorni di tappe massacranti, Jorge Bergoglio con affianco il portavoce padre Lombardi e l&#8217;organizzatore dei viaggi vaticani Gasbarri, accetta tutte e 20 le domande che gli vengono poste, senza censura alcuna. Ior, caso Vatileaks, lobby gay, l&#8217;inedita presenza di due Papi, il fatto di trovarsi &#8220;ingabbiato&#8221; e desiderare invece di passeggiare libero per Roma. Anche questo è Papa Francesco. <em>&#8220;Abbiamo avuto problemi con le ipotesi riguardanti la sicurezza </em> -  esordisce Bergoglio  -  <em>ma infine non c&#8217;è stato un incidente. Senza macchina blindata ho potuto abbracciare la gente. Ci può essere un pazzo, ma c&#8217;è anche il Signore che protegge: io preferisco il rischio di questa pazzia&#8221;.</em><br />
<strong>Santità, lei ha da poco nominato alcune commissioni interne. Che tipo Curia vuole?</strong><br />
<em>&#8220;Ho formato queste commissioni per riformare e sanare lo Ior. Alcuni dicono che sia meglio una banca etica, o un fondo di aiuto, altri che sia opportuno chiuderlo. Mi fido del lavoro delle persone nelle commissioni. Il presidente (il tedesco Ernst von Freyberg, ndr) rimane. Non so bene come finirà questa storia, e questo è anche bello&#8230; Ma ci vuole trasparenza e onestà&#8221;.</em><br />
<strong>Di recente si è molto parlato di monsignor Ricca e della sua intimità. Come intende affrontare questa questione e quella della lobby gay?</strong><br />
<em>&#8220;Su monsignor Ricca ho fatto una &#8220;investigatio previa&#8221; (un&#8217;inchiesta prima di nominarlo prelato dello Ior, ndr)e non è risultato nulla. Ma voglio aggiungere un&#8217;altra cosa: vedo che tante volte nella Chiesa si vanno a cercare i peccati di gioventù e non i delitti, come lo sarebbero stati invece abusi compiuti sui minori. Ma se una persona laica, o un prete, o una suora, ha fatto un peccato, il Signore perdona e dimentica. </em><em>E questo è importante: il Signore dimentica. Noi allora non abbiamo il diritto di non dimenticare, anche perché poi c&#8217;è il pericolo che il Signore non si dimentichi dei nostri peccati. Pietro aveva compiuto uno dei peccati più gravi, l&#8217;apostasia. Eppure lo hanno fatto Papa. Sulla lobby gay si scrive tanto: io non giudico. Non ho trovato carte d&#8217;identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono. Se una persona è di buona volontà, chi sono io per giudicare? Ma credo che si debba distinguere il fatto che sia gay, dal fatto che fa lobby. E grazie di questa domanda&#8221;.</em><br />
<strong>Ha trovato resistenza in Vaticano per i cambiamenti che vuole fare?</strong><br />
<em>&#8220;L&#8217;austerità è necessaria per tutti quelli che lavorano nella Chiesa. In Curia ci sono dei santi, anche se di livello è un po&#8217; calata. C&#8217;è un monsignore in galera (monsignor Scarano, accusato di aver trasferito soldi dallo Ior, ndr), e non perché assomigliava precisamente alla beata Imelda&#8230; Provo dolore per queste cose perché si dà scandalo. Abbiamo invece bisogno del profilo del vecchio curiale. Se c&#8217;è resistenza, ancora non l&#8217;ho vista. Ho trovato aiuto. E mi piace se c&#8217;è qualcuno che dice: non sono d&#8217;accordo&#8221;.</em><br />
<strong>Cosa c&#8217;è nella borsa nera che ha porta con sé in aereo?</strong><br />
<em>&#8220;Non certo la chiave della bomba atomica. Ci metto sempre il rasoio, il breviario, l&#8217;agenda e un libro da leggere&#8221;.</em><br />
<strong>Perché in Brasile non ha parlato di aborto?</strong><br />
<em>&#8220;Non era necessario. I giovani sanno perfettamente qual è la posizione della Chiesa&#8221;.</em><br />
<strong>Perché insiste a definirsi vescovo di Roma?</strong><br />
<em>&#8220;È il primo titolo del Papa. Ma questo non vuol dire essere &#8220;primus inter pares&#8221;".</em><br />
<strong>Come si sente nel ruolo di Papa?</strong><br />
<em>&#8220;Fare il lavoro di vescovo è bello. Aiutare i fratelli a seguire la strada. A Buenos Aires ero stato felice come vescovo, ora lo sono anche come Papa&#8221;.</em><br />
<strong>I prossimi viaggi?</strong><br />
<em>&#8220;Il 22 settembre a Cagliari, il 4 ottobre Assisi. Poi vorrei andare in un solo giorno a trovare i miei parenti (in Piemonte, ndr). Il patriarca Bartolomeo vorrebbe celebrare assieme a Gerusalemme i 50 anni dell&#8217;incontro fra Paolo VI e Atenagora, e anche Israele e Palestina sono d&#8217;accordo. Sono stato invitato in Asia: Sri Lanka e Filippine. Vorrei andare a Costantinopoli, ma ora per la mia agenda personale non è possibile. Non sono ancora previsti viaggi in Argentina o altri Paesi latinoamericani &#8220;.</em><br />
<strong>Perché ha detto di sentirsi ingabbiato?</strong><br />
<em>&#8220;Lei sa quante volte vorrei andare per le strade di Roma? A me piaceva tanto. Mi sento un po&#8217; ingabbiato. Quelli della Gendarmeria vaticana sono buoni, adesso mi fanno fare qualcosa di più, ma capisco che non è possibile, lo capisco anche se ero un prete camminatore&#8221;.</em><br />
<strong>La Chiesa pentecostale in Brasile è forte.</strong><br />
<em>&#8220;È vero, noi invece siamo in calo. Vi devo confessare che negli Anni &#8217;70 questi movimenti carismatici non li potevo vedere. Dicevo che confondevano la funzione liturgica con il samba. Ora ho cambiato idea e vedo il bene che fanno. Sono una grazia dello spirito e sono necessari&#8221;.</em><br />
<strong>La Chiesa senza le donne non perde in fecondità? Ed è vero che non ha voluto sul volo allestimenti speciali (il letto, ndr)?</strong><br />
<em>&#8220;La Chiesa senza le donne è come un collegio apostolico senza Maria. Bisogna fare una profonda teologia della donna. Questo aereo non ha allestimenti speciali. Ho fatto scrivere e telefonare che non ne volevo. Siedo su una bella poltrona&#8221;.</em><br />
<strong>Qual è la sua collaborazione con Benedetto XVI?</strong><br />
<em>&#8220;Alcuni mi dicono: come fai, con due Papi in Vaticano? Ma lui non ti ingombra? Per me è come avere il nonno a casa. Quando c&#8217;era quel problema di Vatileaks, sono andato da lui e mi ha spiegato tutto con grande semplicità&#8221;.</em><br />
<strong>Come deve essere la partecipazione delle donne nella Chiesa?</strong><br />
<em>&#8220;Per quanto riguarda l&#8217;ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e ha detto no. Giovanni Paolo II si è pronunciato con una formulazione definitiva, quella porta è chiusa. Ma ricordiamo che Maria è più importante degli apostoli vescovi, e così la donna nella Chiesa è più importante dei vescovi e dei preti&#8221;.</em><br />
<strong>Sui sacramenti a divorziati risposati ci possono essere cambiamenti?</strong><br />
<em>&#8220;Credo che questo sia il momento della misericordia. I divorziati possono accedere ai sacramenti. Il problema riguarda quelli che sono in una seconda unione. E va guardato nella totalità della pastorale matrimoniale. Neparleremo nel prossimo sinodo&#8221;.</em><br />
<strong>Qual è stata la cosa più bella e più brutta nel suo pontificato?</strong><br />
<em>&#8220;Bello l&#8217;incontro con i vescovi italiani. Dolorosa la visita a Lampedusa: queste persone sono vittime di un sistema socioeconomico mondiale. La cosa peggiore (scherza, ndr) è stata una sciatica dolorosissima, il primo mese&#8221;.</em><br />
<strong>E il caso Vatileaks sulle carte sottratte dall&#8217;Appartamento di Benedetto XVI?</strong><br />
<em>&#8220;Lui me ne ha parlato diffusamente. Non mi sono spaventato, ma è un problema grosso&#8221;.</em><br />
<strong>Le manca l&#8217;Argentina?</strong><br />
<em>&#8220;Buenos Aires a volte mi manca. Ma è una mancanza serena&#8221;.</em><br />
<strong>Il significato della canonizzazione di Giovanni XIII e di Giovanni Paolo II?</strong><br />
<em>&#8220;È come dare un messaggio alla Chiesa, e dire: questi sono due bravi. Sarà l&#8217;anno prossimo (probabilmente intorno a Pasqua, ndr)&#8221;.</em></p>
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		<title>Papa Francesco celebra messa nella cattedrale di Rio ricevendo il caloro applauso dei vescovi di tutto il mondo.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jul 2013 05:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rio de Janeiro. &#8220;Cari vescovi, sacerdoti, religiosi e anche voi seminaristi che vi preparate al ministero, abbiate il coraggio di andare controcorrente rispetto a una cultura dei rapporti umani basata su due dogmi: efficienza e pragmatismo&#8221;. L&#8217;invito del Papa rivolto ai mille vescovi presenti in cattedrale (la più alta concentrazione mai toccata nella storia della Chiesa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/174567313.jpg" rel="lightbox[13382]"><img class="alignleft  wp-image-13383" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/174567313.jpg" alt="" width="356" height="269" /></a>Rio de Janeiro.</strong> <em>&#8220;Cari vescovi, sacerdoti, religiosi e anche voi seminaristi che vi preparate al ministero, abbiate il coraggio di andare controcorrente rispetto a una cultura dei rapporti umani basata su due dogmi: efficienza e pragmatismo&#8221;. </em>L&#8217;invito del Papa rivolto ai mille vescovi presenti in cattedrale (la più alta concentrazione mai toccata nella storia della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II) è una prosecuzione della dolorosa constatazione di ventiquattr&#8217;ore prima, a Copacabana, quando il Pontefice (dopo aver censurato l&#8217;egoismo e la corruzione dei politici) aveva detto: <em>&#8220;Gesù si unisce a tanti giovani che hanno perso la fede nella Chiesa, e persino in Dio, per l&#8217;incoerenza di cristiani e di ministri del Vangelo&#8221;.</em> Per il primo Papa sudamericano, la rinascita della Chiesa va realizzata dal basso: <em>&#8216;Con coraggio pensiamo alla pastorale partendo dalla periferia, partendo da coloro che sono più lontani, da coloro che di solito non frequentano la parrocchia. E i giovani tutti devono &#8220;annunciare il Vangelo&#8221;.<br />
