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C'era una volta il Regno delle Due Sicilie, che prima dell'unificazione di metà '800 altro non era che il derby geopolitico tra il Regno di Napoli e quello di Sicilia. Di cui Palermo era capitale. Napoli e Palermo, infinita storia sui libri di scuola. Strade odorose di aromi e bucato. Capitali del Sud, Palermo e Napoli: il derby in programma al Barbera alle 20.30, bello da morire. Intrecci affascinanti, da Federico II di Svevia e Ferdinando IV di Borbone, fino a Aurelio De Laurentiis e Maurizio Zamparini. Presidenti amici, vulcani in eruzione, sodali e anzi soci nel 2005, quando il patron rosanero - che un tempo avrebbe voluto acquistare il club partenopeo -, sponsorizzò l'allora Napoli Soccer con la propria catena di centri commerciali. Periodo stuzzicante, quello. Una volta Zamparini dichiarò: "Io, Marino e De Laurentiis saremo la triade del Sud", ovvero la risposta all'allora triade juventina Moggi-Giraudo-Bettega, sfaldata poi dal ciclone Calciopoli. Palermo e Napoli, però, sono ancora società gemellate, come testimonia l'annuncio di De Laurentiis: "Queste due squadre si contenderanno un trofeo in memoria di mio padre Luigi - ha detto il produttore -: ci sono grande amicizia e stima reciproca. Si giocherà in una città degli Stati Uniti". Feeling a tutto tondo, anche in certe sparate sui rispettivi allenatori. Zamparini, però, fa outing: "Se il Palermo non è ancora diventato una grande, la colpa è anche mia: ho sbagliato a cambiare spesso allenatore". A proposito di cambi e trasferimenti, ogni sessione del mercato è animata dalle voci di possibili affari sull'asse Sicilia-Campania: oltre alla cessione al Napoli di Brienza, saltata per questioni di stipendio, il famoso affare non è mai stato concluso. E forse per questo, l'amicizia dura. Come quella tra Marino e Foschi, che vanta un passato in azzurro, nonostante il testa a testa per l'acquisto di Calaiò. Il palermitano Calaiò ammogliato con la napoletana Federica: vinse il matrimonio. "Peccato davvero che abbia scelto il Napoli - spiega Zamparini -, c'interessava. Lo temo ancora molto, spero proprio che non giochi". Il pericolo sembra scampato, Reja punta su Lavezzi-Zalayeta: "Dobbiamo essere più cinici sotto porta", l'ordine. Nel frattempo il povero Colantuono, che ieri ha dovuto definitivamente abbandonare l'idea-Migliaccio, conta le assenze: "Senza Amauri, Bresciano, Guana e Miccoli? Beh, non c'è problema: bastano grinta e carattere". E così sia. Non solo Calaiò, però, nel prontuario della partita: ci sono gli ex Fontana e Amauri, entrambi a Napoli da gennaio a giugno 2001; i napoletani in rosanero Capuano, Migliaccio e Brienza, nato a Cantù ma ischitano di razza; gli uruguayani-amici, Gargano e Cavani, ex compagni nel Danubio. E, soprattutto, Edy Reja: il tecnico del Napoli ha militato nel Palermo da calciatore dal '68 al '73, e anzi era in campo il giorno dell'ultima sfida siciliana in serie A tra le due squadre. Era il 26 novembre 1972, vinse il Palermo 1-0 con un gol di Ballabio. La partita di oggi, invece, vale il sorpasso: le due squadre hanno entrambe 15 punti. Molto interessante. Il pubblico, però, sarà soltanto quello di casa. O giù di lì: l'Osservatorio del Viminale, infatti, ha vietato la trasferta ai tifosi napoletani, che però non mancheranno del tutto: almeno 300 gli infiltrati della passione.
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