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Brunetta: "La manovra per il triennio 2009-2011 sarà di 36 miliardi"
Scritto da Andrea Gallucci   
giovedì 05 giugno 2008

La manovrà triennale di correzione dei conti pubblici si attesterà sui "30-35 miliardi di euro". Ad annunciarlo è stato il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, in occasione di un'audizione alla Camera. "La manovra correttiva strutturale sarà superiore i 10 miliardi l'anno per tre anni. Probabilmente si arriverà a 12 miliardi l'anno per l'intero triennio". Una cifra che si aggiunge a quella fatta da Silvio Berlusconi che fa attestare al 2,5% il rapporto deficit/pil per il 2008 a legislazione vigente. Una cifra che ha origine dalla due diligence della ragioneria generale sui conti pubblici.

La manovra potrebbe essere 'spacchettata' in tre provvedimenti: a parte il Dpef, che darà le linee di politica economica per la legislatura, la manovra potrebbe essere articolata in due decreti legge (uno entro fine giugno e l'altro a settembre) e la Finanziaria vera e propria, che dovrebbe essere molto più snella rispetto agli anni passati. E' quanto riferiscono fonti tecniche vicino al governo.

La previsione fatta da Brunetta è nera rispetto a quella fatta dal titolare dell'Economia Giulio Tremonti che si era fermato a 30 miliardi. Il Ministro della Funzione Pubblica ha anche corretto il collega ministro ed è andato ben oltre per via, ha spiegato, "del peggioramento della congiuntura prevista per il triennio 2008-2010". Il ministro della Funzione Pubblica ha aggiunto che l'obiettivo è quello di arrivare al pareggio di bilancio nel 2011, secondo il percorso tracciato dal governo Prodi con la Ue.

Brunetta ha poi sottolineato che il suo intento è quello di "partecipare" al decreto del ministro Tremonti che sarà presentato il prossimo 18 giugno, accompagnandolo con un Ddl e un Ddl delega. "Il decreto - ha aggiunto il ministro Tremonti - sarà di antibiotici e vitamine per correggere le dinamiche di finanza pubblica che sono in peggioramento". I tagli non saranno la cosa più importante; "privatizzazioni e liberalizzazioni e una manovra fiscale e contributiva, come il superamento del divieto di cumulo fra lavoro e pensione". Anche misure in positivo "come i premi per una maggiore efficienza della pubblica amministrazione". Accanto al decreto legge "ci saranno altre vitamine come le misure di semplificazione e razionalizzazione e il miglioramento del pubblico impiego e della contrattazione".

"La pubblica amministrazione soffre perchè ha regole spesso non finalizzate alla produzione ottimale di beni pubblici ma di autoreferenziali, di connivenza fra datori di lavoro e lavoratori. Sarebbe come se nel settore privato tutto il tempo del datore di lavoro e dei lavoratori si buttasse non per produrre bulloni, ma per produrre regole per produrre bulloni" ha detto Brunetta. Il risultato è un ministro "travolto per il 90% del suo tempo da discussioni sindacali non per produrre meglio, ma per fare regole spesso anacronistiche, autoreferenziali, astratte". "Non penso che i dipendenti pubblici siano antropologicamente nè diversi nè peggiori, tutt'altro, servono regole precise. Poi bisogna misurare la soddisfazione dei clienti finali, cioè dei cittadini" ha affermato il ministro.

Allo studio del governo ci sono anche i meccanismi per incentivare gli esodi. "Si sta pensando - ha spiegato il ministro - alla possibilità di usufruire di aspettative non retribuite per lavorare nel privato, se va bene si chiude, se no si torna". Brunetta ha poi ribadito, inoltre, che si interverrà "a partire dai dirigenti" sia con i premi che con le sanzioni.

Se lo chiamano "Napoleone" qualche motivo ci sarà. "Sono matto? Può essere" ha aggiunto Brunetta sottolineando che entro un paio di settimane il Parlamento avrà testi di leggi su cui discutere.

Andrea Gallucci

 
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