</em><strong>I Giovani -</strong> Papa Francesco in questo straordinario viaggio in Brasile non si risparmia, ed è particolarmente apprezzato dai giovani ai quali da tanta energia. Non dimentica i 242 ragazzi  morti nel rogo del gennaio scorso in una discoteca di Santa Marta (Stato di Santa Caterina), fa visita ai giovani detenuti, sei ragazzi e due ragazze, di sei diversi carceri minorili di Rio, e a differenza del &#8220;Papa Buono&#8221;, come veniva chiamato Giovanni XXIII, Bergoglio si avvicina tantissimo alla gente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Papa arriva in Brasile, sbaglia strada e resta bloccato tra il caloroso abbraccio dei fedeli scesi in strada per salutarlo.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 06:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. E&#8217; iniziato oggi il primo viaggio internazionale di papa Francesco, che fino al 28 lo porterà non solo a Rio de Janeiro, ma anche a Aparecida. Il Pontefice incoraggerà i giovani di tutto il mondo &#8220;ad essere testimoni di speranza e artefici di pace&#8221;. Il rientro, invece, è in programma, per le 11 del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/174708255.jpg" rel="lightbox[13386]"><img class="alignleft  wp-image-13387" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/174708255.jpg" alt="" width="356" height="231" /></a>Roma.</strong> E&#8217; iniziato oggi il primo viaggio internazionale di papa Francesco, che fino al 28 lo porterà non solo a Rio de Janeiro, ma anche a Aparecida. Il Pontefice incoraggerà i giovani di tutto il mondo &#8220;ad essere testimoni di speranza e artefici di pace&#8221;. Il rientro, invece, è in programma, per le 11 del 29 luglio. Questa mattina Papa Francesco ha portato con sé un bagaglio a mano, una borsa nera. Ha salutato il premier Enrico Letta e le altre autorità. E sull&#8217;account ufficiale Twitter ha scritto: <em>&#8220;Sto arrivando in Brasile fra qualche ora e il mio cuore è già pieno di gioia perché presto sarò con voi a celebrare la ventottesima Gmg&#8221;</em>. Anche i giovani hanno utilizzato il social network per augurare buon viaggio al Pontefice.<br />
<strong>L&#8217;Arrivo -</strong>  Papa Francesco è arrivato a Rio De Janeiro poco prima delle 16 ora locale, le 21 in Italia, accolto dalla presidente del Brasile, Dilma Rousseff e da cori da stadio. Nel percorso che lo portava dall&#8217;aeroporto Galeao verso la Cattedrale metropolitana, nel centro della città, per partecipare alla cerimonia ufficiale di benvenuto, ha scelto di tenere i finestrini abbassati e di salutare la folla. Ma ad un certo punto il sistema di sicurezza è completamente saltato con Francesco bloccato nel traffico fra la folla che lo acclamava praticamente in balia di chiunque. L&#8217;automobile, infatti, è stata più volte bloccata lungo il percorso dai pellegrini. Molti dei fedeli sono riusciti a toccare il Pontefice, che ha baciato un bambino. Scene calorose, che però hanno provocato momenti di apprensione per la sicurezza di Bergoglio.<br />
<strong>L&#8217;Errore</strong> &#8211;  E&#8217; stato &#8220;un errore&#8221; nella scelta della &#8220;corsia&#8221;: così, il capo gabinetto della presidenza brasiliana, Gilberto Carvalho, ha commentato la vicenda dell&#8217;auto del Papa bloccata per lunghi minuti nelle strade di Rio de Janeiro. Ancora non si sa chi è stato responsabile &#8220;dell&#8217;errore&#8221;, ha precisato Carvalho alla stampa locale, aggiungendo che il fatto che non sia successo niente è &#8220;un sollievo&#8221;. L&#8217;auto con Jorge Bergoglio ha impiegato 12 minuti per percorrere 500 metri.</p>
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		<title>Nuovo codice penale vaticano: pene inasprite per i delitti sui minori, sanzioni a persone giuridiche e abolizione della pena di morte.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jul 2013 13:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. Sono state presentate le nuove norme del codice penale vaticano, che andranno in vigore dal primo settembre prossimo. Papa Francesco ha apportato importanti modifiche, soprattutto adeguando ai tempi alcune vecchie norme come quelle sulla copperazione giudiziaria internazionale, e l&#8217;abolizione della pena di morte. Con un Motu proprio pubblicato oggi il Papa prosegue la riforma iniziata da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/173098100.jpg" rel="lightbox[13321]"><img class="alignleft  wp-image-13322" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/173098100.jpg" alt="" width="356" height="237" /></a>Roma.</strong> Sono state presentate le nuove norme del codice penale vaticano, che andranno in vigore dal primo settembre prossimo. Papa Francesco ha apportato importanti modifiche, soprattutto adeguando ai tempi alcune vecchie norme come quelle sulla copperazione giudiziaria internazionale, e l&#8217;abolizione della pena di morte. Con un Motu proprio pubblicato oggi il Papa prosegue la riforma iniziata da Benedetto XVI con le leggi emanate a fine 2010, per dotare la Santa Sede di strumenti per prevenire e contrastare la criminalità, favorendo la cooperazione giudiziaria internazionale anche su riciclaggio e terrorismo. Il Motu proprio, affianca tre nuove leggi, anche esse pubblicate oggi, con cui la Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano legifera su norme complementari in materia penale, modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e su norme generali in tema di sanzioni amministrative.<br />
<strong>Reati commessi in organismi di curia e uffici vaticani. </strong>Una delle norme introdotte da papa Francesco con un Motu proprio pubblicato oggi che aggiorna il sistema penale della Santa Sede, è la introduzione di sanzioni «a carico delle persone giuridiche per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commessa dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecunarie». Così il giudice vaticano potrà indagare su delitti e reati commessi in organismi di curia e uffici vaticani.<br />
<strong>Abusi su minori.</strong> Il Papa rafforza il sistema penale vaticano sui di delitti sui minori: vendita di minori, prostituzione minorile, violenza sessuale su minori atti sessuali su minore, pedopornografia, detenzione di materiale pornografico, arruolamento di minore. Le norme riguardano delitti commessi nella Città del Vaticano o uffici di Curia. Il Papa ha rafforzato le sanzioni per i reati commessi in danno di minori, con un Motu proprio pubblicato oggi e recependo la convenzione internazionale sulla tutela del fanciullo.<br />
<strong>Dopo Vatileaks.</strong> Le nuove norme pubblicate oggi dal Vaticano con un Motu proprio papale prevedono anche l&#8217;aumento delle pene per la sottrazione di documenti riservati dagli uffici vaticani, qualora i documenti abbiano particolare rilievo.</p>
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		<title>Il Papa dai migranti a Lampedusa: &#8220;la cultura del benessere ci rende insensibili alle grida degli altri&#8230;&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 12:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Lampedusa. Un canto ed un sorriso di speranza ha accolto il Papa a Punta Favaloro. &#8220;Vi ringrazio per la vostra accoglienza. Prego per voi, anche per quelli che non sono qui&#8221;, ha detto Francesco mentre salutava e ringraziava uno ad uno i cinquanta immigrati, molti dei quali musulmani, giunti sull&#8217;isola nei giorni scorsi e ospitati nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/173131453.jpg" rel="lightbox[13310]"><img class="alignleft  wp-image-13311" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/173131453.jpg" alt="" width="356" height="237" /></a>Lampedusa.</strong> Un canto ed un sorriso di speranza ha accolto il Papa a Punta Favaloro. &#8220;Vi ringrazio per la vostra accoglienza. Prego per voi, anche per quelli che non sono qui&#8221;, ha detto Francesco mentre salutava e ringraziava uno ad uno i cinquanta immigrati, molti dei quali musulmani, giunti sull&#8217;isola nei giorni scorsi e ospitati nel centro di accoglienza. Il Papa, poi, è salito su una campagnola scoperta per dirigersi al campo sportivo di Lampedusa dove ha celebrato la messa davanti a 10mila persone. Nella messa, Bergoglio ha rivolto un pensiero &#8220;ai cari immigrati musulmani che stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali&#8221;. &#8220;La Chiesa vi è vicina &#8211; ha aggiunto &#8211; nella ricerca di una vita piu’ dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi, ‘O ‘scia. Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta &#8211; ha proseguito -, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza&#8221;. E allora &#8220;ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare &#8211; ha aggiunto -, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore&#8221;.<br />
<strong>L&#8217;Omelia -</strong> Il Papa ha sottolineato che la &#8220;cultura del benessere&#8221; ci rende &#8220;insensibili alle grida degli altri&#8221;, ci fa vivere &#8220;in bolle di sapone&#8221;, in una situazione &#8220;che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!&#8221; Partendo dalle domande bibliche &#8220;Adamo, dove sei?&#8221; e &#8220;Caino, dov’è tuo fratello&#8221;, Bergoglio, con riferimento ai naufragi dei migranti, ha detto a Lampedusa che &#8220;queste due domande di Dio risuonano anche oggi, con tutta la loro forza!&#8221;. &#8220;Tanti di noi, mi includo anch’io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo&#8221;, e &#8220;non siamo più capaci neppure di custodirci gli uni gli altri&#8221;. E’ così, secondo il Santo Padre, che &#8220;si giunge a tragedie come quella a cui abbiamo assistito&#8221;. Di fronte alle morti in mare, ha detto il Papa, &#8220;domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo. ‘Chi ha pianto?’&#8221;.<br />
<strong>La Giornata del Papa -</strong>  Alle 8 Bergoglio è decollato dall&#8217;aereoporto di Ciampino a bordo di un Falcon 900 dell’Aeronautica militare destinazione l’isola delle Pelagie. Ad accoglierlo l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, e dal sindaco Giusi Nicolini. Imbarcatosi, a Cala Pisana, su una motovedetta della Guarda Costiera è andato a gettare una corona di fiori in mare in ricordo di tutti i migranti morti nel Mediterraneo. Con lui, un corteo di barche di pescatori. Poi, la Messa celebrata a Lampedusa ed infine,  il Papa ha fatto una visita privata nella chiesa di San Gerlando, per rendere omaggio alla comunità parrocchiale dell’isola. Quindi alle 13.15 è risalito sull&#8217;aereo per tornare a Roma.</p>
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		<title>Il Papa : &#8220;A me fa male quando vedo un prete o una suora con un&#8217;auto di ultimo modello&#8221;. E poi spinge ad abbandonare la cultura del &#8220;provvisorio&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jul 2013 11:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma. «A me fa male quando vedo un prete o una suora con un&#8217;auto di ultimo modello: ma non si può!». Lo ha detto papa Francesco durante l&#8217;incontro con i seminaristi, i novizi e le novizie nell&#8217;Aula Paolo VI. Il Papa parlava del fatto che la gioia non nasce «dalle cose che si hanno». Una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/173071407.jpg" rel="lightbox[13277]"><img class="alignleft  wp-image-13278" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/173071407.jpg" alt="" width="356" height="235" /></a>Roma.</strong> «A me fa male quando vedo un prete o una suora con un&#8217;auto di ultimo modello: ma non si può!». Lo ha detto papa Francesco durante l&#8217;incontro con i seminaristi, i novizi e le novizie nell&#8217;Aula Paolo VI. Il Papa parlava del fatto che la gioia non nasce «dalle cose che si hanno». Una specie di chiacchierata a braccio, parlando ai ragazzi in tono confindenziale. Riflessioni su tutto, inframezzate anche da humour. E sulle auto costose: «Non si può andare con auto costose. La macchina &#8211; ha spiegato &#8211; è necessaria per fare tanto lavoro, ma prendetene una umile. Se ne volete una bella pensate ai bambini che muoiono di fame».<br />
Il Papa contro la brama di cose terrene.<br />
<strong>La Cultura Del Provvisorio -</strong> Siamo tutti sotto pressione per questa cultura del provvisorio, che fa dire: &#8220;Io mi sposo finchè dura l&#8217;amore&#8221;. Oppure: &#8220;sarò suora per un pochino&#8221;» ha detto Papa Francesco ai 6 mila seminaristi e novizie. «Oggi siete in festa &#8211; ha esordito Francesco &#8211; perchè vivete un tempo di nozze, applaudite, fate festa. Ma quando finisce la luna di miele che succede?». Parlando a braccio, il Pontefice ha citato «un seminarista bravo che gli aveva confidato di voler servire Cristo per 10 anni e poi ricominciare». «Questo &#8211; ha affermato &#8211; è pericoloso». «Non rimprovero voi», ha detto ai giovani che hanno scelto la vita consacrata. «Rimprovero &#8211; ha spiegato &#8211; questa cultura del provvisorio che ci bastona tutti». «Ai miei tempi &#8211; ha aggiunto Francesco &#8211; era più facile, la cultura favoriva una scelta definitiva»</p>
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		<title>E&#8217; ufficiale: Italia-Argentina si giocherà il 14 agosto a Roma in onore di Papa Francesco.</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 08:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport 24]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[World Cup Brazil 2014]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. L&#8217;Italia e l&#8217;Argentina si incontreranno di nuovo dopo quasi 13 anni la partita giocata a Roma il 28 febbraio 2001. Per gli azzurri sarà il primo impegno dopo la Confederations Cup tenutasi in Brasile, un test utile in vista delle due partite di qualificazione ai Mondiali del 2014, che si giocheranno in Italia il 6 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-13269" title="" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/C_27_articolo_101835_immagineprincipale.jpg" alt="" width="400" height="240" />Roma.</strong> L&#8217;Italia e l&#8217;Argentina si incontreranno di nuovo dopo quasi 13 anni la partita giocata a Roma il 28 febbraio 2001. Per gli azzurri sarà il primo impegno dopo la Confederations Cup tenutasi in Brasile, un test utile in vista delle due partite di qualificazione ai Mondiali del 2014, che si giocheranno in Italia il 6 settembre contro la Bulgaria a Palermo e il 10 settembre contro la Repubblica Ceca a Torino . L&#8217;incontro si terrà il 14 agosto allo stadio Olimpico di Roma alle ore 20.45 (ora locale), e sarà in onore del Santo Padre Francesco. Prima della partita i membri di entrambe le delegazioni, saranno ricevuti dal Papa in Vaticano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stretta del Vaticano sullo IOR: via il direttore e il suo vice, Ernst von Freyberg ne assume il controllo ad interim</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2013 08:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Vaticano. Dopo il recente scandalo che ha colpito lo Ior, cadono le prime teste: il direttore generale della Banca Vaticana Paolo Cipriani e il suo vice Massimo Tulli hanno rassegnato le dimissioni che sono state accolte dalla Commissione dei cardinali e dal board di sovrintendenza. La notizia arriva dalla sala stampa della Santa Sede che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/170432201.jpg" rel="lightbox[13143]"><img class="alignleft  wp-image-13144" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/07/170432201.jpg" alt="" width="356" height="232" /></a>Vaticano.</strong> Dopo il recente scandalo che ha colpito lo Ior, cadono le prime teste: il direttore generale della Banca Vaticana Paolo Cipriani e il suo vice Massimo Tulli hanno rassegnato le dimissioni che sono state accolte dalla Commissione dei cardinali e dal board di sovrintendenza. La notizia arriva dalla sala stampa della Santa Sede che spiega che le funzioni di dg dell&#8217;Istituto sono state assunte «ad interim» dal presidente Ernst von Freyberg. Le dimissioni arrivano dopo il clamoroso arresto di monsignor Nunzio Scarano e il commissariamento dello Ior deciso da Papa Francesco. «Dopo molti anni di servizio &#8211; si legge in una nota del Vaticano &#8211; ambedue hanno deciso che questo atto sarebbe stato nel migliore interesse dell&#8217;Istituto stesso e della Santa Sede. Il Consiglio di sovrintendenza e la Commissione dei Cardinali hanno accettato le loro dimissioni e hanno chiesto al Presidente Ernst von Freyberg di assumere ad interim le funzioni di Direttore generale con effetto immediato. L&#8217;Autoritá di Informazione Finanziaria è stata informata. La Commissione speciale nominata il 26 giugno scorso ha preso atto di questa decisione». Nella nota si spiega ancora che Ernst von Freyberg «sarà coadiuvato da Rolando Marranci in qualità di Vice Direttore e da Antonio Montaresi nella nuova posizione di Chief Risk Officer con la responsabilità di compliance e progetti speciali. Rolando Marranci è stato Chief Operating Officer presso una nota banca italiana a Londra. Antonio Montaresi ha operato come Chief Risk Officer e Chief Compliance Officer presso varie banche negli Stati Uniti».</p>
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		<title>Papa Francesco: &#8220;San Pietro non aveva un conto in banca&#8230;&#8221;. Il Santo Padre bacchetta la Chiesa ricca.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 10:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. &#8220;Se si vuol fare una Chiesa ricca, allora la Chiesa invecchia perchè non ha vita&#8221;. Papa Francesco nell&#8217;omelia della messa celebrata alla Domus Santa Marta si è soffermato sull&#8217;attuale stile della Chiesa invitandola a tornare ad essere come era in epoca primitiva. Un omelia dedicata alla «povertà» e «gratuità», come spesso predilige il pontefice, ma che questa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/06/169810857.jpg" rel="lightbox[13027]"><img class="alignleft  wp-image-13028" title="Popes Francis Leads Worldwide Eucharistic Adoration" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/06/169810857.jpg" alt="" width="356" height="238" /></a>Roma. </strong>&#8220;Se si vuol fare una Chiesa ricca, allora la Chiesa invecchia perchè non ha vita&#8221;. Papa Francesco nell&#8217;omelia della messa celebrata alla Domus Santa Marta si è soffermato sull&#8217;attuale stile della Chiesa invitandola a tornare ad essere come era in epoca primitiva. Un omelia dedicata alla «povertà» e «gratuità», come spesso predilige il pontefice, ma che questa volta è rivolta proprio alla Chiesa. Dinanzi ai sacerdoti e collaboratori della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha elencato una serie di esempi e moniti con lo scopo si esortare la Chiesa a non comportarsi da imprenditori. &#8220;La predicazione evangelica nasce dalla gratuità, dallo stupore della salvezza che viene e quello che io ho ricevuto gratuitamente, devo darlo gratuitamente &#8211; ha detto Bergoglio &#8211; dall’inizio erano così. San Pietro non aveva un conto in banca, e quando ha dovuto pagare le tasse il Signore lo ha mandato al mare a pescare un pesce e trovare la moneta dentro al pesce, per pagare. Filippo, quando ha trovato il ministro dell’economia della regina Candace, non ha pensato: &#8216;Ah, bene, facciamo un’organizzazione per sostenere il Vangelo&#8217;. Non ha fatto un ’negoziò con lui: ha annunziato, ha battezzato e se n’è andato&#8221;. Il Papa ha sottolineato che il Regno di Dio è un dono gratuito: &#8220;Tutto è grazia. E quali sono i segni di quando un apostolo vive questa gratuità? Ce ne sono tanti, ma ne sottolineo due soltanto: primo, la povertà. L’annunzio del Vangelo deve andare per la strada della povertà. La testimonianza di questa povertà: non ho ricchezze, la mia ricchezza è soltanto il dono che ho ricevuto, Dio. Questa gratuità: questa è la nostra ricchezza&#8221;. Secondo Bergoglio, &#8220;questa povertà ci salva dal diventare organizzatori, imprenditori Si devono portare avanti le opere della Chiesa, e alcune sono un pò complesse; ma con cuore di povertà, non con cuore di investimento o di un imprenditore, no?&#8221;. La Chiesa, infatti, non è una ong: &#8220;È un’altra cosa, più importante, e nasce da questa gratuità. Ricevuta e annunziata&#8221;. E ha ribadito che la povertàè uno dei segni di questa gratuità. L’altro segno è la capacità di lode: &#8220;Quando un apostolo non vive questa gratuità, perde la capacità di lodare il Signore&#8221;.</p>
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		<title>Quirinale e Vaticano si guardano con stima e simpatia. Napolitano ricevuto in vista ufficiale da Papa Francesco.</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 10:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. È stato Papa Francesco a scattare, stamane, la fotografia dei rapporti tra i due colli di Roma. Bergoglio ha ricevuto in visita ufficiale in Vaticano Giorgio Napolitano, accompagnato dalla moglie Clio e dal ministro degli Esteri Emma Bonino. Quella del presidente della Repubblica italiana è stata la prima visita ufficiale di un capo di Stato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/06/170163384.jpg" rel="lightbox[13031]"><img class="alignleft  wp-image-13032" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/06/170163384.jpg" alt="" width="356" height="238" /></a>Roma.</strong> È stato Papa Francesco a scattare, stamane, la fotografia dei rapporti tra i due colli di Roma. Bergoglio ha ricevuto in visita ufficiale in Vaticano Giorgio Napolitano, accompagnato dalla moglie Clio e dal ministro degli Esteri Emma Bonino. Quella del presidente della Repubblica italiana è stata la prima visita ufficiale di un capo di Stato al Pontefice argentino. <span style="text-align: justify;">Nel suo discorso, Francesco ha accennato alla rielezione di Napolitano al Quirinale e ha sottolineato che la visita odierna “ancora una volta conferma, dopo vicende anche travagliate e dolorose, la normalità e l’eccellenza delle relazioni tra Italia e Santa Sede”. Una collaborazione, quella tra Stato e Chiesa, che in Italia, per Bergoglio, è “sempre rivolta all’interesse del popolo e della società, si realizza nel rapporto quotidiano tra le istanze civili e quelle della comunità cattolica, rappresentata dai vescovi e dai loro organismi, e in modo del tutto particolare dal vescovo di Roma”. Ricordando il XVII centenario dell’editto di Milano, Francesco ha sottolineato “il contributo dei cattolici nella costruzione della società italiana, contributo che continua a essere importante per il cammino della Nazione”. </span>La libertà religiosa è stato il tema centrale dei discorsi del Papa e di Napolitano. “I gravi oltraggi inflitti a tale diritto primario – ha sottolineato Bergoglio – sono fonte di seria preoccupazione e devono vedere la concorde reazione dei Paesi del mondo nel riaffermare, contro ogni attentato, l’intangibile dignità della persona umana”. Gli ha fatto eco Napolitano sottolineando la “limpida collaborazione” tra Stato e Chiesa, prevista, “dalla lungimirante costituzione italiana nella quale il principio della libertà religiosa è un cardine. Per cui è nostro dovere difendere le libertà religiosa ovunque essa sia colpita”. “In un momento di crisi come l’attuale – ha affermato Francesco – è urgente che possa crescere, soprattutto tra i giovani, una nuova considerazione dell’impegno politico, e che credenti e non credenti insieme collaborino nella promozione di una società dove le ingiustizie possano essere superate e ogni persona venga accolta e possa contribuire al bene comune secondo la propria dignità e mettendo a frutto le proprie capacità. La distanza tra la lettera e lo spirito degli ordinamenti e delle istituzioni democratiche – ha sottolineato ancora il Papa – è sempre da riconoscere e occorre l’impegno di tutti i soggetti coinvolti per colmarla ogni volta di nuovo”. E, infine, Francesco ha rivolto un appello al popolo italiano “che può e deve superare ogni divisione e crescere nella giustizia e nella pace, continuando così a svolgere il suo ruolo peculiare nel contesto europeo e nella famiglia dei popoli”. Subito dopo l’udienza con il Papa, Napolitano, che ha voluto rivolgere un pensiero di gratitudine per Benedetto XVI, ha incontrato il Segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone.</p>
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		<title>Corpus domini &#8220;globale&#8221; per Papa Francesco. Il Pontefice in preghiera collegato con chiese, cattedrali e diocesi di tutto il Mondo.</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jun 2013 16:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. In alcune nazioni è notte, in altre albeggia, ma in tutte si prega con il Pontefice. Lui, entrato portando la ferula utilizzata da Benedetto XVI e indossando sulle spalle il piviale previsto dal rito, ha assistito in silenzio mentre la celebrazione per il Corpus Domini si è trasformata in un evento mediatico senza precedenti nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/06/169810452.jpg" rel="lightbox[12922]"><img class="alignleft  wp-image-12923" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/06/169810452.jpg" alt="" width="356" height="238" /></a>Roma.</strong> In alcune nazioni è notte, in altre albeggia, ma in tutte si prega con il Pontefice. Lui, entrato portando la ferula utilizzata da Benedetto XVI e indossando sulle spalle il piviale previsto dal rito, ha assistito in silenzio mentre la celebrazione per il Corpus Domini si è trasformata in un evento mediatico senza precedenti nella storia della Chiesa: milioni di persone sono rimaste collegate in diretta streaming o televisiva con la Basilica di San Pietro a Roma. Ed è così che la più statica tra le cerimonie liturgiche &#8211; l&#8217;adorazione eucaristica &#8211; è diventata così un evento mediatico senza precedenti nella storia della Chiesa.<br />
<strong>L&#8217;ANNO DELLA FEDE -</strong> L&#8217;arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, aveva pensato ad un modo per solennizzare la festività del Corpus domini nell&#8217;ambito dell&#8217;anno della fede. Ed è nata così l&#8217;idea di un appuntamento che richiamasse all&#8217;unità dei cattolici attorno al mistero eucaristico. Il via libera era arrivato già da papa Benedetto, ma Bergoglio non ha esitato a sottoscrivere l&#8217;iniziativa. I cattolici di tutto il mondo per un&#8217;ora hanno concentrato gli sguardi sull&#8217;altare, condividendo lo schema di celebrazione con l&#8217;alternanza di lunghe fasi di silenzio, canti e preghiere accompagnate in San Pietro dal sottofondo di musica d&#8217;arpa. Anche se poi ogni comunità locale ha avuto facoltà di inserire simboli e intenzioni proprie.<br />
<strong>IN TUTTO IL MONDO -</strong>  Le diocesi si sono ritrovate nelle cattedrali, ma anche le singole parrocchie e le comunità religiose si sono organizzate. Monsignor Fisichella ha sottolineato con soddisfazione che adesioni sono arrivate dagli Stati in cui i cattolici sono in forte minoranza o da contesti geografici nei quali è stato difficile persino approntare illuminazione elettrica e protezione climatica per i fedeli, come nella foresta amazzonica o nelle isole del Pacifico, dove tra l&#8217;altro, a causa del fuso orario, l&#8217;adorazione è iniziata quando erano già le prime ore di lunedì. Alla fine, per tutti, la benedizione di papa Francesco. Ma da parte del pontefice non è stata prevista omelia. Il senso della giornata lo aveva anticipato nel corso dell&#8217;Angelus, che lo ha visto agganciarsi all&#8217;omelia di giovedì scorso, quando, prima della processione per le strade di Roma, aveva sottolineato un richiamo alla solidarietà.<br />
<strong>GUERRE FOLLI -</strong> Dal pontefice, che in mattinata aveva celebrato messa alla presenza di alcuni militari e dei parenti di alcuni caduti nelle missioni di pace, sono arrivate anche parole di netta condanna alle guerre che, ha detto, &#8220;sono sempre una follia&#8221;, il &#8220;suicidio dell&#8217;umanità&#8221;, come ha detto anche nella cappella della Casa Santa Marta. Rievocando, a margine della preghiera mariana di mezzogiorno il radiomessaggio di Pio XII a ridosso del secondo conflitto mondiale, Francesco ha ripetuto: &#8220;Tutto si perde con la guerra. Tutto si guadagna con la pace&#8221;. E ha chiesto alla piazza una preghiera silenziosa per i caduti e i loro familiari. Un pensiero lo ha rivolto anche al conflitto siriano, con un appello in favore dei sequestrati, tra i quali figurano due vescovi e il giornalista Domenico Quirico.</p>
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		<title>Monito del Pontefice: &#8220;Questa è una crisi dell&#8217;uomo, che distrugge l&#8217;uomo: preoccuparsi delle banche e non delle famiglie, di chi muore di fame&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 19:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Vaticano. Parole sentite e commosse quella pronunciate da Papa Francesco  durante la veglia di Pentecoste in Piazza San Pietro. &#8220;Nella vita pubblica, politica se non c&#8217;è l&#8217;etica tutto è possibile, tutto si può fare. Allora vediamo, leggiamo i giornali, come la mancanza di etica nella vita pubblica fa tanto male all&#8217;umanità intera&#8221;. &#8220;Una Chiesa povera per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/05/169038811.jpg" rel="lightbox[12806]"><img class="alignleft  wp-image-12807" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/05/169038811.jpg" alt="" width="356" height="238" /></a>Vaticano.</strong> Parole sentite e commosse quella pronunciate da Papa Francesco  durante la veglia di Pentecoste in Piazza San Pietro. &#8220;Nella vita pubblica, politica se non c&#8217;è l&#8217;etica tutto è possibile, tutto si può fare. Allora vediamo, leggiamo i giornali, come la mancanza di etica nella vita pubblica fa tanto male all&#8217;umanità intera&#8221;.</p>
<p>&#8220;Una Chiesa povera per i poveri&#8221; &#8211; Il Papa rispondeva &#8216;a braccio&#8217; a domande rivoltegli dai rappresentanti delle aggregazioni laicali e delle nuove comunità, in particolare a una su come si possa vivere &#8220;una Chiesa povera per i poveri&#8221;. Ha quindi raccontato, citando un rabbino del dodicesimo secolo, la storia della costruzione della Torre di Babele.<br />
&#8220;Quando cadeva una torre era una tragedia nazionale, veniva punito l&#8217;operaio, perché i mattoni erano preziosi &#8211; ha detto -. Ma se cadeva l&#8217;operaio non succedeva niente&#8221;. Oggi, ha proseguito, &#8220;se cadono gli investimenti, le banche, questa è una tragedia. Se invece le famiglie stanno male, non hanno da mangiare, allora questo non fa niente: questa è la nostra crisi di oggi. La Chiesa povera per i poveri va contro questa mentalità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Meglio una chiusura incidentata che chiusa&#8221; &#8211; Bergoglio ha comunque spiegato che &#8220;la Chiesa non è un movimento politico, né una struttura ben organizzata&#8221;. &#8220;Noi non siamo una Ong &#8211; ha detto -. Quando la Chiesa diventa una Ong perde il sale, non ha sapore, diventa una vuota organizzazione&#8221;. &#8220;Siate furbi &#8211; ha avvertito &#8211; perché il diavolo ci inganna, perché c&#8217;è il pericolo dell&#8217;efficientismo, e una cosa è predicare Gesù, un&#8217;altra cosa è l&#8217;efficienza&#8221;.<br />
Per Bergoglio, inoltre, &#8220;quando la Chiesa diventa chiusa si ammala, come una stanza che rimane chiusa e dove l&#8217;aria è viziata&#8221;.<br />
&#8220;Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, che subisce degli incidenti, piuttosto che una Chiesa malata per chiusura&#8221;.</p>
<p>&#8220;No ai cristiani inamidati&#8221; &#8211; Quindi andare incontro agli altri, combattere la &#8220;cultura dello scontro, la cultura della frammentazione&#8221;. E anche la &#8220;cultura dello scarto&#8221;, quella che emargina anziani e bambini. &#8220;Dobbiamo fare con la nostra fede una cultura dell&#8217;incontro, una cultura dell&#8217;amicizia &#8211; ha detto il Papa -, dobbiamo andare incontro a chi non la pensa come noi, perché tutti sono figli di Dio, senza negoziare la nostra presenza&#8221;.<br />
Per Bergoglio, poi, è uno &#8220;scandalo&#8221; che non faccia notizia la morte di un barbone per il freddo, che ci siano bambini che non hanno da mangiare.<br />
&#8220;Non dobbiamo essere cristiani inamidati, come persone che prendono il tè: dobbiamo essere cristiani coraggiosi, andare incontro a quelli che sono la carne di Cristo&#8221;.<br />
Ha parlato a braccio per quasi 40 minuti, il Pontefice, anche con molti momenti sorridenti. Come quando ha raccontato della nonna che da bambino gli ha fatto incontrare la fede. O della confessione fatta a 17 anni che gli ha fatto sentire la vocazione al sacerdozio. O quando ha ammesso che delle volte si addormenta guardando il sacrario. O quando ha rimproverato bonariamente i duecentomila della piazza perché al suo passaggio gridavano &#8220;Francesco, Francesco&#8221; e non &#8220;Gesù, Gesù&#8221;. &#8220;Mai più Francesco &#8211; ha scherzato &#8211; gridate Gesù&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci sono più martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa&#8221; &#8211; Il Papa ha anche ironizzato sui vincoli a cui è sottoposto in Vaticano. &#8220;Quando io vado a confessare &#8211; ha detto &#8211; anzi, quando andavo, adesso non si può, perché uscire da qui non è possibile&#8230;&#8221;.<br />
E giù gli applausi della folla. Presenti in piazza circa 150 movimenti, tra cui Cl, Azione Cattolica, Focolari, Sant&#8217;Egidio, Neocatecumenali, Rns, gli Scout, tra canti, preghiere, letture bibliche. Il Papa ha invitato tutti a dare soprattutto &#8220;testimonianza&#8221; della propria fede.<br />
E pensando ai tanti cristiani perseguitati, ha sottolineato che &#8220;ci sono più martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa&#8221;, ma &#8220;un cristiano deve sempre saper rispondere al male con il bene&#8221;.</p>
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		<title>Il Papa &#8220;scambia&#8221; lo zucchetto con un fedele, e poi lancia un messaggio: &#8220;La Chiesa è Madre e non baby sitter&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 16:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelita De Santis]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma.  Durante il giro sulla «campagnola» scoperta in piazza San Pietro, prima dell&#8217;udienza generale, in cui si è fermato a baciare e accarezzare numerosi bambini, papa Francesco a un certo punto ha fatto sosta per ricevere dalle mani di un fedele uno zucchetto bianco: subito il Pontefice si è tolto il suo dalla testa, consegnandolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/04/20130417_c4_papas.jpg" rel="lightbox[12482]"><img class="alignleft  wp-image-12483" title="20130417_c4_papas" alt="" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/04/20130417_c4_papas.jpg" width="372" height="200" /></a><strong>Roma.</strong>  Durante il giro sulla «campagnola» scoperta in piazza San Pietro, prima dell&#8217;udienza generale, in cui si è fermato a baciare e accarezzare numerosi bambini, papa Francesco a un certo punto ha fatto sosta per ricevere dalle mani di un fedele uno zucchetto bianco: subito il Pontefice si è tolto il suo dalla testa, consegnandolo al fedele che era oltre la transenna, e si è posto quello nuovo sul capo, tenendolo poi per l&#8217;udienza.<br />
La Chiesa deve essere intesa come una madre che fa crescere i propri figli e non come una baby sitter che ha solo il compito di addormentarli. Papa Francesco lo sottolinea nell&#8217;omelia pronunciata durante la messa nella Domus Santa Marta in Vaticano, alla quale hanno preso parte anche un gruppo di dipendenti dello Ior. «Quando annunciamo Gesù e lo testimoniamo con la nostra vita e con le nostre parole, la Chiesa diventa una madre che genera figli. Ma quando non lo facciamo, la Chiesa diventa non la madre ma una baby sitter che cura il bambino per farlo addormentare: è una Chiesa sopita!», esclama Jorge Mario Bergoglio, che avverte: «C&#8217;è una grande responsabilità per noi battezzati: annunciare Cristo, portare avanti la Chiesa e questa maternità feconda della Chiesa». Spiega a tal proposito il Papa: «Essere cristiano non è fare una carriera in uno studio per diventare un avvocato o un medico cristiano. No, essere cristiano è un dono che ci fa andare avanti nell&#8217;annuncio di Gesù. Chiediamo al Signore la grazia di diventare battezzati coraggiosi e sicuri che lo Spirito ricevuto dal battesimo ci spinge sempre ad annunciare Gesù con la nostra vita, con la nostra testimonianza e anche con le nostre parole». «Gesù è il nostro avvocato, egli ci difende sempre». Questo uno dei concetti espressi da papa Francesco durante l&#8217;udienza generale, in cui si è soffermato sull&#8217;episodio dell&#8217;Ascensione di Gesù al cielo, spiegando che «vicino al Padre egli intercede sempre a nostro favore». «È bello sentire che abbiamo un avvocato &#8211; ha detto il Pontefice aggiungendo parti &#8216;a bracciò alla sua catechesi -. Quando uno è chiamato dal giudice, è in una causa, la prima cosa che fa è chiamare l&#8217;avvocato: noi ne abbiamo uno che ci difende sempre, ci difende dalle insidie del diavolo, ci difende da noi stessi, dai nostri peccati». «Carissimi fratelli e sorelle &#8211; ha aggiunto &#8211; andiamo da questo avvocato, non abbiamo paura di andare da lui, di andare a chiedere perdono. Lui ci difende sempre, è il nostro avvocato, ci difende sempre, non dimenticate questo». «L&#8217;Ascensione non indica l&#8217;assenza di Gesù &#8211; ha spiegato il Papa agli oltre 80 mila fedeli riuniti in Piazza San Pietro &#8211; ma ci dice che egli è vivo in mezzo a noi in modo nuovo, non è più in un preciso posto nel mondo come era prima». «Ora è nella signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino a ognuno di noi nella nostra vita &#8211; ha proseguito -. Non siamo mai soli: abbiamo questo avvocato che ci ispira, ci assiste e ci difende». «Non siamo mai soli &#8211; ha insistito il Pontefice -. Il Signore crocifisso è risorto e ci guida: con noi ci sono tanti fratelli e sorelle che nel silenzio e nel nascondimento, nella loro vita di famiglia e di lavoro, nei loro problemi e difficoltà, nelle loro gioie e speranze, vivono quotidianamente la fede e portano con noi al mondo la signoria di Dio».<br />
Al termine dell&#8217;udienza generale, papa Francesco ha voluto salutare anche un gruppo dalla Sardegna che non è potuto arrivare in Piazza San Pietro a causa di un ritardo del volo. «Dovevano essere qui anche l&#8217;arcivescovo di Sassari, in Sardegna, e degli operai della società E.on, ma l&#8217;aereo ha avuto un ritardo di tre ore: non sono riusciti ad arrivare ma li abbiamo presenti nel cuore», ha detto il Pontefice, applaudito dalla piazza.<br />
Prima di lasciare piazza San Pietro alla fine dell&#8217;udienza generale, papa Francesco è sceso dalla «campagnola» scoperta per abbracciare i numerosi disabili che lo attendevano in prossimità dell&#8217;Arco delle Campane. Il Papa li ha salutati uno ad uno, avendo per ognuno parole di conforto e incoraggiamento. Una disabile che si era prostrata per baciargli i piedi è stata aiutata dallo stesso Pontefice a rialzarsi e sedersi sulla sedia a rotelle.</p>
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		<title>Papa Francesco: &#8220;A incomprensioni e avversità rispondiamo con l&#8217;amore e la forza della verità&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 14:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmelita De Santis]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. «Gli apostoli erano persone semplici, ma non avevano paura di nulla, neppure delle persecuzioni perché la loro fede era fondata sulla esperienza di Gesù. Per questo hanno potuto diffondere il cristianesimo in tutto il mondo». Lo ha detto il Papa agli oltre ottantamila fedeli che hanno affollato piazza San Pietro per il Regina Coeli, commentando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/04/20130414_papafrancesco.jpg" rel="lightbox[12477]"><img class="alignleft  wp-image-12479" title="20130414_papafrancesco" alt="" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/04/20130414_papafrancesco.jpg" width="396" height="264" /></a>Roma.</strong> «Gli apostoli erano persone semplici, ma non avevano paura di nulla, neppure delle persecuzioni perché la loro fede era fondata sulla esperienza di Gesù. Per questo hanno potuto diffondere il cristianesimo in tutto il mondo». Lo ha detto il Papa agli oltre ottantamila fedeli che hanno affollato piazza San Pietro per il Regina Coeli, commentando un brano degli Atti degli apostoli in cui si descrive la prima comunità cristiana.  «Non dimentichiamo che gli apostoli erano persone semplici, non erano scribi, dottori della legge, né appartenenti alla classe sacerdotale &#8211; ha detto papa Francesco &#8211; Come hanno potuto, con i loro limiti e avversati dalle autorità, riempire Gerusalemme con il loro insegnamento. È chiaro che solo la presenza con loro del Signore Risorto e l&#8217;azione dello Spirito Santo possono spiegare questo fatto. La loro fede &#8211; ha detto ancora papa Bergoglio &#8211; si basava su una esperienza così forte e personale di Cristo morto e risorto, che non avevano paura di nulla e di nessuno, e addirittura vedevano le persecuzioni come un motivo di onore, che permetteva loro di seguire le orme di Gesù e di assomigliare a Lui, testimoniandolo con la vita».<br />
La storia dei primi cristiani, ha commentato papa Bergoglio, «ci dice una cosa molto importante, che vale per la Chiesa di tutti i tempi, anche per noi: quando una persona conosce veramente Gesù Cristo e crede in Lui, sperimenta la sua presenza nella vita e la forza della Resurrezione, non può fare a meno di comunicare questa esperienza. E se questa persona incontra incomprensioni o avversità, si comporta come Gesù nella sua passione: risponde con l&#8217;amore e la forza della verità».<br />
Dopo la preghiera del Regina Coeli il Papa ha ricordato la beatificazione, ieri a Venezia, del sacerdote bergamasco del XIX secolo Luca Passi; ha ricordato poi che in Italia si celebra oggi la giornata della Università cattolica, invitando a «sostenere sempre questo ateneo &#8211; ha detto &#8211; perchè continui a offrire alle nuove generazioni un&#8217;ottima formazione, per affrontare le sfide del tempo presente». Infine un «pensiero speciale anche per i ragazzi e le ragazze che si stanno preparando alla Cresima». «A tutti voi, buona domenica e buon pranzo», ha concluso papa Francesco davanti alla piazza gremita.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Francesco I per la benedizione Urbi et Orbi: &#8220;Pasqua riporti fiducia e speranza. Buona Pasqua a tutti e buon pranzo!&#8217;&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 11:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. In piazza San Pietro il Papa ha celebrato la consueta Messa di Pasqua, tornando per la seconda volta sulla loggia centrale della Basilica Vaticana dopo l’habemus Papam del 13 marzo scorso, per la benedizione Urbi et Orbi e gli auguri al mondo intero. Francesco è rimasto in Vaticano non seguendo la tradizione che prevede che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/04/165166293.jpg" rel="lightbox[12282]"><img class="alignleft  wp-image-12283" title="Pope Francis Attends Regina Coeli Prayer in St. Peter's Square" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/04/165166293.jpg" alt="" width="389" height="259" /></a>Roma. </strong>In piazza San Pietro il Papa ha celebrato la consueta Messa di Pasqua, tornando per la seconda volta sulla loggia centrale della Basilica Vaticana dopo l’habemus Papam del 13 marzo scorso, per la benedizione Urbi et Orbi e gli auguri al mondo intero. Francesco è rimasto in Vaticano non seguendo la tradizione che prevede che il Papa trascorra la settimana di Pasqua nella residenza estiva di Castel Gandolfo, poiché essa è occupata da Benedetto XVI che vi si è ritirato dal 28 febbraio, ultimo giorno del suo pontificato. Ratzinger trascorrerà a Castel Gandolfo ancora un altro mese prima di rientrare, all’inizio di maggio in Vaticano, per prendere possesso della sua nuova, e forse ultima, abitazione nell’ex monastero Mater Ecclesiae. Da quel momento, all’interno dei 44 ettari dello Stato più piccolo del mondo, convivranno due Papi, uno emerito e l’altro regnante.<br />
<strong>Il monito -</strong>  &#8221;Il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l&#8217;odio lasci il posto all&#8217;amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia&#8221;. Così il Papa al Regina Coeli. &#8221;Che la forza della Risurrezione di Cristo possa raggiungere ogni persona -specialmente chi soffre- e tutte le situazioni più bisognose di fiducia e di speranza&#8221;, ha aggiunto Francesco salutando i fedeli con un familiare &#8220;Buona Pasqua a tutti e buon pranzo!&#8221;.<br />
<strong>La veglia -</strong> Ai fedeli che hanno preso parte alla Veglia Pasquale, il Papa ha chiesto di non essere indifferente. &#8220;Accetta di rischiare: non sarai deluso. Spesso la novità ci fa paura, anche la novità che Dio ci porta, la novità che Dio ci chiede. Siamo – ha proseguito il Pontefice – come gli apostoli del Vangelo: spesso preferiamo tenere le nostre sicurezze, fermarci a una tomba, al pensiero verso un defunto, che alla fine vive solo nel ricordo della storia come i grandi personaggi del passato. Abbiamo paura – ha scandito due volte il Papa – delle sorprese di Dio! Egli ci sorprende sempre! Fratelli e sorelle – è stato l’appello di Francesco ai fedeli che lo ascoltavano – non chiudiamoci alla novità che Dio vuole portare nella nostra vita! Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso dei nostri peccati, pensiamo di non farcela? Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai: non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a lui”. Il Papa ha spiegato, inoltre, che la novità di Dio “che si presenta davanti agli occhi delle donne, dei discepoli e di tutti noi è la vittoria sul peccato, sul male, sulla morte, su tutto ciò che opprime la vita e le dà un volto meno umano”.</p>
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		<title>I sacerdoti siani pastori in mezzo alla gente: così Papa Francesco nella Messa del Crisma.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 10:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma. &#8221;Siate pastori in mezzo alla gente&#8221;. Questo il messaggio lanciato da Papa Francesco durante  la Santa Messa del Crisma tenutasi nella Basilica Vaticana. Durante la celebrazione i sacerdoti, circa 1600 del clero secolare e religioso della Diocesi di Roma e dei Collegi Romani, hanno rinnovato le promesse sacerdotali. Insieme a loro, anche i cardinali e i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/164772156.jpg" rel="lightbox[12272]"><img class="alignleft  wp-image-12273" title="VATICAN-POPE-MASS-CHRISM" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/164772156.jpg" alt="" width="356" height="238" /></a>Roma.</strong> &#8221;Siate pastori in mezzo alla gente&#8221;. Questo il messaggio lanciato da Papa Francesco durante  la Santa Messa del Crisma tenutasi nella Basilica Vaticana. Durante la celebrazione i sacerdoti, circa 1600 del clero secolare e religioso della Diocesi di Roma e dei Collegi Romani, hanno rinnovato le promesse sacerdotali. Insieme a loro, anche i cardinali e i vescovi. Sono stati benedetti gli Oli dei Catecumeni e degli Infermi e il Crisma, contenuti in sei anfore. Le sostanze profumate per confezionare il Crisma vengono versate nell’Olio dal diacono prima della preghiera di benedizione. Gli Oli verranno poi portati a San Giovanni in Laterano, dove saranno distribuiti ai sacerdoti della Diocesi di Roma per l’amministrazione dei Sacramenti nel corso dell’anno. Alla colonna della Confessione è collocata una statua lignea della Madonna con il Bambino. La statua, conservata presso i Musei Vaticani, è un dono del presidente del Brasile Joao Goulart a Paolo VI in occasione della sua elezione al soglio pontificio nel 1963. L’opera, di scuola brasiliana, e risalente al sec. XVIII, rappresenta Nostra Signora di Montserrat.<br />
<strong>L&#8217;omelia -</strong> “Con gioia – ha esordito il Santo Padre &#8211; celebro la prima Messa Crismale come Vescovo di Roma. Vi saluto tutti con affetto, in particolare voi, cari sacerdoti, che oggi, come me, ricordate il giorno dell’Ordinazione&#8221;. Il Papa ha sottolineato che “le vesti sacre del Sommo Sacerdote sono ricche di simbolismi; uno di essi è quello dei nomi dei figli di Israele impressi sopra le pietre di onice che adornavano le spalle dell’efod dal quale proviene la nostra attuale casula: sei sopra la pietra della spalla destra e sei sopra quella della spalla sinistra (cfr Es 28, 6-14). Anche nel pettorale erano incisi i nomi delle dodici tribù d’Israele (cfr Es 28,21). Ciò significa che il sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il popolo a lui affidato e portando i suoi nomi incisi nel cuore. Quando ci rivestiamo con la nostra umile casula può farci bene sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri, che in questo tempo sono tanti!”. Poi ha aggiunto: “Dalla bellezza di quanto è liturgico, che non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato, passiamo adesso a guardare all’azione. L’olio prezioso che unge il capo di Aronne non si limita a profumare la sua persona, ma si sparge e raggiunge “le periferie”. Il Signore lo dirà chiaramente: la sua unzione è per i poveri, per i prigionieri, per i malati e per quelli che sono tristi e soli. L’unzione, cari fratelli, non è per profumare noi stessi e tanto meno perché la conserviamo in un’ampolla, perché l’olio diventerebbe rancido … e il cuore amaro”. Il Papa ha concluso: “Cari sacerdoti, Dio Padre rinnovi in noi lo Spirito di Santità con cui siamo stati unti, lo rinnovi nel nostro cuore in modo tale che l’unzione giunga a tutti, anche alle “periferie”, là dove il nostro popolo fedele più lo attende ed apprezza. La nostra gente ci senta discepoli del Signore, senta che siamo rivestiti dei loro nomi, che non cerchiamo altra identità; e possa ricevere attraverso le nostre parole e opere quest’olio di gioia che ci è venuto a portare Gesù, l’Unto. Amen”.</p>
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		<title>Francesco I dinanzi ai potenti del Mondo: &#8220;Il vero potere è il servizio, non dobbiamo avere paura della bontà e neanche della tenerezza.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 13:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/164047928.jpg" rel="lightbox[12214]"><img class="alignleft  wp-image-12215" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/164047928.jpg" alt="" width="356" height="238" /></a>Roma.</strong> Oltre 200mila persone hanno invaso festanti Piazza San Pietro per l&#8217;iniziazione del pontificato di Francesco I. Dinanzi ai potenti del mondo (ma mancava Barack Obama), il Papa ha conquistando ancora una volta i tanti pellegrini accorsi a Roma con parole e gesti di grande umiltà. Papa Francesco che attraversa sorridente in jeep scoperta la piazza simbolo della cristianità e poi chiede all&#8217;improvviso di scendere, per abbracciare e baciare alcuni bambini ed un disabile, rende ancora più storico il pontefice delle “prime volte”: primo gesuita, primo sudamericano, primo Francesco. La Chiesa riceve in uno dei suoi momenti più difficili un intenso messaggio di grande forza: «Anche oggi, davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi speranza». Il Papa di oggi guarda agli ultimi, a «chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere» proprio per «aprire uno squarcio in mezzo a tante nubi, portare il calore della speranza».<br />
<strong>La celebrazione. </strong>Francesco, accompagnato dal canto del “Te Deum” è entrato in Basilica per il saluto ai rappresentanti delle delegazioni dei Paesi e organizzazioni internazionali venute a Roma per l&#8217;evento. Le campane di San Pietro hanno iniziato a suonare a festa. Il rito complessivo è durato meno di dure ore, mentre la messa vera e propria &#8211; alla presenza di circa 200mila fedeli (foto) &#8211; è durata un&#8217;ora e mezza. Tra il pubblico anche oltre 130 delegazioni di capi di Stato, ministri e responsabili di nazioni: per l&#8217;Italia, presenti tra gli altri il premier Monti, il capo dello Stato Napolitano e anche i presidenti delle Camere, Grasso e Boldrini. Dopo un&#8217;ora e mezzo termina il saluto delle delegazioni a Papa Francesco.<br />
<strong>Il primo tweet.</strong> «Custodiamo Cristo nella nostra vita, abbiamo cura gli uni degli altri, custodiamo il creato con amore». È il messaggio lanciato oggi da papa Francesco su Twitter dopo la messa di inizio del pontificato. Poco dopo ne è comparso un secondo: «Il vero potere è il servizio. Il Papa deve servire tutti, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli».<br />
<strong>L&#8217;omelia.</strong> Francesco ha avuto un pensiero per Benedetto XVI (che sta seguendo la messa in tv da Castel Gandolfo): «Gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza», definendo una «coincidenza molto ricca di significato» il fatto che oggi sia l&#8217;onomastico del «venerato predecessore». San Giuseppe &#8211; ha spiegato Papa Bergoglio durante l&#8217;omelia in italiano &#8211; è il «custode» e esercita questa custodia con «umiltà, nel silenzio ma con una presenza costante e una fedeltà totale, anche quando non comprende». Giuseppe, ha detto commentando il vangelo di oggi, custode anche della Chiesa vive «nella costante attenzione a Dio, aperto ai suoi segni, disponibile al suo progetto, non tanto al proprio». «Dio &#8211; ha proseguito il sommo pontefice &#8211; non desidera una casa costruita dall&#8217;uomo, ma desidera fedeltà alla sua parola, al suo disegno, ed è Dio stesso che costruisce la casa, ma di pietre vive segnate dal suo Spirito». San Giuseppe, ha ricordato, risponde alla «vocazione con disponibilità e prontezza» e il «centro della vocazione cristiana è Cristo», «custodiamolo nella nostra vita, per custodire gli altri e il creato». Il Papa chiede «per favore» a chi ha «ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale» e a tutti gli uomini di buona volontà di essere «custodi della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, dell&#8217;altro e dell&#8217;ambiente». «Non dobbiamo avere paura della bontà, neanche della tenerezza &#8211; ha aggiunto il Papa &#8211; Il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza», ha aggiunto il Pontefice. La tenerezza, ha detto Bergoglio, «non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d&#8217;animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all&#8217;altro, capacità di amore». «Non dobbiamo avere timore della bontà &#8211; ha poi ripetuto -, della tenerezza».</p>
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		<title>La presidente dell&#8217;Argentina Kirchner incontra il Papa: &#8220;Ho chiesto a Francesco I di intercedere con la Gran Bretagna in merito alle Falkland&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 11:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma. «Ho trovato il Papa sereno, sicuro e in pace, ma anche occupato e preoccupato per l&#8217;immenso compito per la guida per la S. Sede e per cambiare le cose che lui sa che deve cambiare». Così Cristina Fernandez Kirchner ha iniziato il racconto del suo incontro con il Papa Francesco I, avvenuto in Vaticano alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/163942327.jpg" rel="lightbox[12178]"><img class="alignleft size-full wp-image-12179" title="Pope Francis Meets Argentinian President Cristina Fernandez de Kirchner" alt="" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/163942327.jpg" width="594" height="396" /></a><strong>Roma.</strong> «Ho trovato il Papa sereno, sicuro e in pace, ma anche occupato e preoccupato per l&#8217;immenso compito per la guida per la S. Sede e per cambiare le cose che lui sa che deve cambiare». Così Cristina Fernandez Kirchner ha iniziato il racconto del suo incontro con il Papa Francesco I, avvenuto in Vaticano alla vigilia del suo insediamento ufficiale. Il capo della Casa Rosada ha consegnato a Papa Bergoglio un regalo: un kit per bollire e consumare il mate, la tipica bevanda argentina simile al the. La presidente argentina ha chiesto a Papa Francesco anche di «intercedere tra Argentina e Gran Bretagna per agevolare il dialogo sulle Falkland». «Non ero mai stata baciata da un pontefice prima di adesso», la Kirchner ha continuato a raccontare con meraviglia.</p>
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		<title>Francesco I contro la &#8220;mondanità&#8221;, chiede un ritorno alle origini ed intanto ripristina l&#8217;altare post Concilio rivolto al popolo.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 19:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma. In attesa dei rinnovi delle nomine dei ruoli apicali della Curia romana, gli occhi sono tutti puntati alla successione del segretario di Stato poichè Bertone ha compiuto 78 anni e la sostituzione sembra scontata (al suo posto si fanno già i nomi del nunzio Baldisseri, di Bernardi e Viganò) il Papa ed i Cardinali [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/163681258.jpg" rel="lightbox[12163]"><img class="alignleft  wp-image-12164" title="VATICAN-POPE-SISTINE" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/163681258.jpg" alt="" width="356" height="238" /></a>Roma.</strong> In attesa dei rinnovi delle nomine dei ruoli apicali della Curia romana, gli occhi sono tutti puntati alla successione del segretario di Stato poichè Bertone ha compiuto 78 anni e la sostituzione sembra scontata (al suo posto si fanno già i nomi del nunzio Baldisseri, di Bernardi e Viganò) il Papa ed i Cardinali sono tornati nella Cappella Sistina per celebrare la Messa Pro Ecclesia. Sempre più evidenti i cambiamenti voluti dal nuovo Pontefice, a cominciare dall&#8217;altare non era più rivolto al muro, come l&#8217;aveva collocato Benedetto XVI, ma tornava ad essere l&#8217;altare post Concilio, rivolto al popolo.<br />
<strong>Il ritorno alle origini -</strong> Una novità liturgica in linea con la propensione del nuovo Papa che nella dura omelia pronunciata in italiano, in piedi e a braccio, ha evidenziato che &#8220;Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo con Cristo ma senza la Croce, non siamo discepoli del Signore. Siamo mondani. E potremmo essere anche vescovi, preti, cardinali, papi ma non discepoli del Signore&#8221;. Francesco è apparso sereno, mentre procedeva lentamente, scegliendo con cura le parole, forse per indirizzare meglio il messaggio di una durezza inusitata. Ha subito citato Leon Bloy per fare capire che &#8220;chi non prega il Signore, prega il diavolo, e così quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo&#8221;. Il problema è proprio la mondanità, ovvero la ricerca delle comodità, la vanità, l&#8217;inclinazione al potere che offusca l&#8217;immagine di una Chiesa vicina agli ultimi. L&#8217;idea di base di Francesco è di un ritorno alle origini, alle radici del Vangelo, ad una essenzialità vissuta da declinare in ogni ambito. &#8220;Possiamo camminare quanto vogliamo, edificare tante cose ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ong pietosa, ma non la Chiesa sposa del Signore&#8221;. Il pericolo che intravede se si procede su questo sentiero è di finire come quei bambini sulla spiaggia che fanno palazzi di sabbia che poi vengono giù perché privi di consistenza.</p>
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		<title>Jorge Mario Bergoglio, una scelta inaspettata per la Chiesa di Roma. Lo &#8220;sfidante&#8221; di Ratzinger sorprende anche i bookmakers che davano favoriti Scola, Scherer e O&#8217;Malley</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 11:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Antonio Gallucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma. L&#8217;elezione di Jorge Maria Bergloglio ha sorpreso tutti, non solo i fedeli riuniti in preghiera in piazza San Pietro ed i milioni collegati via TV, ha sorpreso anche gli stessi uomini di Chiesa. Dopo la rinuncia di Benedetto XVI, nessuno mai si sarebbe aspettato l&#8217;elezione di Bergoglio a Vescovo di Roma, lui che nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/bergoglio.jpg" rel="lightbox[12156]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12157" title="bergoglio" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/bergoglio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Roma.</strong> L&#8217;elezione di Jorge Maria Bergloglio ha sorpreso tutti, non solo i fedeli riuniti in preghiera in piazza San Pietro ed i milioni collegati via TV, ha sorpreso anche gli stessi uomini di Chiesa. Dopo la rinuncia di Benedetto XVI, nessuno mai si sarebbe aspettato l&#8217;elezione di Bergoglio a Vescovo di Roma, lui che nel 2005 fu lo sfidante di Ratzinger. Da giorni media e bookmakers davano per certa la corsa a tre, un Italiano, Angelo Scola, un sud Americano, il Brasiliano Scherer, ed uno statunitense, uno tra O&#8217;Malley e Dolan. La scelta dei Cardinali chiusi in Conclave ha sbaragliato tutti, dopo 11 pontificati torna un Papa religioso, il primo Gesuita, il primo che arriva dal continente con più cattolici al mondo (solo Brasile e Argentina ne contano insieme 179 milioni), il primo Papa dei poveri, così in molti l&#8217;hanno soprannominato, un po per il suo passato in argentina, un po per l&#8217;approccio che ha avuto alla sua presentazione dalla loggia delle benedizioni. Un papa diverso, un papa che dal primo momento è sembrato simpatico a tutti, un papa che per molti fedeli è stata la scelta giusta, la migliore per riportare sulla retta via la Chiesa di Roma. Un Papa che ha scelto di cambiare, partendo dal nome, scegliendo di essere il primo vicario di Cristo in terra con il nome di Francesco.</p>
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		<title>Francesco I°, ecco il nuovo Papa: argentino, da sempre vicino ai poveri, tifoso di Calcio ed amante della poesia di Holderlin e la musica di Beethoven.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 18:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. «Fratelli e sorelle buonasera&#8230;» e via un urlo da stadio &#8220;Francesco, Francesco&#8221;. Ci si aspettava un cardinale con la faccia ben pasciuta e le gote rosse. Invece è apparso lui con la sua storia di prete senza fronzoli, che va in tram e ha in testa l’immagine della sobrietà per una Chiesa che riacquisti i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-12148" title="IMG_3568" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/03/IMG_3568.jpg" alt="" width="437" height="291" /></p>
<p><strong>Ro</strong><strong>ma.</strong> «Fratelli e sorelle buonasera&#8230;» e via un urlo da stadio &#8220;Francesco, Francesco&#8221;. Ci si aspettava un cardinale con la faccia ben pasciuta e le gote rosse. Invece è apparso lui con la sua storia di prete senza fronzoli, che va in tram e ha in testa l’immagine della sobrietà per una Chiesa che riacquisti i suoi valori più straordinariamente umili. La semplicità è il tratto del nuovo Papa, una testimonianza evangelica ricca di spiritualità come quando ha chiesto ai fedeli la benedizione aprendo il suo cuore all&#8217;umanità. Un gesuita, dal carattere fermo, non forte. Non un bonaccione, ma un buono. La scintilla è scoccata quando si è presentato umile, senza stola simbolo del potere papale e con un nome simbolo, quello del santo che stava dalla parte della povera gente: Francesco. Poche parole, il timbro della voce, l’atteggiamento e l’abbiamo sentito subito nostro ci fossimo trovati a Roma come a Buenos Aires, a Londra, a Tokyo, a Sydney o in qualunque altra parte del mondo. Perfino la fanfara che suonava l’inno sembrava inopportuna davanti alla potenza di un messaggio così planetario nella sua semplicità. La speranza è che sia il dirompente segnale di un cambiamento non solo per la Chiesa ma per tutto il Mondo. Nel nome di Francesco che cominci un’altra era. Più giusta e più umana.<br />
<strong>LA SUA CANDIDATURA -</strong>  Jorge Mario Bergoglio, argentino, 76 anni, gesuita, 266 esimo Pontefice, è anche il primo sudamericano. Al Conclave del 2005 che elesse Joseph Ratzinger, Bergoglio fu candidato dall&#8217;ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e risultò il secondo più votato. La fumata bianca che ha annunciato al mondo la sua elezione è arrivata alla quinta votazione, nella seconda giornata del Conclave. Uno scrutinio in più di quanto richiesto, otto anni fa, per l&#8217;elezione di Benedetto XVI. Il comignolo della Cappella Sistina ha iniziato a fumare alle 19.06, la piazza San Pietro gremita di fedeli sin dalla mattinata è esplosa in un boato: «Viva il Papa! Viva il Papa!».<br />
<strong>LE PRIME PREGHIERE - </strong>La prima cosa che ha chiesto il Papa ai suoi fedeli, è stata una preghiera per il  vescovo emerito Benedetto XVI, « preghiamo tutti insieme per lui, perchè il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca». Quindi il Papa Fransceco ha recitato il Padre nostro l&#8217;Ave Maria, prima di una seconda richiesta: «Vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore, vi chiedo che voi preghiate il Signore per me, chiediate al Signore che benedica il suo vescovo, facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me». Alcuni minuti di silenzio e poi Francesco ha impartito la benedizione.</p>
<p><strong>I SUOI &#8220;AMORI&#8221; - </strong> Bergoglio ha avuto una fidanzata, con la quale amava ballare il Tango. Poi ha scoperto la vocazione religiosa, e la letteratura italiana essendo i genitori originari del Piemonte. Il suo film preferito è &#8220;Il pranzo di Babette&#8221;, il quadro è &#8220;La Crocefissione Bianca&#8221; di Chagall. Tra gli altri interessi e simpatie ci sono &#8220;il calcio, la poesia di Holderlin, Beethoven&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Ingravescentem aetatem&#8221; ed il Papa si dimette per il bene della Chiesa. Resterà in carica fino al 28 febbraio e nonostante sia un tema previsto dal diritto canonico non mancano polemiche e strumentalizzazioni.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 11:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Liberti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma. Benedetto XVI lascerà il pontificato il 28 febbraio. Lo ha annunciato lui stesso personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. La &#8220;ingravescentem aetatem&#8221;, cioè l&#8217;età avanzata, è tra i motivi addotti dal Papa per le sue dimissioni. Il Pontefice ha spiegato di sentire il peso dell&#8217;incarico, di aver [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/02/161459648.jpg" rel="lightbox[11958]"><img class="alignleft  wp-image-11959" src="http://www.partenopress.com/wp-content/uploads/2013/02/161459648.jpg" alt="" width="143" height="214" /></a>Roma</strong>. Benedetto XVI lascerà il pontificato il 28 febbraio. Lo ha annunciato lui stesso personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. La &#8220;ingravescentem aetatem&#8221;, cioè l&#8217;età avanzata, è tra i motivi addotti dal Papa per le sue dimissioni. Il Pontefice ha spiegato di sentire il peso dell&#8217;incarico, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa. Una decisione meditata da tempo, come riferito da Georg Ratzinger, il fratello di Papa Benedetto XVI, e dettata da una ricerca di maggiore tranquillità nella vecchiaia. Ma cos&#8217;è che agita così tanto le giornate del Papa, tanto da portarlo ad una così eclatante decisione? La scelta umana non convince appieno, e seppur con estremo rispetto le ipotesi alternative iniziano ad accavallarsi soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche. Non credo che queste dimissioni siano strategiche per chiedere compattezza al voto cattolico, dinanzi ad una palesata fragilità della Chiesa. Certo sarebbe stato più opportuno renderle pubbliche dopo la formazione del governo. Personalmente rispetto profondamente le scelte di Ratzinger, e sono a favore di un Papa giovane e maggiormente operativo. L&#8217;idea che un Papa si dimetta è strana, ma ampiamente prevista dal diritto canonico.  Lo stesso Papa Wojtyla, per non andare ancora più dietro, decise di restare sul soglio pontificio fino alla fine della sua vita perché riteneva che dalla croce non si scendesse, e questa sua decisione fu condivisa dall&#8217;attuale Papa, allora cardinale e stretto collaboratore del Pontefice. E&#8217; previsto che la decisione venga valutata assieme ai cardinali, ma evidentemente Benedetto XVI era talmente deciso che non ha avuto motivo di chiedere un consiglio collegiale. Non ci resta di augurarci che realmente questa scelta sia per il bene della Chiesa, ma soprattutto che vada rispettata da tutti senza strumentalizzazioni.</p>
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